PERSONAGGIO 20 Maggio Mag 2015 1521 20 maggio 2015

Morgan, l'eterno incompiuto voltagabbana

Sputa sui talent. Dopo 8 anni di X Factor. Fa il marxista. Ma Equitalia lo bracca. Di successi musicali neanche l'ombra. Profilo di un artista che fa discutere. Foto.

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Vita e opere di Morgan, l'eterno aspirante.
Ve lo ricordate quando si affacciò nella Lista della Bellezza di Sgarbi «pur non nascondendo il mio marxismo latente»?
Più che altro, latitante. Ma perché più se la tirano di sinistra e più si rinnegano? Non farebbero prima a dire, come il conte Lello Mascetti, «della giustizia sociale m’importa sega, il marxismo non ho idea di che sia, siamo qui per far soldi e tutto fa brodo». Una botta da matto. Un talent, l'anatema sui talent?
E qui bisogna già fermarsi un attimo, premere il tasto fast forward e arrivare all'oggi.
CONTRO GLI SPETTACOLINI. Perché l'immemore Morgan, al secolo Marco Castoldi (foto), al Brianza Rock Festival ha tuonato contro gli spettacolini degli aspiranti artisti e chi li giudica: «Il talent show, ma soprattutto X Factor, è la tomba della creatività».
Tra chi li giudica pervicacemente c'è Morgan, il quale ogni volta che dice «questa è l'ultima» sta già firmando per la seguente.
State sereni, che fa venire in mente qualcun altro. Ma fosse solo questo, la notizia non varrebbe l'articolo: di artisti che fan cose che non condividono ce n'è da riempire trentatrè Treccani.
LO SCIAGURATO FUORI PISTA. «Perché fa così Morgan?», si è chiesto qualcuno. «Perché sta rispolverando gli antichi Bluvertigo», si è subito risposto.
L'eterno ragazzo, tuttavia, è fisiologicamente esagerato, non sa fermarsi e va a finire fuori pista. «Puoi essere più chiaro?», l'hanno incalzato.
«Mi piacerebbe», lo sciagurato rispose, «che i titoli fossero: X Factor non ha pagato Morgan».

I 300 mila euro? Girati direttamente a Equitalia

Asia Argento e Morgan, compagno dal 2000 al 2007.

I titoli, effettivamente, per qualche istante sono stati quelli.
Salvo cambiarci letteralmente sotto gli occhi mentre li leggevamo.
SILENZIO, PARLA SKY. Perché a quel punto Sky non ha potuto più tacere e ha sparato una precisazione leguleia e devastante: «Fremantlemedia Italia e Sky precisano che hanno sottoscritto nel 2014 con l’artista e con la società che ne gestisce i diritti d’immagine (Edizioni Però srl) diversi contratti per la partecipazione di Morgan in qualità di giudice all’ottava edizione di X Factor, accordi che prevedevano un compenso complessivo molto generoso, ben al di sopra degli standard di mercato. Sia Sky sia Fremantlemedia hanno interamente liquidato la quota di spettanza della società Edizioni Però. La quota di spettanza dell’artista è stata invece sottoposta a pignoramento da parte di Equitalia Nord Spa, per il soddisfacimento di un credito di oltre 300 mila euro vantato dalla società di riscossione nei confronti dell’artista. Sia Fremantlemedia sia Sky, avendo ricevuto intimazione da parte di Equitalia Nord, hanno quindi provveduto e provvederanno a versare quanto dovuto alla suddetta società».
«CONDOTTA INCOMPATIBILE». Tradotto, per chi si fosse distratto: ah belli capelli, noi t'abbiamo liquidato tutto, sei tu che non hai versato un pacco di soldi al Fisco.
Hai capito, il marxista latente. Com'è che si dice, in casi come questi? Epic fail?
Non contenta, Sky ha infierito, precisando che il paladino dei maledetti talent, tra un addio e l'altro aveva preteso un sostanzioso bonus, sfumato perché il Morgan «ha tenuto più volte pubblicamente una condotta incompatibile con i principi basilari di professionismo nonché adottando dei comportamenti incresciosi anche dietro le quinte».
Che vuoi farci, sarà la tomba della creatività, che ispira la sindrome di Pinocchio al Paese dei Balocchi.
Perché qui pare davvero tutto un baloccarsi, 300 mila euro (che non sono bruscolini, direbbe Arbore) per giudicare stalentati con la bottiglietta d'acqua a portata di mano mentre si profondono concetti fra il criptico e il demenziale, ma più il demenziale.

L'ex Bluvertigo tra il patetico e il vittimistico

Morgan è il nome d'arte di Marco Castoldi, leader di Bluvertigo.

Morgan, di fronte alle precisazioni di Sky, ha reagito con uno strampalato comizio in forma di comunicato, che non smentisce una virgola (anzi sembra confermare le accuse, laddove parla di «cose che riguardano personalmente il sottoscritto»), ma affonda nel patetico e nel vittimistico; in una veste o nell'altra, lui ha partecipato a tutte e otto le edizioni di X Factor: non poteva farcelo sapere prima, che era tutta una farsa?
UN VOLTAGABBANA. Tu chiamalo, se vuoi, voltagabbana. Senonché quelli di ieri erano più seri, ce n’è uno, ex profeta del cretinismo da discoteca, poi riciclato in no-global dal fiore in bocca, che ormai discetta di sistemi, dottrine, scienze politiche, sempre con l'aria di non aver mai aperto un libro, un po' da conchiglia nell'orecchio.
Ci sono attempati moralisti anti-sistema e anti-cemento come Celentano («Un cretino di talento», nell'immortale definizione di Giorgio Bocca) che dal bunker cementifero di Galbiate difende colleghi da sospetti un po' scabrosi con la squisita motivazione: «Che c'è di male a frequentare mafiosi?»; ci sono le avanguardie di retroguardia alla Gino Paoli, ex deputato comunista già riciclato nella presidenza Siae, pure lui dall'equità ad Equitalia: a proposito, com'è andata a finire? Ad libitum.
INDUCE TENEREZZA. Ma torniamo a bomba a Morgan. Anni fa, ricordate? Annunciò che sarebbe tornato a Sanremo con una pari coscienza sociale, Emanuele Filiberto; fulmineo cambiò idea, dev'essersi ispirato a Barbara Spinelli.
Morgan campa sulla effimera gloria di dannato confesso, e di giudice di programmi per diretta ammissione tombali.
Un po' poco, ma lui è bravo a manipolare i media, a indurre tenerezza.
Il suo coming out tossico a Porta a Porta fece sciogliere l'allora ministro Turco (della serie: fumare come un): «Ti vorrei come figlio, neh!», diceva la madamin affogando nelle lacrime.
UN SUO SUCCESSO? Morgan faticava a non ridere, poi salì sulla Porsche e in tre quarti d'ora, riferirono le cronache, era a Pisa per un tiratissimo concerto, media oraria 220 km/h.
Quando vi decantano le lodi di Morgan voi rispondete: alzi la mano chi si ricorda un suo solo successo. E intorno si farà il vuoto.

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