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NELLE SALE 4 Giugno Giu 2015 1000 04 giugno 2015

«Cinema Komunisto», 10 curiosità sul film

Star come Hitchcock e Loren a Belgrado. Interviste inedite. I gusti del dittatore. Turajlic racconta l'industria cinematografica in Jugoslavia dal 1945 al 1980.

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Dopo numerosi premi in festival di tutto il mondo, arriva nelle sale italiane il documentario Cinema Komunisto, opera prima di Mila Turajlic, che racconta con ironia e realismo la storia dell'industria cinematografica in Jugoslavia nel periodo compreso tra il 1945 e il 1980, ovvero durante la presidenza di Tito.
GRANDI STAR A BELGRADO. Si tratta di annate particolarmente fortunate per il settore, che hanno segnato l'arrivo a Belgrado, e in altre città delle Repubbliche della Federazione Jugoslava, di grandi registi come Alfred Hitchcock e Orson Welles, e di star internazionali, tra cui la nostra Sofia Loren.
INTERVISTE E SEGRETI. Il lungometraggio propone testimonianze, filmati di archivio e una speciale intervista al proiezionista privato di Tito che ha lavorato per lui fino agli ultimi giorni di vita del leader politico, prendendo appunti sul suo diario e rivelando i dettagli sui titoli che ha visto e apprezzato nel corso degli anni.
UNA NAZIONE SEGNATA. Cinema Komunisto propone quindi un interessante e appassionante racconto di una pagina di storia del cinema poco conosciuto, ma al tempo stesso approfondisce gli eventi che hanno segnato una nazione e i suoi abitanti.
Ecco alcune curiosità sul documentario.

Regia: Mila Turajlic; genere: documentario (Serbia, 2010).

1. Dalla gloria all'abbandono: gli studi della Hollywood dell'Est

Gli studi cinematografici della casa di produzione Avala sono stati creati nel 1945, su una collina vicino a Belgrado, per volere del presidente Tito che aveva intenzione di creare una Hollywood dell'Est.
Oggi l'area è deserta e abbandonata, quasi una città fantasma.

2. La creazione di un genere nuovo: gli “spaghetti eastern”

In quegli spazi vennero creati degli epici film di guerra definiti, per le loro caratteristiche, 'spaghetti eastern', che avevano il compito di raccontare l'eroica resistenza nei confronti della Germania.
Le produzioni divennero molto popolari e hanno avuto un ruolo importante nella cultura nazionale.

3. Progetti di qualità: una nomination agli Oscar

Nel 1969 il film La battaglia della Neretva ha ottenuto una nomination al premio Oscar nella categoria Miglior film in lingua straniera.
Per realizzarlo venne distrutto un ponte vero, vennero gettati nel fiume 16 carri armati e veicoli e 5 tonnellate di materiale, e vennero coinvolti 6 mila soldati dell'esercito per girare le scene di battaglia.

4. Il mondo glamour di Tito: invitava le star di Hollywood in Jugoslavia

Tito offriva spesso ospitalità alle star di Hollywood, tra cui Kirk Douglas e Elizabeth Taylor, nella sua isola privata dove si trovavano un parco safari, un cinema all'aperto e yacht lussuosi.
A poca distanza si svolgeva inoltre ogni anno il Pula Film Festival, a cui ha partecipato spesso anche l'attrice italiana Sofia Loren.

5. Una preparazione attenta: stanze con poster e vecchi costumi

Prima di girare il documentario, la regista Mila Turajlic ha esplorato gli Avala Film Studios con grande attenzione, scoprendo ogni angolo degli spazi: le stanze piene di poster e vecchi costumi, le sale di proiezione usate come deposito merci e sceneggiature e foto di produzione rimaste abbandonate sul pavimento.

6. Un importante lavoro d'archivio: 300 film catalogati

Per dare forma al documentario, la filmmaker ha riunito circa 300 film dell'epoca e li ha catalogati, operazione che le ha richiesto circa un anno, per poi trarne delle scene da utilizzare per creare dei legami con i personaggi raccontati nel documentario.

7. Una presenza di grande spessore: il proiezionista di Tito

Alla realizzazione del film ha partecipato anche Leka Konstantovic che ha lavorato come proiezionista di Tito per oltre 32 anni e aveva rilasciato solo un'intervisa in tutta la sua vita.
La sua testimonianza ha permesso di offrire una prospettiva unica agli eventi narrati.

8. La passione di Tito per il cinema: materiale inedito

Nell'archivio privato di Tito sono stati ritrovati documenti inediti che dimostrano la sua passione per il mondo del cinema: copioni con le sue note a margine, telegrammi dei registi che lo informano della lavorazione di un film, lettere scritte da Carlo Ponti che gli offre delle copie di lungometraggi da vedere, e trascrizioni di conversazioni con i filmmaker dopo aver visto il primo montaggio di alcuni progetti.

9. Le location scelte per le riprese: da Belgrado al fiume Neretva

Oltre agli studi cinematografici dell'Avala, Cinema Komunisto è stato girato anche in altri luoghi importanti per la cinematografia della Jugoslavia: la residenza privata di Tito a Brioni, il campo di prigionieri politici di Goli Otok dove si trovava un cinema, e il fiume Neretva in Bosnia dove c'era, durante le giornate delle riprese, un pellegrinaggio di veterani di guerra e di comparse del film.

10. Immagini di grande impatto: scelto il formato Hd

Il film è stato girato in alta definizione e la regista ha ottenuto il permesso di scannerizzare digitalmente dozzine di bobine di proprietà della Yugoslav Newsreels, permettendo così di integrare in modo naturale e con un'alta qualità immagini del passato con quelle del presente.

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