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CINEMA 12 Giugno Giu 2015 2206 12 giugno 2015

David di Donatello, Anime nere trionfa

Nove statuette al film sulla 'ndrangheta. Migliori attori Elio Germano e Margherita Buy.

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Una scena del film Anime nere.

In un David di Donatello con l'ingombrante presenza di Quentin Tarantino, il piccolo grande film Anime nere di Francesco Munzi che scava nelle radici della 'ndrangheta sbanca e si porta a casa nove statuette (miglior film, regista, canzone originale, produttore, fonico di presa diretta, fotografia, montatore, sceneggiatura, musicista). Segue Il giovane favoloso di Mario Martone che, oltre al premio a Elio Germano come miglior attore protagonista guadagna altri tre premi tecnici: miglior truccatore, acconciatore, scenografo e costumista. Infine, Mia madre di Nanni Moretti vince sul fronte femminile con i David andati alla miglior attrice protagonista e non protagonista (Margherita Buy e Giulia Lazzarini). A portarsi a casa qualcosa è anche la divertente commedia Noi e la Giulia di Edoardo De Leo che guadagna il meritatissimo premio al miglior attore non protagonista andato a Carlo Buccirosso e il David Giovani a dimostrazione della sua capacità di conquistare anche un pubblico giovane.
TARANTINO RUBA LA SCENA. Conduzione calibrata di Tullio Solenghi, che ha gestito la serata e anche l'ingombrante presenza di Quentin Tarantino che, dopo aver ritirato due premi per Pulp Fiction (miglior film straniero 1995) e per Django Unchained (miglior film straniero 2013) ha definito il suo stile: «Una combinazione malsana di violenza terribile, sangue e comicità. Ci vuole questo per essere davvero un film alla Tarantino. Io unisco queste due cose». Vestito all black, il regista ha più volte fatto il segno di vittoria verso il pubblico mimando il balletto di John Travolta in Pulp fiction.
MOMENTI DI COMMOZIONE. Momenti commoventi ce ne sono stati diversi durante la serata. Sicuramente quando sono scorse le immagini, con tanto di dedica, degli artisti scomparsi ultimamente: Virna Lisi, Manuel De Sica, Monica Scattini, Giorgio Faletti, Manrico Gammarota, Anita Ekberg, Claudio Caligaris, Giacomo Furia, Callisto Cosulich e Francesco Rosi. Ma anche quando hanno ricevuto i premi le due donne di Mia madre, Giulia Lazzarini (che si è visibilmente commossa dicendo «bisogna sempre essere sorpresi nella vita, sennò ci si annoia» e Margherita Buy, mentre Nanni Moretti ha accompagnato le due premiazioni con gli occhi lucidi. Al Ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores sono andati solo gli effetti speciali, mentre Se Dio vuole ha vinto con Edoardo Falcone, miglior regista esordiente. Infine, Belluscone, una storia siciliana di Franco Maresco è risultato il miglior documentario di lungometraggio e Birdman di Alejandro Gonzales Iñárritu è invece risultato il miglior film straniero.

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