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SPIRITO ASPRO 16 Giugno Giu 2015 1651 16 giugno 2015

Maturità, io ho un sogno: vedere gli studenti in rivolta

Lauree inutili. Master illusori. Precariato. Sogno ragazzi che strappino le tracce. Al grido di: «Stiamo al liceo finché il Paese non cambia». Il commento di Lia Celi.

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Fare l'opinionista significa più o meno scegliere di svolgere per tutta la vita solo la traccia sull'attualità, quella più facile e banale.
Anche se ai tempi della tua maturità l'hai lasciata ai mediocri e ne hai scelta una che ti permetteva di sfoggiare tutta la tua secchionaggine (nel mio caso quella che verteva sul Neoclassicismo).
E per chi si occupa di costume la traccia d'attualità, in questi giorni di giugno, è sempre quella: «Scrivere un articolo melenso sull'esame di maturità alla luce delle tue personali e del tutto anacronistiche esperienze di studente del secolo scorso, cercando di offrire spunti e consigli da zio complice ai maturandi del presente, come se a loro potessero servire gli spunti e i consigli di uno che a 19 anni non aveva mai visto un cellulare». E che non aveva la prova a quiz, e all'orale portava due materie su una rosa di quattro - di cui una scelta da lui e l'altra, teoricamente, dalla commissione.
QUELLA LOFFISSIMA MATURITÀ POST-SESSANTOTTINA. In realtà anche la seconda veniva quantomeno «suggerita» dal candidato ai commissari, e quando la sceglievano veramente era la iattura più tremenda che potesse capitare al maturando, indizio sicuro della volontà di distruggerlo.
E avevamo ugualmente il coraggio di avere paura. Se noi baby-boomers non abbiamo espresso una classe dirigente autorevole forse è anche colpa di quella loffissima maturità post-sessantottina varata nel 1969 e cancellata nel 1997 da Giovanni Berlinguer, che la chiamò «Esame di Stato».
Avevano miglior gioco gli opinionisti fin-de-siècle, che ricordavano la loro maturità Gentile-style come la ritirata di Russia («quello sì che era un esame! Portavamo tutte le materie!». Mio padre poi mi asfaltava sotto la sua doppia maturità, prima la magistrale poi la scientifica, sostenuta l'anno dopo da privatista, studiando come un forsennato).

Vorrei vedere gli studenti strappare la traccia d'esame

No, non voglio insultare l'intelligenza dei maturandi fornendo consigli della vigilia tipo mangiare sano, bere molta acqua, dormire a sufficienza e ripassare con gli amici (per quello bastano i genitori e i servizi dei tg).
O ricordando che alla maturità si può essere bocciati solo se si defeca sul tavolo della commissione in diretta su Periscope.
O citando nostalgicamente la stranota canzone di Venditti, l'unico al mondo ad aver trombato la notte prima degli esami di maturità, e con una il cui padre sembrava Dante e il fratello Ariosto (se ne deduce che anche lei non dovesse essere una gran bellezza, cosce a parte).
UN SOGNO CHE SAREBBE TRENDING TOPIC. Invece voglio condividere un sogno. Io sogno che i ragazzi, domattina, si rechino nelle aule d'esame con astucci e dizionario d'ordinanza, e, quando verrà consegnata loro la traccia, la strappino.
E restino per quattro ore con le braccia sul tavolo, fissando i commissari con aria di sfida. Breaking news sui media, trending topic su Twitter. Sì, sogno che tutti i maturandi, con un atto di disobbedienza civile, rifiutino di sostenere l'Esame di Stato 2015.
Per ripetere l'anno e restare insieme agli amici, in quella situazione tutto sommato familiare e protetta che è la scuola superiore.
FUORI CI SONO LAUREE INUTILI E ANNI DI SFRUTTAMENTO. E, soprattutto, per lanciare a noi adulti un messaggio perentorio: «Non usciremo di qui finché non avrete messo a posto il mondo che ci aspetta là fuori. Se dobbiamo diventare un'altra generazione perduta, perdiamoci adesso, nel momento più divertente e pieno di sogni della nostra vita, non verso i trent'anni, quando avremo già perso troppi capelli e le pieghe nasolabiali ci daranno l'aria piagnona e amara di tanti over-30 di oggi».
E ancora: «Resteremo liceali finché ci sarà un'università cui si viene ammessi con test assurdi, sbagliati o truccati, e in cui si avanza non per merito ma per parentela o raccomandazione. Ristudieremo le materie dell'ultimo anno delle superiori finché la prospettiva sarà quella di prendere una laurea inutile, pagarci master illusori, venire sfruttati per anni e anni come stagisti o apprendisti, in attesa di lavori precari che non ci permetteranno di costruirci un futuro».
IN BOCCA AL LUPO, RAGAZZI. E, infine, «affronteremo la maturità solo quando il buio più inquietante non sarà quello della notte prima degli esami, ma quello del giorno dopo».
Questo è il mio sogno. Qualunque sia il vostro, in bocca al lupo, ragazzi.

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