CINEMA 22 Giugno Giu 2015 1020 22 giugno 2015

L'attrice Laura Antonelli è morta

È morta a 73 anni l'attrice Laura Antonelli. Per decenni icona sexy del Belpaese. Fece sognare gli italiani. Poi il declino tormentato, dalla fama alla solitudine. Ft.

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È morta a 73 anni l'attrice Laura Antonelli (foto).
Secondo quanto si è appreso, a dare l'allarme è stata la donna delle pulizie che l'ha trovata per terra in casa a Ladispoli, vicino Roma. Arrivati nell'abitazione gli operatori del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
Antonelli raggiunse l'apice della popolarità negli Anni 70 e 80, lavorando dapprima in pellicole erotiche e poi in film d'autore (i suoi ruoli più belli). Alla fama di icona sexy italiana seguì la caduta nell'oblio dovuta principalmente a vicende giudiziarie.
GLI ESORDI NEL CINEMA. Nata il 28 novembre 1941 a Pola, città dell'Istria attualmente in Croazia, esordì nel cinema interpretando piccoli ruoli in vari film, a cominciare da Il magnifico cornuto di Antonio Pietrangeli del 1964 e Le sedicenni di Luigi Petrini del 1965.
Nel 1971 raggiunse una certa notorietà, recitando nel film Il merlo maschio, interpretato al fianco di Lando Buzzanca e diretto da Pasquale Festa Campanile.
ICONA EROTICA DEL PAESE. Nel 1973 interpretò il ruolo di una sensuale cameriera in Malizia di Salvatore Samperi, accanto a Turi Ferro ed al giovane Alessandro Momo. Il film, campione di incassi con 6 miliardi di lire, divenne un vero cult movie, entrando prepotentemente nell'immaginario erotico degli italiani e innalzando l'attrice a icona sexy del Belpaese, oltre a farle ottenere il Nastro d'Argento alla migliore attrice protagonista.
FILM COMICI E SEXY. Successivamente alternò interpretazioni in pellicole d'autore come Sessomatto di Dino Risi a film totalmente centrati su di lei come Divina creatura di Giuseppe Patroni Griffi (nel quale la Antonelli interpretò una scena di nudo integrale della durata di ben sette minuti). Per tutti gli Anni 80 lavorò in film comici o sexy, da Grandi magazzini a Viuuulentemente mia.


Droga e processi, il declino tormentato della Antonelli

L'attrice Laura Antonelli in Sessomatto.

Tutto cambiò la notte del 27 aprile 1991, quando nella sua villa di Cerveteri vennero trovati 36 grammi di cocaina. L'attrice venne arrestata e condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti.
Nove anni dopo, nel 2000, fu invece assolta dalla Corte d'appello di Roma, che la riconobbe consumatrice abituale di stupefacenti, ma non spacciatrice. In seguito, con le modifiche alla legge italiana sulla droga, l'assunzione di sostanze stupefacenti per uso personale entro i limiti stabiliti non venne più considerata reato e ciò determinò il proscioglimento della Antonelli.
IL RITORNO FLOP DI MALIZIA. Dopo queste disavventure personali e giudiziarie, il desiderio di rivederla sul grande schermo si concretizzò nella realizzazione nel 1991 di Malizia 2000, seguito della pellicola che l'aveva resa famosa quasi venti anni prima. L'operazione commerciale, però, non sortì l'effetto sperato e il film si rivelò un fiasco al botteghino. I contraccolpi di questo insuccesso e le vicende giudiziarie spinsero l'attrice ad abbandonare definitivamente il mondo dello spettacolo.
L'INTERVENTO CHIRURGICO FINITO MALE. Nel corso della lavorazione di Malizia 2000, la Antonelli si sottopose alle cure di un chirurgo estetico, il quale le praticò delle iniezioni di collagene al viso per nascondere alcuni inestetismi tipici dell'età. Ma l'effetto fu quello di deturpare i lineamenti dell'attrice. Si aprì così un altro processo che la fece sprofondare in una condizione di profonda sofferenza psichica, determinando il suo ricovero presso il centro d’igiene mentale di Civitavecchia. L'estenuante iter processuale si concluse solo nel 2006 con esito favorevole per la Antonelli.
L'APPELLO DI LINO BANFI. Nel 2010 l'attore Lino Banfi lanciò un appello al governo dalle pagine del Corriere della Sera in cui chiese sostegno economico per la Antonelli, ma quest'ultima fece sapere di non voler essere aiutata e di voler essere dimenticata.



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