SPARATA 24 Giugno Giu 2015 1737 24 giugno 2015

Femminicidio, Kiko il farneticante mistico spagnolo

Al Family day ha incolpato le donne per le violenze degli uomini. Tra purezza, integralismo e proliferazione, ciò che predica il membro dei Neocatecumenali.

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Se ne sentono di cose turche.
Al Family day, che sarebbe la sfilata circense degli ossessionati delle famiglie “mulino bianco” - perfette di facciata, con la polvere di eventuali peccati ben chiusa dietro la porta - ha spiccato il delirio di questo Kiko, Kiko Arguello, che ha trovato la soluzione per la moda, la mania criminale dei femminicidi.
Non il cozzare di spinte contraddittorie e anarcoidi nella sfaldatura della società post-industriale e post-capitalista, una emancipazione femminile progressiva, inarrestabile ma anche confusa, puntata spesso più sui valori maschili del sesso e della retribuzione che sulla dignità.
LA SOCIETÀ? ASSOLTA. Non il retaggio familista e maschilista dell'uomo occidentale, europeo, la logica infantile della cancellazione: tu donna mi lasci e io elimino tutto, stermino non solo te ma anche i tuoi frutti, i figli che mi hai dato poi vado dai carabinieri e dico «non so perché l'ho fatto», e lo penso veramente perché il bambino crudele, che annienta non pensa, non valuta, lui cancella e vuol ricominciare a giocare.
Non la lunga, complicata transizione che subiscono le società dissociate occidentali, che saranno sempre meglio dei monoliti tribali o islamici ma scontano le loro pene, le loro angosce di ogni “post” che lascia scoperte zone d'ombra, buchi di valori in una distruzione forse creativa, speriamo creativa ma a lungo annaspante in uno stallo drammatico, tragico.

  • Il discusso intervento di Kiko sul femminicidio al Family day.

POCO DA MERAVIGLIARSI. No. Kiko, Kiko Arguello ha trovato la soluzione secca, netta, il suo rasoio di Occam non ammette mezze misure: «I femminicidi», ha detto Kiko alla folla schiumante del Family day, sono in sostanza colpa «delle donne che non amano i mariti».
Scandalo! Sconcerto in tutti quelli che al Family day non ci vanno e, pur se nel populismo opportunista da palloncini rosa che non manca mai, almeno si sforzano di mantenere una barra di civiltà, di rispetto nel complicato gioco dei sessi dentro la Babele del “post” tutto.
Ma a conoscere bene la storia di questo Kiko, c'è poco da scandalizzarsi, poco da stupirsi.

I Neocatecumenali e la proliferazione incontrollata della prole

Arguello ha studiato Belle Arti a Madrid, conseguendo il titolo di professore di pittura.

Chi sono questi Neocatecumenali, movimento integralista che punta a ritrovare, ma senti un po' che idea di fede hanno questi nell'epoca del “post”, «la purezza immacolata del Battesimo»?
FABBRICANTI DI FIGLI. Francisco detto Kiko Arguello e Carmen Hernandez sono due mistici o avventurieri spagnoli, fabbricanti di figli, la cui setta fondata nel 1964 ha tra gli obblighi la proliferazione incontrollata della prole, il divieto di qualsiasi mezzo contraccettivo, la confessione collettiva dei peccati specialmente sessuali, la consegna alla setta di tutti gli averi personali e una intransigenza fanatica di stampo medievale.
Disse di loro loro il cardinale Piovanelli, che non li amava: «Credono di essere gli unici a poter rappresentare il cattolicesimo».
ATTACCHI A MARTINI. La co-iniziatrice dei cammino Neocatecumenale, la combattiva Carmen, una volta aggredì per strada il cardinale di Milano, Martini, urlandogli «Tu ci hai tradito».
Ma i Catecumenali nel solo decennio 1987-1996 hanno potuto costruire 28 seminari in tutto il mondo, il primo a Roma, in zona Aurelia, e dalle loro fila escono i candidati sacerdoti più numerosi, polmone di fede per una Chiesa in perenne crisi di vocazioni.
PIÙ DI 3 MILA PARROCCHIE. Oltre 200 famiglie «in missione per conto di Dio», come i Blues Brothers ma più preoccupanti, più di 3 mila parrocchie controllate solo in Italia, una su tre solo a Roma.
Lei, Carmen, secondo il giornalista Mario Guarino poteva entrare e uscire a suo piacimento dall'appartamento di Wojtyla che, incurante delle insofferenze di alti prelati in molte città, da Milano a Palermo passando per Torino, li aveva adottati.
GUERRA TUTTI CONTRO TUTTI. Con Giovanni Paolo II, che per certa retroguardia teologica aveva un debole, molte sette e fazioni si potenziarono in una guerra santa di tutti contro tutti: Militiae Christi, Focolarini, Legionari, Cavalieri di Malta, Comunione & Liberazione, Opus Dei, Neocatecumenali, tutti molto ricchi di immobili e di denari.
E tutti in corsa come cavalli del gran premio mistico-affarista.

Sette che si arricchiscono con ciò che Wojtyla denunciava

Arguello con Papa Francesco.

Giovanni Paolo II tuonava contro il mercimonio, la rilassatezza dei costumi, la televisione immorale e i preti ci finivano a sgonnellare, le figure carismatiche delle eresie tenute insieme dalla Chiesa diventavano sovraesposte legittimando la antica preoccupazione del teologo Dietrich Bonhöffer, fondatore della Chiesa confessante: il catastrofico effetto moltiplicatorio degli stolti.
CONSUMI, USI E VIZI. Tutto ciò che Wojtyla temeva, denunciava, finiva per dilatarsi, per moltiplicarsi nei consumi, negli usi e nei vizi della società “post” compresi i sottoinsiemi sparpagliati tra le diverse sette le quali da parte loro diventavano, per reazione e per affari, più visibili, più forti, capivano che il gioco si era spostato sui palcoscenici televisivi, mediatici, capivano che dovevano fare esattamente come il papa, profittare di ciò che denunciavano e temevano.
OGGI SI APRE AI RISPOSATI. Ma non ha fatto sempre così la Chiesa, più comunità dei discordi che monolite, arcipelago fideista spazzato da ondate di modernità confusa, infida, la Chiesa che oggi, nell'anno 2015, apre ai risposati e pare schiudersi perfino alle prime istanze gender, constatando di non essere più in grado di soffocarle, di contrastarle?
La Chiesa millenaria si muove sempre per tempo, non aspetta tempo, la sua apparente immobilità sa preparare le cose, scegliere i suoi ministri che si incaricano di incarnare cambiamenti, transizioni già in atto, in modo che la Chiesa possa dare l'impressione di governarli, di gestirli anziché subirli come il resto degli uomini.
KIKO NON PIACERÀ AL PAPA. Nel cortocircuito tra isteria futuribile e isteria reazionaria mettiamoci anche le moltitudini apocalittiche ma vanitose, i raduni mediatici, le folle oceaniche, gli eventi che sono tali perché partecipati, seguiti da milioni, non inventati ma certo potenziati sotto Wojtyla e oggi sfruttati per le crociate di retroguardia dai fondamentalisti delle società “post”.
Kiko Arguello ha trovato la spiegazione semplice, perfetta per i femminicidi; non piacerà al papa di oggi, Francesco, che guarda altrove, ad altri movimenti e altre diffidenze, ma intanto il farneticante Kiko col suo esorcismo oscurantista ha raccolto una rabbiosa ovazione.

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