GALLERY 3 Luglio Lug 2015 1507 03 luglio 2015

Afghanistan, gli sport ancora popolari dai tempi del Khan

Acchiappa la capra, combattimenti tra cani e sfide tra galli all'ultimo sangue. Le passioni secolari che infiammano gli afghani. Foto.

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Cani che combattono nella neve, sfide tra galli all'ultimo sangue, wrestler dai muscoli d'acciaio che si affrontano nel pahlawani (lotta tradizionale turcmena) e cavalieri a caccia di carcasse di capra senza testa in arene polverose. Sono questi gli sport 'brutali' ancora in voga in Afghanistan, sopravvisuti dai tempi del Khan fino alla caduta del regime dei taliban e oltre. Il fotoreporter Andrew Quilty ha catturato in una serie di immagini pubblicate del Daily Mail le passioni che ancora oggi infiammano il fiero popolo pashtu (foto).
VENERDÌ, GIORNO DI SPORT E PREGHIERA. Per molti uomini, in Afghanistan, il giorno dedicato agli sport, spesso di natura violenta, è il venerdì, come per la preghiera. Nel decennio successivo al 2001, gli afghani hanno potuto praticarli senza timore di essere arrestati dalla 'polizia morale' talebana, con la tacita approvazione da parte del governo e della polizia.
'ACCHIAPPA LA CAPRA', UN GIOCO SENZA REGOLE. Lo sport che appare forse più bizzarro rispetto agli standard occidentali è il buzkashi, noto anche come kokpar. Il nome significa letteralmente 'acchiappa la capra', ed è praticato su un grande campo, la cui lunghezza può variare da circa 400 metri alle dimensioni di un campo da calcio. Su di esso si affrontano due squadre di chapandoz (cavalieri). Lo scopo dello scontro è quello di impadronirsi della carcassa di una capra e di lanciarla oltre un segno di demarcazione o in un'area definita. Il gioco è violento nella misura in cui non esistono particolari regole, o quantomeno non esistono regole scritte. È concesso, ad esempio, colpire il cavaliere avversario o il suo cavallo con il frustino, spingersi e strattonarsi reciprocamente. Tant'è che gli infortuni, causati dagli urti e dalle cadute da cavallo, sono gravi e frequenti.
LE ORIGINI DEL GIOCO RISALGONO AI TEMPI DEL KHAN. L'origine del gioco è antichissima, e risale addirittura ai tempi della prima invasione dei Mongoli di Genghis Khan. Si racconta che i prigionieri che venivano catturati in battaglia venissero posti al centro di uno spazio piuttosto vasto, come oggetto di contenzioso da parte dei soldati. Ad aggiudicarsi il possesso del prigioniero era il cavaliere che riusciva ad afferrarlo per primo, dopo una sfrenata corsa a cavallo.

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