MITO 3 Luglio Lug 2015 1130 03 luglio 2015

Jim Morrison, 8 cose che non sapete di lui

Il 3 luglio 1971 moriva il cantante dei Doors. Che una volta fu salvato dalle suore. Foto.

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Jim Morrison, carismatico leader dei Doors, gruppo sacro della storia del rock, moriva a Parigi il 3 luglio 1971 (foto).
Nato a Melbourne, in Florida, l'8 dicembre 1943, fin da piccolo ebbe una vita nomade: cambiò spesso città e amicizie a causa del lavoro del padre, ammiraglio della Marina americana. Brillante negli studi, colto ed eclettico, Jim fu trascinato dal suo carattere ribelle a rifiutare la carriera militare per dedicarsi allo studio della cinematografia presso l'Ucla, l'Università della California di Los Angeles.
IL LIBRO DEL COMPAGNO DI UNIVERSITÀ. Lì conobbe Frank Lisciandro. Diventarono amici e si frequentarono per sei anni. Lisciandro ha lavorato come editor del film di Jim Morrison HWY: An American Pastoral e nel 2014 ha scritto un libro, Jim Morrison: Friends Gathered Together, in cui ha rivelato alcuni particolari inediti sulla vita del cantante.

L'intervista ai familiari di Jim Morrison.

1) Morrison forse ucciso da un farmaco per l'asma

Lisciandro ha rivelato che Jim Morrison soffriva d'asma e che per curarsi prendeva un farmaco chiamato Marax. Il prodotto è stato successivamente vietato negli Stati Uniti, perché se assunto in combinazione con l'alcol è risultato in grado di causare la morte. Pamela Courson, compagna dei leader dei Doors, ha affermato che l'asma di cui soffriva Jim sarebbe stato collegato «in qualche modo con problemi cardiaci. Una cardiopatia reumatica? Forse. È quello che il medico aveva ipotizzato».

2) Il suo locale preferito era un club con spogliarelliste

Il locale preferito di Jim Morrison era il Phone Booth. Il cantante amava andarci con il suo amico Tom Baker, per chiacchierare con le spogliarelliste e sollevare le loro gonne. «Tom e Jim si divertivano così, ridevano e si davano grandi pacche sulle spalle. Poi cambiavano locale e continuavano a bere», ha raccontato Lisciandro nel suo libro.

3) Anche se Jim non fosse morto, i Doors non avrebbero più registrato

Secondo Eva Gardonyi, compagna di Jim Morrison dalla fine del 1970 a marzo del 1971, anche se il cantante non fosse morto a Parigi nel 1971, i Doors non avrebbero registrato più alcun album. «Dopo L.A. Woman Jim non era più in buoni rapporti con nessuno di loro. Lo avevano profondamente deluso».

4) Chiedergli un passaggio poteva costare la vita

Jim Morrison aveva una Ford Mustang soprannominata Lady Blue e gli piaceva mandare fuori di testa i suoi compagni di viaggio. Lady Blue aveva un sedile che Jim aveva soprannominato «il sedile della morte»: il passeggero poteva ritrovarsi improvvisamente a sfrecciare contomano a tutta velocità. Babe Hill, amico di Jim Morrison, ha ricordato come l'artista avesse infine distrutto Lady Blu, guidando sul marciapiede.

5) Quella volta che fu salvato dalle suore

Durante il tour europeo dei Doors, ad Amsterdam nel 1968, il cantante dei Canned Heat Bob Hite diede a Jim Morrison un pezzo di hashish, che lui decise di mangiare tutto intero. Poco dopo cadde svenuto. Fu ricovertao in un ospedale gestito dalle suore, piuttosto imbarazzate dal suo arrivo. Jim, risvegliandosi e trovandosele intorno, pensò di essere morto. E d'essere finito in paradiso.

6) Preferiva la cocaina alla marijuana

Jim Morrison non non aveva un debole per la marijuana. Contrariamente a quanti molti pensano, invece, apprezzava parecchio la cocaina, assunta in grandi quantità a partire dal 1969. Era buon amico di una spacciatrice di nome Violet, alias Cocaine Queen.

7) Aveva un cane di nome Sage

Jim e la sua fidanzata Pamela Courson avevano un cane che sopravvisse a entrambi, chiamato Sage. Quando Morrison andò a Parigi nel 1971, attraverso il servizio di spedizione FedExd si preoccupò di mandare del denaro per il mantenimento dell'animale.

8) Avrebbe voluto pubblicare poesie e musica classica

Morrison avrebbe voluto intitolare Lions In The Street l'album uscito nel 1970 col nome di Absolutely Live. E avrebbe anche voluto pubblicare una raccolta di poesie incise nel 1969, The Rise and Fall of James Phoenix. Secondo Leon Barnard, che fu uno degli addetti alla comunicazione dei Doors, The Rise and Fall of James Phoenix avrebbe dovuto avere una colonna sonora di musica classica, eseguita da un'orchestra filarmonica: «Niente rock'n'roll. Non so perché avesse scelto quel titolo».

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