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LETTERATURA 3 Luglio Lug 2015 0729 03 luglio 2015

Premio Strega 2015, vince Nicola Lagioia

Il romanzo trionfa nell'edizione del 2015. Sul podio anche Covacich e Ferrante.

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Nicola Lagioia festeggia la vittoria del premio Strega.

Nicola Lagioia ha vinto il Premio Strega 2015 con 145 voti per La ferocia (Einaudi). «Dedico a Chiara, mia moglie, la vittoria e questo libro. Senza di lei La ferocia non sarebbe stato possibile», ha detto Lagioia tenendo in mano la bottiglia del liquore Strega che ha fatto bere anche alla moglie. Il vincitore ha fatto anche riferimento alla situazione greca spiegando che: «La ferocia, come il titolo del libro, è quello che sta accadendo ora ad Atene. Siamo sulla stessa barca, se fallisce la Grecia fallisce anche la Germania».
Allegro e sereno per tutta la serata Lagioia, che nel suo romanzo complesso ma amato, che è nello stesso tempo un noir, una storia gotica e un racconto familiare, non pensava di poter «incontrare un pubblico tanto ampio» (leggi un estratto).
TERZA ELENA FERRANTE. Dopo di lui Mauro Covacich con La sposa (Bompiani), 89 voti, e terza la misteriosa scrittrice Elena Ferrante con Storia della bambina perduta (E/o), data in primo tempo per vincente e su cui ha puntato fino all'ultimo Francesco Piccolo, vincitore del Premio Strega 2014 e presidente della giuria, dichiarando pubblicamente il suo voto per l'autrice fantasma.
In una serata molto più ordinata e composta del solito, con per la prima volta al Ninfeo di Villa Giulia circa 500 ospiti in meno e tutti gli invitati seduti ai tavoli, anche la proclamazione del vincitore - trasmessa in diretta su RaiTre con la conduzione di Concita De Gregorio dalle 23,15 - è avvenuta senza la consueta arena di pubblico, giornalisti e fotografi sotto il palco e sono mancate anche le stravaganti mise delle signore della nobiltà romana.
NUOVE REGOLE DI VOTO. Un'altra novità nel Premio Strega, che quest'anno ha rivoluzionato le sue regole con l'espressione non più di un voto ma di tre per la cinquina, è stata la scenografia con una pedana di plexiglass e lettere colorate rosse al centro del Ninfeo. Ai tavoli il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, che nell'ultimo Premio Strega prima della probabile fusione del gruppo Mondadori-Rcs, la cosiddetta 'Mondazzoli', ha sottolineato: «Comunque vada la vicenda il Premio resterà lo stesso. I problemi sono altri, trust, eccetera, non lo Strega». Tra i big dell'editoria Paolo Mieli, Gian Arturo Ferrari e, seduti ai tavoli, Stefano Rodotà, Luigi Abete, Dacia Maraini, Melania Mazzucco, Sandro Veronesi, Maria Rita Parsi, Geppi Cucciari e anche Roberto D'Agostino. Assenti il sindaco di Roma Ignazio Marino e il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

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