Luigi Brugnaro 150615125430
ANALISI 9 Luglio Lug 2015 1658 09 luglio 2015

Nella società schizoide censurare è d'obbligo

Divieti comici e trionfo del politically correct: questo è il mondo in cui viviamo.

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Il sociologo Bauman parla di questa come di un'epoca liquida, ma forse farebbe meglio a chiamarla schizoide.
Più il confine del possibile viene violato, con relativa diffusione globale immediata, e più tornano le censure di ritorno, impossibili, comiche.
A Venezia c'è un sindaco che vede lupi omosessuali dappertutto e ha stilato una lista nera di 49 libri per l'infanzia, tra i quali però non figura, e lo avvertiamo, La Bella Addormentata giunta a noi amputata del più bello: si chiude infatti col rituale «vissero felici e contenti», avendo la ridestata incontrato un principe regolamentare, etero, e invece continua con l'entrata in scena della suocera, l'orchessa che vuol mangiarsi la nuora ex dormiente e i nipotini e per poco non ci riesce.
LONDRA CENSURA LA LINGUACCIA HOT. Che fa il sindaco Brugnaro? Aggiorna il Sillabo, per non incappare nell'inno alle stragi domestiche e perfino al cannibalismo?
Più qualcosa è commerciale, di consumo nella società liquida e schizoide e più si escogitano barriere che dovrebbero impedire contaminazioni estetiche ed etiche secondo logica seguente: chiudi il cancello, che tira vento.
A Londra hanno vietato una pubblicità dei Rolling Stones che pubblicizzano la loro mostra itinerante dell'anno prossimo. Il disegno mostra la solita linguaccia, creata quasi 50 anni fa dal designer John Pasche, all'altezza di un pube femminile, benché velato da un paio di slippini. Apriti cielo.
L'IMMAGINE DEL ROCK CIRCOLA LIBERA IN RETE. Le autorità londinesi hanno proibito la diffusione nelle stazioni della metro e in altri luoghi di pubblica raccolta, e lo staff del gruppo, esterrefatto, ha dovuto rimediare spostando la lingua più su, addosso all'ombelico, che volendo è anche più conturbante.
Invece su internet la versione originale circola senza problemi, il che è francamente grottesco.
Non si porta addosso quella linguaccia un mezzo secolo di trasgressioni e di cultura popolare, non è l'immagine stessa del rock? Sì, ma il governo londinese era evidentemente preoccupato di fare la sua bella figura tutelando non si sa chi, se le nonnine cresciute coi Rolling Stones nell'epoca della liberazione sessuale o gli adolescenti attuali che restano tra i più problematici e turbolenti.

Schizofrenia consolante perché deresponsabilizza

Luigi Brugnaro.

A questa stregua andrebbero proibite anche le continue serie televisive della Bbc che mostrano spaccati inquietanti di un mondo giovanile britannico tra bullismo, disperazione, precocità sessuale. A che gioco giochiamo?
A quello della schizofrenia, che è consolante perché deresponsabilizza: il mondo può anche girare come e dove vuole, ma io non me ne curo, io sono in pace col mio ruolo di gendarme, lascio rotolare il mondo e chiudo i suoi cancelli se tira vento.
Tutti sanno che in rete si è tracciati, si è spiati, ma l'Unione Europea ha imposto su siti e blog un avviso inutile che ti avverte dei “cookie” e tu devi aderire anche se non hai scelta contraria. Basta saperlo.
IL PAPA E QUELLA SCENA FANTOZZIANA. Nella schizofrenia liquida del “tutto e il suo contrario” mettiamoci pure un presidente boliviano che regala al papa cattolico un crocifisso poggiato su una falce e martello, accolto forse con carità cristiana, scena fantozziana che diventa subito virale. Ma che fai, risucchi la Grande Ragnatela informatica con l'aspirapolvere?
No, non puoi e allora fai in modo diverso, lasci passare tutto poi lo passi nel tritatutto del conformismo rettopensante. Un tempo la censura si praticava per esigenze e interlocutori precisi: la Chiesa, il partito, il Blocco geostrategico di appartenenza, l'ideologia dominante.
OGNUNO HA IL SUO POLITICAMENTE CORRETTO. Nell'epoca liquida, una superistituzione ha preso il posto delle altre: il politicamente corretto, che, ispirandosi a princìpi di tolleranza, non tollera tutto ciò che giudica intollerante. A suo esclusivo arbitrio, si capisce. Ovviamente ciascuno di politicamente corretto ha il suo.
C'è quello virilista del sindaco visionario, preoccupato che a leggere il Gatto con gli Stivali non si finisca al gay pride. C'è quello del governo londinese che vuole strafare, e strafa la figura dello strastupido. C'è il militante ossessivo che vuol convertirti a colpi di gender e quello che, per “difendere la vita”, è disposto ad accopparti.
I vegani più intransigenti camperebbero (e farebbero campare) d'aria, si teme l'energia nucleare che in Italia non c'è ma non le contaminazioni elettromagnetiche del wifi, che ci sono ma fanno comodo, certi amici della natura no limits invitano a boicottare antibiotici e vaccini, e risparmierebbero anche i virus che scatenano epidemie globali tipo la peste nera.
IL CERVELLO IN UNA CAMICIA DI FORZA. La storia non insegna niente, le favole neppure: non è un apologo crudele per sua natura la favola, non era Esopo un diverso, deforme, un reietto che non poteva avere che una visione atroce e disperata della vita? Non conobbe Fedro la schiavitù che ne marchiò per sempre la sensibilità?
Sì, ma che ci importa, noi anestetizziamo tutto, disinneschiamo tutto, pazienza se mettiamo il cervello in una camicia di forza: il capolavoro della società schizoide è che lotta per sdoganare una volta per tutte la canapa, la “Maria”, la cannabis insomma, e contemporaneamente proibisce qualsiasi fumatina di qualsiasi essenza in qualsiasi luogo, anche all'aria aperta, anche, presto, nella propria automobile.

Vietato pronunciare termini come 'zingaro'

Migranti davanti alla stazione Tiburtina a Roma.

La linguaccia dei Rolling Stones mozzata sul metrò paga tributo alla stupidità dell'intransigenza cieca e purtroppo non si è mai data in alcun tempo, più o meno liquido, la censura alla stupidità del potere, proprio perché viene dal potere. E al potere puoi anche dire, col dovuto rispetto, che è stupido ma lui rompe i suoi specchi e rompe i tuoi prismi, le tue lenti di logica e ragione.
Anche il servilismo, l'ipocrisia della sudditanza gioca la sua parte: difendiamo come ultima Thule una tradizione culturale gastronomica italiana, ma poi cala la moglie del presidente americano che vuole infilare gli spaghetti nella pentola a pressione e ciò che altrimenti scatenerebbe una lapidazione immediata (e sacrosanta), finisce per sortire sdilinquimenti politicamente corretti e qualche velata, velatissima ironia.
LA DECAPITAZIONE DELLE PAROLE. Parole e immagini fra totem e tabù, ma non sono quelle, sono le intenzioni a dover essere valutate. Invece anche molte parole vengono decapitate.
Il trionfo del politicamente corretto arriva a comandare (in certi commenti su internet) che la nostra Fatima alle vongole che vuol decapitare tutti in nome della Sharia «deve essere rispettata nelle sue opinioni», ma con la Carta di Roma e altri libri delle buone intenzioni non si possono più pronunciare, scrivere termini come clandestino e anche zingaro che è parola antica, poetica, di suggestioni avventurose; in suo luogo, formule quali migranti, cittadini.
LA COMPLESSA PSICHE DI CHI VIETA. Ma migrante porta in sé un'idea di pena, di sradicamento, e cittadino suona improbabile e spocchiosa come uno che metta nello smartphone la soneria della Marsigliese. Zingaro ha ispirato migliaia di canzoni in tutto il mondo, che oggi non si potrebbero più scrivere.
Anche la linguaccia degli Stones oggi non si potrebbe più disegnare e Andy Warhol non potrebbe più immaginare per lei una cerniera lampo che si apre su un “pacco” assai ben farcito. Non è il verbo o il graffito, è l'intenzione, che, spessissimo, sta nella psiche di chi vieta.
Ma nella società schizoide non ditelo, è già scorretto pensarlo, siamo pieni di cancelli da chiudere contro le nostre tempeste perfette.

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