CINEMA 10 Luglio Lug 2015 1723 10 luglio 2015

Omar Sharif, l'attore egiziano morto a 83 anni

Stroncato al Cairo da un arresto cardiaco. Recitò in Lawrence d'Arabia, fu il volto del Dottor Zivago e di Che Guevara. Foto.

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Ha vissuto almeno tre vite, Omar Sharif. Star del cinema, giocatore di bridge, artista e seduttore. La sua faccia sembrava ormai scolpita nel tempo, fissata in quell'eterno e ironico sorriso che lo ha reso celebre. Un attacco di cuore lo ha stroncato a 83 anni, in un ospedale del Cairo, dopo l'ultima battaglia contro l'Alzheimer.
In carriera oltre cento film e un'esistenza segnata dall'irregolarità, tra passioni, debiti, donne e raffinata cultura mediterranea (foto).
LA CONVERSIONE ALL'ISLAM PER AMORE DI UNA DONNA. Figlio di genitori libanesi, il suo vero nome era Michel Dimitri Shalhoub. Nato ad Alessandria d'Egitto, diplomato al Victoria College, laureato in matematica e fisica al Cairo, scopìe il cinema quasi per caso, nel 1953. A notare il suo talento un giovane regista, Youssef Chahine, che per il suo Lotta sul fiume lo scelse a fianco di una diva dell'epoca, Faten Hamama. L'avrebbe sposata due anni dopo, convertendosi all'Islam per ottenere il consenso dei genitori della sposa. Fu in quell'occasione che cambiò il suo nome e diventò Omar El Sharif.
NON PROTAGONISTA IN LAWRENCE D'ARABIA NEL 1961. Si presentò così a David Lean nel 1961, per il cast di Lawrence d'Arabia. Padronanza dell'inglese e del francese, stile occidentale, ma negli occhi il furore del Mediterraneo. Lean decise che era perfetto per il ruolo dello Sceriffo Alì, tra Peter O'Toole, Anthony Quinn e una schiera di vecchie volpi del cinema anglosassone. Per quel ruolo da comprimario, magistralmente interpretato, ottenne la nomination all'Oscar che gli aprì le porte di Hollywood.


IL SUCCESSO CON IL DOTTOR ZIVAGO. Le scelte successive dell'attore lo portano però in Italia, per recitare ne La caduta dell'impero romano, Marco Polo e Gengis Khan. Il regista David Lean lo riscrittura per l'adattamento del Dottor Zivago nel 1965: il successo è planetario, accompagnato da un Golden Globe che a sorpresa non va di pari passo con la candidatura all'Oscar. Sharif sceglie quindi di tornare in Europa, per C'era una volta di Francesco Rosi, veste i panni di un ufficiale tedesco ne La notte dei generali di Anatole Litvak, canta con Barbra Streisand in Funny Girl e s'innamora istantaneamente della diva americana. Poi si inventa Arciduca asburgico per La tragedia di Mayerling, veste i panni del Che, dilapida i guadagni e la fama finendo nel calderone dei western all'italiana, va in Francia e ritrova la Streisand in Funny Lady nel 1975.
LA PASSIONE MALEDETTA PER IL BRIDGE. Nel frattempo Sharif ha imparato l'italiano, parla il greco e il turco, pubblica il suo primo manuale di bridge ed entra nella lista dei 'top players' del gioco. «Finisci a fare una vita», ha raccontato nella sua autobiografia, «in totale solitudine: alberghi, valigie, cene senza nessuno che ti metta in discussione. L'attrazione del tavolo verde per me diventò irresistibile. E ci ho sperperato delle fortune. A un certo momento ho capito e ho deciso di smettere anche con il bridge, per non sentirmi prigioniero delle mie passioni». A un certo punto si ritrovò costretto a «fare film per pagare i debiti, alla fine mi sono stufato».
IL GRANDE RITORNO CON MONSIEUR IBRAHIM E I FIORI DEL CORANO. L'incontro con il regista francese Francois Dupeyron segna la rinascita. Il film è Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, che emoziona il pubblico e la giuria alla Mostra di Venezia nel 2003 dove Omar Sharif riceve il Leone d'oro alla carriera. Riconquistati pubblico e critica, Sharif sembra finalmente un uomo placato, nonostante la leggenda delle sue furibonde collere, delle sue spettacolari bevute, della sua proverbiale galanteria. Ha dato la sua voce profonda al Leone salvifico delle Cronache di Narnia, ha fatto da spalla a Viggo Mortensen in Hidalgo, è tornato a recitare in Egitto e in Francia. Tra le sue ultime apparizioni un cameo muto nei panni di se stesso, nel film di Valeria Bruni Tedeschi Un castello in Italia.

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