CINEMA 10 Luglio Lug 2015 1051 10 luglio 2015

«Terminator: Genisys», 10 cose da sapere sul film

L'evoluzione di Arnold Schwarzenegger. La preparazione atletica degli attori. L'approvazione di Cameron. E i richiami al passato. Il film ai raggi X. Foto.

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Arrivato per la prima volta nelle sale negli Anni 80, Terminator è diventato uno dei titoli più importanti e apprezzati nella storia del cinema per quanto riguarda il genere fantascientifico (guarda le foto).
I lungometraggi firmati da James Cameron con protagonista Arnold Schwarzenegger hanno lasciato il segno e l'annuncio che l'icona cinematografica sarebbe ritornata sul grande schermo ha suscitato inizialmente qualche perplessità.
Il coinvolgimento della star e l'approvazione del filmmaker hanno però permesso alla produzione di generare nei fan più interesse che disapprovazione e ora Terminator: Genisys è pronto a confrontarsi con la sfida più difficile: soddisfare gli estimatori di lunga data e conquistarne di nuovi.
GLI EFFETTI SPECIALI MASCHERANO I DIFETTI. Il film prende il via quando John Connor (Jason Clarke), leader della resistenza umana, invia nel passato il sergente Kyle Reese (Jai Courtney) per proteggere sua madre Sarah Connor (Emilia Clarke). Un evento imprevedibile crea però una frattura nella linea temporale e il 1984 si rivelerà molto diverso da come avrebbe dovuto essere.
Andiamo alla scoperta di qualche curiosità su questo atteso progetto caratterizzato da una trama affascinante, ma a tratti lacunosa, che sostiene la regia attenta di Alan Taylor e una spettacolarità che prova a rimediare ad alcuni difetti nella gestione dei personaggi e degli eventi.

  • Il trailer di Terminator: Genisys.

1. L'interesse della Skydance: una nuova generazione nel mirino

Quando è stato annunciato che i diritti per Terminator stavano per ritornare disponibili, David Ellison e Dana Goldberg della Skydance si sono subito mostrati molto interessati.
UN FRANCHISE STRATEGICO. La casa di produzione considerava il franchise affascinante e strategico per gettare le basi per un reboot in grado di conquistare l'attenzione dei fan dei film originali e attirare nelle sale una nuova generazione di spettatori.

2. I dubbi degli sceneggiatori: essenziale l'approvazione di Cameron

Inizialmente, nel Natale del 2012, i due sceneggiatori Laeta Kalogridis e Patrick Lussier avevano rifiutato il compito di occuparsi del progetto perché rispettavano profondamente l'universo creato da James Cameron e non volevano mancare di rispetto in nessun modo al loro lavoro.
IL COLLOQUIO TRA LAETA E IL REGISTA. Solo dopo che Laeta ha potuto consultarsi con il regista e ottenere la sua approvazione, oltre a consigli utili come assicurarsi di scrivere una buona parte per Schwarzenegger, è stata presa la decisione di accettare il lavoro sviluppando la tematica del viaggio nel tempo e aggiornando gli elementi tecnologici al centro della trama.

3. L'influenza della società: dalla Guerra Fredda ai problemi contemporanei

I lungometraggi originali di Cameron erano molto legati all'atmosfera della Guerra Fredda, mentre Terminator: Genisys affronta aspetti come la perdita della privacy, l'importanza della libertà e della protezione delle informazioni personali.
NUOVI ELEMENTI NELLA STORIA. Il progetto ha quindi gettato le sue basi sui progressi della tecnologia e dei software, unendovi anche elementi come la storia d'amore e la famiglia disfunzionale.
L'insieme ottenuto sembrava perfetto per la personalità e il talento del regista Alan Taylor.

4. Dalle serie tivù al grande schermo: l'ascesa di Emilia Clarke

Taylor aveva già collaborato con l'attrice Emilia Clarke, tra le protagoniste della serie Il trono di spade.
PRODUTTORI FAN DI GAME OF THRONES. I produttori sono grandi fan del serial targato Hbo, in cui l'interprete di Daenerys dimostra forza, senso dell'onore e della nobiltà, elementi che ritenevano molto adatti alla star femminile di Terminator: Genisys.

5. Il rispetto per il passato: quattro personaggi immancabili

Tutte le persone che hanno lavorato al progetto volevano rispettare i personaggi creati da Gale Anne Hurd e James Cameron.
REESE, TERMINATOR E I DUE CONNOR. Si è così deciso che nel film avrebbero dovuto sempre essere presenti Sarah Connor, Kyle Reese, John Connor e lo stesso Terminator.

6. L'evoluzione di Schwarzenegger: un Terminator più 'maturo'

L'idea di mostrare una versione invecchiata, è più ironica rispetto al passato, di Terminator è piaciuta subito a Schwarzenegger.
«HO IMPARATO MOLTO». L'attore ha commentato così la sua parte: «Io proteggo Sarah Connor da tutto ciò che le ruota intorno o che la minaccia. Quindi per certi versi sono il Terminator, e per altri sono il Protettore», ha spiegato. «Credo che il fatto di aver avuto due figlie mi abbia aiutato: la prima è nata quando abbiamo fatto Total Recall girando in Messico, e ora ha 25 anni. Quando si cresce si impara molto, soprattutto a essere protettivi. Credo che quest’esperienza mi abbia aiutato molto».

7. La scelta degli interpreti: due attori carismatici per John e Kyle

La scelta degli altri protagonisti maschili è stata un po' più complicata.
Tuttavia, dopo la prima audizione di Jai Courtney i produttori hanno tuttavia immediatamente capito di aver trovato il loro Kyle Reese. L'attore è persino partito dall'Australia per andare a sostenere appena atterrato negli Stati Uniti il provino alla presenza del regista.
UNA PERFORMANCE RICCA DI SFUMATURE. Il personaggio di John Connor doveva essere carismatico, considerato da tutti come la speranza dell'umanità e tuttavia in grado di mentire a tutti a lungo; Jason Clarke è stato in grado di offrire una perfomance ricca di sfumature e molto attenta.

8. Le scene d'azione: preparazione atletica e consulenza militare

Per prepararsi al film i protagonisti hanno dovuto sottoporsi a un duro allenamento insieme con un consulente militare, uno specialista di armi e un preparatore atletico.
LE ARMI CAMBIANO A SECONDA DEL PERIODO. Il design delle armi è stato ideato adattandolo al periodo storico in cui si svolgevano gli eventi.
Spazio quindi nel 1984 a un fucile Remington 1100, mentre nel 2017 ci sono M3 e M4 Benelli. Sarah Connor utilizza invece un fucile Barrett calibro 50 del 1984.

9. L'aiuto della tecnologia: repliche in silicone e stampa in 3D

Per le scene impossibili da realizzare persino dagli stuntman ci si è affidati a Jason Matthews della Legacy Effects, che ha creato anche una replica in silicone della versione di Schwarzenegger del 1984, utilizzata quando Arnold incontra la sua versione più giovane.
Mike Manzel si è invece occupato delle versioni aggiornate dell'endoscheletro del T-800: per la sua realizzazione sono serviti circa 15 artisti e un mese di lavoro. L'endoscheletro è composto da oltre 260 pezzi separati, tutti scolpiti a mano. Sono poi stati stampati in 3D dei duplicati che sono quindi stati modellati, levigati e rifiniti.
COSTUMI 'CENTRIFUGATI' IN UNA BETONIERA. Particolare anche il processo di creazione dei costumi che si adattano agli anni in cui si svolgono gli eventi: dagli Anni 80 e le sue giacche in pelle al futuro in cui vengono riciclati persino pezzi di pneumatici e gli abiti sono ricoperti di 'polvere post-apocalittica', realizzata facendo girare i costumi all'interno di una betoniera insieme con pezzi di rocce e ghiaia. Il tocco finale? Una spruzzata di colla, sporco e vernice per dare un effetto più “vissuto”.

10. Il ruolo di Matt Smith: una parte misteriosa per il Doctor Who

Per mesi è rimasto avvolto dal mistero il ruolo affidato a Matt Smith, amato interprete della serie cult britannica Doctor Who.
Gli unici dettagli diffusi sottolineavano come la sua parte fosse importante per il futuro del franchise.
UNA PRESENZA LIMITATA MA ORIGINALE. Il segreto viene però svelato fin dai primi minuti di Terminator: Genisys e, pur essendo la sua una presenza molto limitata a livello temporale, il personaggio si rivela particolarmente interessante e originale per quanto riguarda gli aspetti più tecnologici e futuristici della trama.

Regia: Alan Taylor; genere: fantascienza (Usa, 2015; attori: Arnold Schwarzenegger, Jason Clarke, Matt Smith, Emilia Clarke, Jai Courtney, J.K. Simmons e Byung Hun Lee).

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