Kartell 150712200217
LA MODA CHE CAMBIA 12 Luglio Lug 2015 1928 12 luglio 2015

Fare gli acquisti seduti sul divano è più comodo e divertente

Ormai arriva la conferma: anche se si compra in boutique si sceglie sul web.

  • ...

La boutique online di Kartell.

Tra dieci anni sarà digitale un acquisto su cinque, segnala una ricerca di Altagamma/mcKinsey, ma già adesso il giro d'affari delle vendite di borse, scarpe, abiti e ogni sorta di oggetti di lusso online è pari a 14 miliardi di euro, e risulta in crescita del 27% negli ultimi cinque anni.
REGNO UNITO AL TOP PER ACQUISTI ONLINE. I siti monomarca (in parole povere gli indirizzi web di Louis Vuitton, Gucci, Prada, Kartell eccetera) trainano la tendenza con una quota del28%, e la Gran Bretagna risulta il paese che effettua il maggior numero di acquisti online nel comparto dei cosiddetti beni di lusso accessibile (insomma, non si affidano all'online per l'acquisto di un brillante da 10 carati, ma un paio di sandali o una nuova crema per il viso perchè no) con una quota dell'11%.
In questi giorni di sfilate dell'alta moda fra Parigi e Roma (Parigi soprattutto, mentre AltaRoma va qualificandosi sempre più come incubatore di entusiasmi e talenti giovanili che purtroppo e per svariati motivi poco entusiasmano la stampa e le tv nazionali, accorsi per Valentino, Curiel e per la strepitosa mostra di Azzedine Alaia alla Galleria Borghese e fuggiti di gran carriera subito dopo) sono informazioni piuttosto interessanti anche per chi non si occupa quotidianamente dell'andamento dei titoli del lusso, perchè sembrano smentire uno dei miti del marketing attorno al quale si costruiscono eventi e si rinnovano costantemente le boutique, e cioè che il mondo ambisca a percorrere via Montenapoleone, via Condotti o avenue Montaigne a piedi come in un film dell'era reaganiana, magari sotto il sole, reggendo fra le mani decine di shopper firmate per la gioia di essere ossequiata (o, alternativamente, intimidita: il mondo è pieno di masochisti) ad ogni tappa da quel genere di commesse che la leggenda vuole, e la realtà spesso conferma, come magre, raffinate e altezzose.
MEGLIO SHOPPING SUL DIVANO CHE A PIEDI. Il progressivo aumento di transazioni e acquisti online dimostra esattamente l'opposto, e cioè che il mito della shopping experience fisica è, appunto, un mito, o un passatempo per chi non ha altro di meglio da fare per impiegare la giornata (vi siete mai sentiti in imbarazzo a fare shopping alle quattro di un pomeriggio lavorativo?), e che chi si trova al vertice della piramide dei consumi voluttuari, dunque, principalmente europei occidentali e americani preferisce dedicare il proprio tempo libero ad attività più rinfrancanti dello shopping, ma non di meno tiene d'occhio le tendenze e trova rilassante acquistarle online, comodamente, dal divano di casa.
Parliamo di una fascia di consumatori non necessariamente votati allo sperpero (lo dimostra appunto il tipo di acquisti che fa), ma sufficientemente consapevole di sè da conoscere la propria taglia presso gli stilisti più diversi (il fit di Giorgio Armani non è quello di Gucci, per esempio), e da apprezzare la varietà di offerta e il côté ludico che ogni sito evoluto come lui propone: brevi film, presentazioni, notizie e info esclusive.
PRIMA UN SALTO IN RETE E POI IN BOUTIQUE. Dalla ricerca di Altagamma emerge infatti con chiarezza che sono influenzati dall'online i tre quarti degli acquisti di lusso, che poi vengano effettivamente portati a termine sul web o meno, e che la brand reputation, e cioè la capacità di attrarre i consumatori sul sito, rafforzandone la percezione positiva nei confronti del marchio, è diventata fondamentale anche per favorire eventuali acquisti reali, e cioè fatti in boutique: il web è la piattaforma sulla quale tutti ci informiamo su un certo prodotto prima di comprarlo, e dal quale ci aspettiamo informazioni ma anche intrattenimento.
La shopping experience determinante non è più reale, ma virtuale: avessero dovuto scrivere adesso la famosa doppia sequenza degli acquisti in Rodeo Drive, da quasi trent'anni momento di riscatto per i milioni di donne che, almeno una volta nella vita, sono state snobbate in una boutique di lusso, gli sceneggiatori di Pretty Woman sarebbero stati costretti a mettere Julia Roberts davanti a un pc con una carta di credito clonata o priva dei codici di sicurezza. Che, tutto sommato, per imbastire una bella scena madre è un ottimo spunto. Soprattutto, evita le commesse.

Correlati

Potresti esserti perso