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NELLE SALE 17 Luglio Lug 2015 1000 17 luglio 2015

Babadook, il film sull'uomo nero in 10 curiosità

Un libro di fiabe. Il mostro e il bambino. I legami col cinema muto e con Shining. Arriva in Italia l'ultimo horror. Che ha conquistato persino il regista Friedkin.

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Ha terrorizzato gli spettatori di tutto il mondo.
E ora arriva in Italia. Il film Babadook ha conquistato persino un vero esperto del genere come il regista William Friedkin (L'esorcista) grazie a una storia dagli spunti quasi classici, ma in grado di far emergere le paure e le preoccupazioni di tutti.
HORROR E PSICOLOGIA. La regista e sceneggiatrice Jennifer Kent, che ha completato la sceneggiatura del suo esordio al Binger Lab di Amsterdam con l'aiuto di Screen Nsw e Screen Australia, non si è limitata a portare sul grande schermo una nuova rappresentazione di una presenza sovrannaturale che tormenta una famiglia, ma ha cercato di offrire una nuova prospettiva alla trama approfondendo gli aspetti psicologici che caratterizzano i personaggi principali.
TORMENTATI DAL MOSTRO. La storia ha come protagonista Amelia (Essie Davis) che, sei anni dopo la morte di suo marito, cerca di gestire suo figlio Samuel (Noah Wiseman), i cui sogni sono tormentati da un mostro che crede sia venuto per ucciderli entrambi.
Dopo aver trovato nella propria casa un libro di fiabe molto particolare, il bambino si convince che il Babadook sia la creatura che tormenta la sua famiglia.
PERDITA DEL CONTROLLO. Il comportamento violento e imprevedibile del figlio porta Amelia a fargli assumere dei farmaci, ma sarà lei a iniziare a percepire una presenza sinistra e a perdere rapidamente il controllo.
Ecco qualche curiosità sul film.

Regia: Jennifer Kent; genere: horror, thriller (Australia, Canada, 2014); attori: Essie Davis, Noah Wiseman, Hayley McElhinney, Daniel Henshall.

1. Un mostro dalle origini molto umane: forte legame con la mente

La regista è interessata alle conseguenze che ha sulla vita quotidiana e sulla psiche il tentativo di reprimere i propri sentimenti, soprattutto dopo un lungo periodo di tempo che rende impossibile tenere sotto controllo la sofferenza o nascondere a se stessi la verità. Questo elemento è alla base dell'horror.

2. Una famiglia a sfumature tragiche: il lato oscuro della madre

Un'altra delle tematiche principali del film è la messa in discussione dell'amore materno.
Perché la protagonista affronta una forza distruttiva incontrollabile che fa dare spazio al proprio lato oscuro invece che a quello più amorevole, dedicato alla protezione di chi si ama.

3. La regista ha pescato dal passato: il cinema muto

La fonte d'ispirazione della regista sono stati i primi film horror muti, che considera sorprendenti e poetici.
Jennifer ha quindi cercato di riprendere quell'atmosfera provando a offrirne un'interpretazione originale e moderna.
Tra le espressioni artistiche tenute in considerazione c'è stato anche l'Espressionismo tedesco per il suo tentativo di esteriorizzare la dimensione interiore, e tra i filmati che i protagonisti vendono sullo scherma della propria televisione c'è inoltre qualche sequenza del film I tre volti della paura, diretto da Mario Bava.

4. Un grande cult del cinema: le citazioni di Shining

Il personaggio di Amelia, interpretato da Essie Davis, è stato delineato prendendo alcuni elementi delle interpretazioni di Shelley Duvall e Jack Nicholson in Shining, con lo scopo di riuscire a rappresentare il terrore e al tempo stesso essere proprio la fonte della paura.

5. L'importanza del cast: lunga ricerca per l'attore giusto

Il ruolo di Samuel è stato affidato al giovane Noah Wiseman, al suo esordio sul grande schermo, e il ragazzino ha ottenuto la parte dopo aver effettuato un'audizione ed essere stato richiamato dalla produzione ben cinque volte prima della decisione finale.

6. Un mondo a parte: location non del tutto naturale

Jennifer Kent ha cercato di creare un mondo che possedesse delle proprie regole senza tuttavia essere del tutto realistico o naturale.
Per farlo lo scenografo Alex Holmes e il direttore della fotografia Radek Ladczuk hanno contribuito a delineare questa dimensione dando forma e un aspetto ben definito a un luogo dove la presenza del Babadook non apparisse fuori luogo.

7. L'oggetto misterioso: la creazione del libro

Uno degli elementi più importanti del lungometraggio è il libro di fiabe.
A occuparsi delle illustrazioni del libro pop-up è stato Alexander Juhasz, vincitore nel 2007 del premio Gradiva Award per il Miglior libro per bambini e, nell'anno precedente, del Gold Metal Award della Society of Illustrators.
Alcune repliche del volume, contenenti anche gli autografi del cast e della regista, sono state successivamente messe in vendita.

8. Il doppio significato di Babadook: libro cattivo e uomo nero

Il nome Babadook è un anagramma di 'A bad book' (un libro cattivo) ed è in parte ispirato al termine “babaroga”, parola che in serbo significa uomo nero.

9. Un esordio importante: la rapida ascesa della regista

Jennifer Kent ha iniziato a scrivere e sviluppare progetti cinematografici di sua creazione dopo aver lavorato come assistente alla regia di Lars von Trier al film Dogville.
Il suo cortometraggio Monster è stato poi proiettato in oltre 40 festival internazionali.

10. L'importanza di internet: gli utenti hanno contribuito al film

Il budget totale del film è arrivato a quota 2,5 milioni di dollari, di cui oltre 30 mila sono stati però ottenuti grazie a una raccolta fondi lanciata sulla piattaforma Kickstarter, che ha permesso di curare nel migliore dei modi gli aspetti artistici.

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