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EMERGENZA 27 Luglio Lug 2015 1719 27 luglio 2015

Degrado Roma, se la solidarietà è l'unica ancora di salvezza

Il docente Corradini a Lettera43.it: «L'educazione civica è stata lasciata morire, i ragazzi tornino a leggere la Costituzione».

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Battere il degrado a suon di hashtag?
L'iniziativa #RomaSonoIo, lanciata su Twitter da Alessandro Gassman, pare aver smosso le coscienze capitoline.
Scopa e paletta in mano, gli abitanti della Città eterna sono pronti a scendere in strada e restituire a Roma il decoro perduto sulle pagine dei grandi quotidiani internazionali.
«EDUCAZIONE CIVICA FATTA MORIRE». Basterà un tormentone social a restituire ai cittadini quel senso civico che sembra essersi smarrito nella notte dei tempi?
Forse no, ma, come spiega a Lettera43.it Luciano Corradini, già docente di Pedagogia all'università Roma Tre ed ex sottosegretario all'Istruzione sotto il governo Dini, «ben vengano le iniziative popolari se la politica sceglie di far morire l'educazione civica».

Già, l'educazione civica, retaggio di un tempo che fu e oramai confinata in un angolo delle aule scolastiche, sotto la ben poco accattivante dicitura di 'Cittadinanza e costituzione'.
Introdotta nella scuola statale da Aldo Moro, nel 1958 diventò materia curricolare, subendo negli anni trasformazioni continue nella titolazione, nei contenuti e nella collocazione.
SEMPRE MENO SPAZIO. Le almeno due ore mensili affidate al docente di Storia e destinate all'insegnamento dell'educazione e del rispetto per ciò che ci circonda, persone o istituzioni che siano, sono state progressivamente marginalizzate.
E il lassimo dei nostri tempi, con città tramortite da rifiuti e brutture, sta lì a ricordarcelo.
Curioso che debba essere un hashtag di un'afosa domenica agostana a solleticare l'indignazione popolare: ma tant'è, di qualcosa bisogna sapersi accontentare.
«La cittadinaza attiva», è la tesi di Corradini, «è l'unico modo di reagire alla perdita di valori condivisi, che ha finito col cancellare il senso di parole come bellezza e dignità».
Parole che a scuola trovano ben poco spazio, dato che «nessuno sembra aver più alcun interesse per l'educazione civica, da 30 almeno anni questa parte».
CRITICHE ALLA CAMPAGNA. E Roma non è certo una mosca bianca, d'altro canto, se è vero che Napoli e Milano, per fare un esempio, non possono certo essere additati a modelli di lotta al degrado.
Eppure, proprio nella Capitale, qualcuno ha storto il naso di fronte alla campagna di Gassman.
«Io pago le tasse perché la città venga pulita, non basta?», è il senso di chi è contrario.
Mentre altri si chiedono: «Se #RomaSonoIo, allora il sindaco che lo abbiamo a fare?»

COSTITUZIONE DA RIPRENDERE IN MANO. Un errore, sempre secondo l'ex sottosegretario, dato che proprio la «responsabilità civile è l'unica arma utilizzabile contro il malaffare».
E «solo la solidarietà ci può salvare».
Anche se, di fronte alla carenza di senso etico che traspare da questi contesti, emerge sempre più quell'assenza di educazione che proprio la scuola dovrebbe fornire.
«Ora tutti vogliono studiare l'inglese, ma nessuno pensa più di dover studiare la Costituzione».
Se, invece, fosse letta e compresa, «sarebbe la Costituzione stessa a spiegare come prendersi cura del proprio Paese e della propria città».

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