Combo Insopportabili 150728164956
CELEBRITÀ 28 Luglio Lug 2015 1640 28 luglio 2015

Quelli che hanno stufato: la carica degli invadenti

Le liti Pannella-Bonino. I pianti di Baldini. I tweet di Fedez. Il libro di Schettino. Ciclicamente ritornano. E non danno tregua. Anche se il pubblico è stanco.

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Emma Bonino, 67 anni, e Marco Pannella, 85 anni.

Ogni estate ha la sua pena ma è difficile parlare di quelli che ti sfiancano appena li vedi, anche perché li vedi continuamente coi loro sorrisi vacui, le pose cartonate, i melodrammi al mojito, i costumini e i tattoo e allora pensi: ancora tu? Ma proprio non possiamo non vederti più?
È difficile spiegare perché una faccia stanca, dovrebbe essere istintivo, fisiologico. Ma come spiegare che certi rompiscatole di professione hanno dietro le agenzie, i manager, la fuffa della comunicazione che si incarica di farli vivere, di ficcarli ovunque?
SCHETTINO IN TOUR. Il comandante Schettino, uno che ha addosso una condanna a 16 anni per omicidio colposo di 32 persone tra cui una bambina, ecco, uno così è perfetto: non la finisce di piangersi addosso. il che vuol dire compatirsi, il che vuol dire esaltarsi.
Intanto, insieme con una giornalista Rai sua amica, ma, attento mondo, un po' più che amica, ha fatto un libro patetico sul naufragio della nave da crociera da lui guidata e, una volta tanto con perfetta sapienza, ha ruotato i timoni giusti. Risultato, un tour promozionale, la gente che lo vuol toccare e l'opera già alla seconda edizione.
Ogni estate ha la sua pena e quella dei famosi (o famigerati) perché famosi è inevitabile come le zanzare, le meduse, le insolazioni, complice la rete dei social network che li rende ubiqui in proporzioni da sbiadire Padre Pio.
L'INFINITO DIVORZIO PANNELLA-BONINO. «Ma se alla gente piacciono...», si dice. Che piacciano è da vedere, più che altro vengono imposti in una strategia di occupazione degli spazi e alla fine, per assuefazione, per rassegnazione, per tolleranza come certi stupefacenti finiscono per legarsi all'organismo, diventano quasi rassicuranti, anche se in un totale vuoto tematico, problematico.
Roba di cui c'è niente da dire ma di cui si parla in proporzioni alluvionali, tipo gli sponsali della cronista patrizio-proletaria Beatrice Borromeo col nobiluomo Pierre Casiraghi.
A far da contraltare a un matrimonio autoreferenziale, un divorzio egolatrico (e lungo, lunghissimo, passano le Repubbliche e loro son sempre lì in bilico): no, non quello tra Albano e Romina, l'altro tra Pannella e Bonino.

La royal baby di casa Ramazzotti: imprescindibile fin dalla nascita

Aurora Ramazzotti con Michelle Hunziker.

La royal baby del cantante Eros Ramazzotti e della soubrette Michelle Hunzicker ha cominciato a essere imprescindibile che non era ancora nata, il padre la annunciava urbi et orbi via canzone e si capiva che non ce ne saremmo liberati facilmente.
Adesso va per i 20 anni e inflaziona warholianamente il faccino ad usum selfie e il lato B «che fa concorrenza a quello della mamma».
AURORA COME NAIKE? Aurora pare in grado di raccogliere il lascito dell'affamata di fama Naike, figlia di Ornella Muti. Mentre non lascia eredi Sara Tommasi, che nostro malgrado ci ha resi tutti psichiatri nel suo oscillare tra osceno e redenzione.
«Ma se sono i giornali a occuparsene...», obiettano. Ma non è proprio così, i giornali sono complici ma questi li cercano, li pretendono, li assumono, sempre con quei sorrisi aproblematici, quell'epicizzarsi senza scampo.
La sindrome dell'ombelico, si potrebbe definire: possono succedere gli attentati jihadisti, le stragi stradali, i disastri ambientali, può cascare il governo, la Grecia, il mondo, il cielo ma loro inesorabili, ciclici, parlar di sé per parlar di sé per parlar di sé.
IL LAMENTO DI BALDINI. Prendete questo Marco Baldini, la cui professione non si è ancora capita dopo anni: intrattenitore no, spalla di Fiorello non più, resta il perdente d'insuccesso, il giocatore che non ne imbrocca una, come quelli di Febbre da cavallo, ma lui non molla e infierisce col piagnisteo.
Oggi non ha i soldi per il pane, ieri per le fiches, domani per tacitare gli usurai e il mondo deve farsi carico delle sue compulsioni, delle sue fughe sempre rimandate, delle voglie suicide che per fortuna non asseconda.
Finché un giorno non s'incontra un professionista, di quelli che giocano duro da quando Baldini scommetteva le caramelle a scuola, che spiega: quello fa teatro, noi giocatori veri non facciamo così, ce li laviamo in casa i nostri panni, se uno si mette a cantare è morto.

Uomini vitruviani al centro dell'universo mediatico

Il rapper Fedez.

Invece Baldini canta e anche Fedez canta, si fa per dire, più che altro rappa su Twitter: è socialmente logorroico così può dire che non lo lasciano in pace, che lo strumentalizzano, si scanna col parigrado Gasparri, dal Movimento Sociale al movimento social, ardito onnicinguettante, nel tempo lasciato libero dalle dichiarazioni televisive, si capisce. Per non parlare di Razzi.
Questi uomini e donne di Vitruvio, al centro dell'universo mediatico, fanno parte più o meno sempre delle solite categorie: politici, giornalisti in profumo di politica, figli di cognomi dell'Antimafia, sportivi, menestrelli con relativi parenti.
Si segnala ogni tanto qualche meteora, astronautica o gossippara in odor di ricatto.
GASSMAN IN VESTE DI MINISTRO. Tra i medagliati in ascesa, la spadaccina Vezzali che vuol diventare ministro e noi tutti siamo tenuti a prenderne atto.
Anche il figlio di Gassman, Alessandro, s'è inventato un modo veloce e civico per restare sull'onda estiva, un hashtag, #romasonoio, che sa tanto di qualcuno che da grande vorrebbe fare anche lui il ministro, o almeno l'assessore.
C'era una volta un adorabile personaggio di Paolo Panelli, Menelao Strarompi, che con argomenti strampalati si faceva gli affaracci di tutti e non li mollava fino a esaurimento definitivo. Siamo alla rivoluzione copernicana, oggi gli Strarompi si fanno rigorosamente gli affaracci loro ma tu finisci lo stesso al manicomio.
RENZI E SALVINI NON FANNO ECCEZIONE. Poi ci sono due fenomeni a parte che sono l'ontologia dell'autoreferenzialità: poveretti, come soffrono sempre in posa, senza capire che il sistema li sovraespone per bruciarli meglio e in tempi lunghi sarà proprio l'amor fatuo di sé a fregarli.
In questa società di strarompi patologici, nessuno è più incurabile dei due Mattei, il leghista e il rottamatore (già riciclato in restauratore).
Paiono cavalli schiumanti allo sprint del fotoselfinish, ma entrambi dovrebbero ricordarsi quello che il grande promoter Bill Graham disse una volta ai Rolling Stones: «Se non vi togliete mai dalle palle, come fanno a rimpiangervi?».

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