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MUSICA E DINTORNI 5 Agosto Ago 2015 1555 05 agosto 2015

Da Kravitz a Hendrix: pene da palco

L'incidente di Lenny è nulla. Morrison lo usava bene. Zappa e Hendrix erano da record. Mentre Jagger non la viveva bene. Le dimensioni delle popstar.

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«La morte e il mio cazzo sono il mondo», diceva Jim Morrison. Parafrasando il frontman dei Doors, si potrebbe dire che se non è proprio il mondo, sicuramente il cazzo è rock.
Il #penisgate nel quale è incappato Lenny Kravitz ne è l'ultima dimostrazione. Un galeotto strappo nei pantaloni attillati ha infatti mostrato al mondo, in assenza di underwear, il gioiello della popstar. Che tanto gioiello alla fine non era.
LENNY SFATA DUE LUOGHI COMUNI IN UNO. Vero è che le aspettative delle fan erano alte, altissime. Ma il chiacchierato membro si è rivelato assolutamente normale, a essere generose.
Il risultato è che l'incidente ha sfatato vari luoghi comuni a dire il vero vagamente razzisti e poco corretti (tradotto, uomini di colore e non cestisti). Poco importa che l'interessato abbia battezzato lo strappo #penisgate.
Non a caso, a esprimere sorpresa per lo show inaspettato, è stato (toh!) un uomo. Steven Tyler ha infatti inviato a Lenny un sms che poi è stato prontamente retwittato dalla star, quasi a prova della sua virilità. «Amico... niente mutande e un piercing... Fottimi... Non mi hai mai mostrato quella mer**!».

Forse la maldestra esibizione di Lenny non resterà nella storia. Ma sono ben altri i peni che la storia l'hanno scritta, quella del rock almeno.
E ci sono le prove.
IL CALCO DI JIMY. Il membro di Jimy Hendrix, per esempio, fu preservato grazie all'arte di Cynthia Plaster Caster che da fedele groupie usava fare un calco di tutti i peni dei musicisti in cui si imbatteva.
Che dire poi di Frank Zappa che mise in versi la sua fortuna nella canzone Tengo na Minchia tanta.
«Tengo na minchia accussì/Devi usare un pollo/Devi usare un pollo/Se me la vuoi tastar», recita il testo che rende omaggio alle origini italiane del musicista. E, ancora: «Tengo na minchia da tastar/Mmmmm/Come on, baby Come on, baby/ suck my fire!/Oh yeah...».



Si dirà: facile per una rockstar. Nemmeno per sogno.
Il sex appeal, gli ancheggiamenti e le numerose conquiste spesso non garantiscono sui centimetri.
IL «CAZZETTO» DI JAGGER. Ne sa qualcosa Mick Jagger che lì sotto non pare sia un campione.
Il malessere del Rolling Stone per le sue dimensioni non proprio generose fu raccontato dal regista Julian Temple. Si narra poi che nel 1982 Mr Satisfaction, solo di nome, durante le riprese in Amazzonia del film Fitzcarraldo si sia affidato a strani riti sciamanici di allungamento. Così infilò il pene in una canna di bambù infestata da api. Le dimensioni aumentarono, ma solo temporaneamente.
A corroborare la 'fama' di Mick furono anche la sua ex Janice Dickinson, che durante una trasmissione televisiva, non esitò a confermare che «l’aveva piccolissimo», e l'amico Keith Richards che diede il colpo di grazia: in un'intervista al Time riportò le confidenze di un'altra ex di Mick, Marianne Faithfull: «Jagger aveva le palle grandi, ma non bastavano a riempire il vuoto».
Andate in pace.
QUEI 42 MINUTI DI LENNON. Dagli Stones ai Beatles, le dimensioni migliorano sensibilmente. John Lennon, infatti, godeva di migliore fama.
Le foto nudo con Yoko Ono sono lì a ricordarlo.
Senza considerare l'opera della moglie Self Portrait: una ripresa di 42 minuti fissa sul pene di John mentre raggiunge l'erezione.
Applausi.

John Lennon e Yoko Ono.

L'adagio recita: «Non importa quanto è grande, ma come lo si usa». Regola - ripetuta come un mantra chissà perché sempre dagli uomini - che calza a pennello a un altro sex symbol della scena rock, Jim Morrison.
Una cosa è certa, The Lizard King era a proprio agio con le sue misure. Tanto che si dice le abbia mostrate volontariamente in concerto, senza farsi aiutare da qualche strappo accidentale.
Come non ricordare il fattaccio di Miami: il primo marzo del 1969, l'intima esibizione al Dinner Key Auditorium costò a Morrison l'arresto.


E non aveva alcun complesso nemmeno Iggy Pop, cantante degli Stooges.
LA FOLLIA DI IGGY. Come ha ricordato il fotografo Mick Rock: «Le voci si rincorrevano. Si diceva che mostrasse il pene, che si spalmasse addosso burro di noccioline, che si tagliasse, che si tuffasse dal palco per farsi trasportare dalle braccia tese del pubblico».
Si sprecano le parole invece sull''affare' di Tommy Lee, noto per essere tra i rocker il pioniere dei sex tape che lo vedono protagonista con l'ex boombastica bagnina di Bay Watch Pamela Anderson.
Il pene è una vera e propria ossessione per Tommy, tanto che l'introduzione dell'autobiografia Tommyland, è di fatto un dialogo immaginario tra lui e «la cupola».
WARREN E IL DILDO. Ma nella storia del Cock of rock ci sono anche popstar che hanno visitato, per le loro misure, il mondo del porno.
Una di queste è Warren Cuccurullo, ex Duran Duran e fondatore dei Missing Persons: fu il primo musicista sul cui pene fu modellato un dildo: un sex toy da 8 pollici. Che a dirlo in centimetri suona meglio: un bel 20 e 32.
Un minuto di silenzio, invece, per il caso di Enrique Iglesias. Non esattamente un rocker, ma un vero campione, se non altro in sincerità.
L'OUTING TRISTE DI ENRIQUE IGLESIAS. Il figlio del Pirata e Signore Julio, sex symbol latino per antonomasia, è tornato sull'argomento ben due volte, lasciandosi andare a un outing non proprio esaltante.
«Ce l'ho piccolissimo», ammise nel 2012. «Dico sul serio: ho il pene più piccolo del mondo!».
Un anno fa poi Enrique ultimò la distruzione dei sogni erotici delle sue fan. «Vado a farmi il bagno nudo se non ci sono paparazzi nelle vicinanze», raccontò. «Non voglio dirvi dove lo faccio, potrebbe rovinarmi la carriera. Non c’è molto da vedere là sotto. Il mio peggior difetto è dalla vita in giù. Forse non è un difetto, ma è un po’ ricurvo».
Ora possiamo guardare le foto di Lenny con altri occhi.

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