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SPIRITO ASPRO 14 Agosto Ago 2015 1038 14 agosto 2015

La Terra promessa di Eros? L'Eden dei 'figli di'

Voleva un mondo diverso. Ma manda Aurora a X-Factor. E scorda il flop di Sanremo '89.

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Aurora Ramazzotti col papà Eros.

Nessuno ha più paura degli spettri.
Come il povero Fantasma di Canterville di Oscar Wilde, o, per citarne uno più recente, il Nick Quasi-Senza-Testa di Harry Potter, si aggirano ululando e agitando catene, raccogliendo solo indifferenza e scherno, mentre un tempo bastava sentirne il nome per toccare ferro o altre superfici scaramantiche.
La scelta di Aurora Ramazzotti-Hunziker come conduttrice del daytime di X-Factor si deve chiaramente all’oblio di uno degli spettri televisivi più agghiaccianti dall’invenzione del tubo catodico: il famigerato Sanremo del 1989, quello dei «figli d’arte».
LE GAFFES DEI 'FIGLI DI' A SANREMO 1989. Come riferisce l’asettica Wikipedia, Rosita Celentano, Paola Domenguin, Danny Quinn e Gianmarco Tognazzi «erano all’epoca tutti privi di esperienze pregresse nella conduzione televisiva, e dunque la loro esperienza di conduzione si rivelò particolarmente sfortunata con i quattro che commisero infatti gaffes e lapsus linguistici a quasi ogni annuncio», guadagnandosi il titolo di «peggiori conduttori del Festival» che dopo 25 edizioni resta ancora saldamente nelle loro mani.
Forse i boss di Sky sono troppo giovani per ricordare, oppure sono inguaribili ramazzottimisti, ma in noi attempati, prima dello sdegno per la designazione di una 18enne il cui curriculum si esaurisce nel certificato di nascita e in un tweet sulla bruttezza del figlio di Belèn, scatta la preoccupazione.
Per Aurora, più che per X-Factor. I figli d’arte del 1989 furono presi a pesciate solo dopo il debutto; nell’era dei social network la povera e per ora incolpevole Ramazzottina è già stata linciata due mesi prima di iniziare.
«È fresca e spontanea, ha la stessa età dei concorrenti e sa rapportarsi con i coetanei», spiega Nils Hartmann, direttore delle produzioni originali di Sky.
AURORA, 'FRESCA' COME TUTTI I 18ENNI. In pratica, ci informa che Aurora ha effettivamente compiuto 18 anni e non è sociopatica, il che ci fa piacere, anche se probabilmente era la stessa cosa che Adriano Aragozzini diceva di Paola Domenguin e Rosita Celentano. Salvo che i coetanei con cognomi più oscuri, per quanto freschi e spontanei non hanno chances di condurre X-Factor, al massimo possono gareggiare affrontando lunghe selezioni e training estenuanti in cui devono dimostrare di avere talento.
L’unico loro piccolo vantaggio, magari, è non avere un padre che posta su Instagram un pippone passivo-aggressivo, grondante risentimento e umorismo involontario, in cui rivendica la propria dura gavetta e la propria «umiltà».
Già, l'umiltà del ragazzo di periferia tutto riccioli e giubbotto, che nel 1986 sognava per i giovani come lui «una terra promessa, un mondo diverso».
AVRÀ IL DESTINO DI ROSITA CELENTANO? Diverso in cosa? Ramazzotti non lo specificava, ma se intendeva «un mondo dove non si diventa conduttori di uno show a diffusione nazionale solo perché si è figli di una celebrità», è ancora un sogno irrealizzato.
«Oggi va così, non abbiamo rubato niente» ha insistito. Okay, okay, Eros, ma ora non sprecare energie. Risparmiale per quando inizierà X-Factor e i rosiconi del web crocifiggeranno Auri live, appena aprirà bocca, che sia brava o no.
Se poi dovesse anche collezionare «gaffe e lapsus linguistici», niente paura. Fra vent’anni la ritroveremo alla radio come conduttrice di un simpatico programma estivo sul nostro rapporto con cani e gatti, come fa attualmente Rosita Celentano.
Oggi va così, e probabilmente anche domani.

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