CINEMA 17 Settembre Set 2015 1240 17 settembre 2015

«Inside Out», 10 cose da sapere sul nuovo film Pixar

Il lungo lavoro di ricerca. I dettagli che cambiano da Paese a Paese. L'uso degli effetti speciali. La pellicola in pillole. Foto.

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Dopo essere stato accolto in maniera entusiastica al Festival di Cannes e nelle nazioni in cui è già stato distribuito nei cinema, è finalmente arrivato anche nelle sale italiane Inside Out, il nuovo capolavoro targato Disney Pixar e diretto da Pete Docter.
L'idea alla base del lungometraggio d'animazione è molto ambiziosa: addentrarsi nella mente umana attraverso quello che accade all'undicenne Riley nel momento in cui si trasferisce dal Minnesota a San Francisco insieme ai suoi genitori.
L'impatto con una città nuova e la distanza dai luoghi in cui è cresciuta e dai suoi amici mandano in subbuglio le emozioni della ragazzina, soprattutto quando Rabbia, Disgusto e Paura si ritrovano a gestire la difficile situazione senza Gioia e Tristezza.
PIXAR SENZA RIVALI. Inside Out riesce con semplicità, inventiva, originalità e spettacolarità a rappresentare in modo comprensibile ad adulti e bambini quello che accade nella nostra mente, dagli angoli remoti in cui si nascondono le paure ai mondi colorati e fantastici in cui la nostra immaginazione è senza limiti e freni.
Il livello tecnico e artistico raggiunto dalla Pixar non ha attualmente rivali nel settore dell'animazione e insieme alla perfetta sceneggiatura, che si avvicina a tematiche importanti con attenzione e sensibilità, permette di vivere un'esperienza cinematografica unica in grado di insegnare moltissimo senza alcun limite di età.
Andiamo alla scoperta di alcune curiosità sulla pellicola.

  • Il trailer di Inside Out.

1. Il lavoro sulla trama: i dettagli cambiano a seconda del Paese

I realizzatori di Inside Out sono stati attenti ad adattare tutti i passaggi della trama ai vari Paesi in cui era prevista la distribuzione.
Lo si nota particolarmente quando si parla di cibo: a seconda delle versioni, Riley odia una volta i broccoli, un'altra i peperoni verdi, rispecchiando in linea di massima i gusti culinari degli spettatori.

2. Le ricerche approfondite: collaborazione di scienziati, neurologi e psicologi

Gli artisti e gli sceneggiatori del film hanno voluto portare sul grande schermo una storia ricca di fantasia ma in cui la rappresentazione della mente umana, della memoria e delle emozioni fosse realistica.
Per farlo è stata chiesta la collaborazione di molti esperti in materia, tra cui Dacher Keltner, co-direttore del Greater Good Science Center e professore di psicologia all'Università della California, a Berkeley.
I suoi studi ventennali hanno contribuito a delineare le cinque emozioni umane da inserire nella storia e il modo in cui mostrare come queste influenzano i comportamenti di ognuno di noi.

3. La scelta dell'adolescenza: un periodo della vita particolarmente complicato

La protagonista Riley deve affrontare una situazione difficile e l'allontanamento di Gioia e Tristezza dal Quartier Generale delle emozioni non è casuale.
Negli anni dell'adolescenza, infatti, i primi passi verso l'età adulta possono far smarrire la capacità di provare empatia e felicità, facendo i conti con le prime perdite della propria esistenza, dagli amici alla spensieratezza dell'infanzia, si vivono momenti di paura e incertezza, e solo col tempo si impara ad accettare se stessi e gli altri.

4. Il look delle emozioni: un aspetto semplice ma unico

Dare forma alle emozioni è stato particolarmente complicato perché gli animatori volevano rappresentare la loro energia in modo chiaro e originale.
I personaggi sono quindi particolarmente stilizzati ed è stato complicato trasformarli in modo tridimensionale: Gioia si ispira a una stella, Tristezza a una lacrima, Rabbia a un mattone, Paura alla forma dei nervi e Disgusto a quella dei broccoli.

5. La cura dei dettagli: riferimenti alla galassia Pixar

Ogni singolo elemento presente nel film è stato curato nei minimi dettagli; tra gli esempi più curiosi ci sono i quotidiani che legge Rabbia, i cui titoli sono dedicati agli eventi più importanti della giornata vissuta da Riley.
Spazio poi ai riferimenti ai precedenti lungometraggi targati Pixar che sono stati inseriti nelle sfere dei ricordi della protagonista, nel mondo di Immagilandia e persino nell'abbigliamento dei personaggi.

6. L'influenza delle emozioni: a ognuna il suo colore

Nel film le emozioni interagiscono con gli oggetti e gli altri personaggi.
La luminosità che contraddistingue ognuna di loro è percebile nelle vicinanze e la console del Quartier Generale assume il colore di quella predominante.

7. Un amico ispirato agli animali: così è nato Bing Bong

L'amico immaginario di Riley, Bing Bong, è l'insieme degli animali che la protagonista amava di più quando aveva tre anni e ha il corpo fatto di zucchero filato.
Gli artisti si sono ispirati ai racconti del regista che amava da bambino mischiare pezzi di biscotti a forma di animali creando creature uniche.

8. La rappresentazione della memoria: i ricordi come gocce di rugiada

I ricordi di Riley sono rappresentati come sfere che contengono le immagini del passato.
La fonte d'ispirazione iniziale per questo elemento è stata la rugiada: la Memoria a Lungo Termine è quindi stata delineata pensando a una ragnatela su cui si posano le gocce, ovvero i ricordi, che poi sono state trasformate in sfere tenendo conto delle caratteristiche delle sinapsi.

9. Il sistema di archiviazione: ispirato ai meccanismi di una fabbrica

Ogni ricordo, inoltre, ha il colore dell'emozione che lo contraddistingue.
Per creare il design del sistema di archiviazione esistente nella mente gli animatori hanno visitato due luoghi molto particolari: la fabbrica Jelly Belly, dove hanno assistito al confezionamento automatizzato delle caramelle colorate attraverso i tubi, e una fabbrica di lavorazione delle uova, che è stata utile per ideare il procedimento in cui le sfere vengono trasportate.

10. I cambiamenti in base all'età: nasce il Pensiero Astratto

In una delle sequenze più originali e geniali del film, Bing Bong, Gioia e Tristezza fanno i conti con il Pensiero Astratto che trasforma le idee, le Emozioni e l'amico immaginario in linee e forme bidimensionali.
Docter ha sottolineato che si tratta dell'area più nuova della mente della protagonista perché proprio il Pensiero Astratto si sviluppa intorno ai 10 anni ed è un elemento che ricorda come Riley stia vivendo la trasformazione da bambina a ragazza.

Regia: Pete Docter; genere: animazione (Usa, 2015).

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