FOTO 28 Settembre Set 2015 1554 28 settembre 2015

La fotografa Patricia Willocq e il sogno di una vita per le donne dell'Africa centrale

Gli scatti dell'artista belga immaginano un'esistenza migliore per Esther, simbolo delle donne nella Repubblica Democratica del Congo.

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Si chiama Esther la bambina/ragazza/donna immaginaria protagonista degli scatti della fotografa belga Patricia Willocq.
L'artista, nota per i reportage sui neri albini, ha ricostruito i momenti fondamentali di una donna di fantasia nella Repubblica Democratica del Congo, utilizzando diverse modelle per le varie fasi della vita.
UNA VITA FELICE CONTRO LA DURA REALTÀ Nelle foto, Esther è sempre circondata da uomini che la difendono e la proteggono, visione lontana e dissonante con la realtà quotidiana del Paese, dove donne e bambine vengono maltrattate e stuprate regolarmente.
Tutte le bambine, le ragazze e le donne fotografate sono nate da una violenza sessuale o sono state vittima di stupro.
LO STUPRO COME ARMA DI REPRESSIONE Nella Repubblica Democratica del Congo lo stupro rappresenta una pratica comune esercitata dalle milizie armate (ma non solo), soprattutto nell'Est del Paese.
L'aumento delle violenze sessuali coincide con lo scatenarsi della sanguinosa guerra civile in Ruanda agli inizi degli anni '90 tra Houti e Toutsi.
L'Organizzazione non governativa Amnesty International riporta che: «Lo stupro e le altre forme di violenza sessuale sono endemiche, non solo nelle aree di conflitto, ma anche nelle altre parti del Paese. Le violenze sono commesse da gruppi armati, membri delle forze di sicurezza e da semplici civili. I perpetratori di questi crimini rimangono quasi sempre impuniti».

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