CINEMA 15 Ottobre Ott 2015 1841 15 ottobre 2015

«Suburra», 10 curiosità sul film di Sollima

Potere. Criminalità. Vaticano. Speculazione edilizia. Nelle sale arriva il nuovo ritratto della società italiana. Che ricorda tanto Mafia Capitale. La storia in pillole. Foto.

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Dopo l'esordio al cinema nel 2012 con ACAB - All Cops Are Bastards e il successo delle serie tivù Romanzo criminale (2008-2010) e Gomorra (2014), il regista Stefano Sollima torna a parlare della situazione della società italiana con il film Suburra (guarda le foto), nelle sale dal 14 ottobre 2015, che sembra tanto una riproposizione dello scandalo Mafia Capitale.
UN RACCONTO DI SETTE GIORNI. Una storia che si svolge a Roma nell'arco temporale di soli sette giorni.
Al centro della trama c'è una grande speculazione edilizia che ha l'obiettivo di trasformare il litorale romano in una nuova Las Vegas.
Sostiene l'iniziativa il politico corrotto Filippo Malgradi, uno dei membri di una potentissima famiglia locale e l'ultimo componenente della Banda della Magliana, chiamato Samurai.
ESCORT E TOSSICODIPENDENTI. Non mancano escort, giovani ragazze tossicodipendenti, una pericolosa famiglia di zingari e un pr senza scrupoli.
Tratto da un romanzo scritto da Giancarlo De Cataldo (autore anche del libro Romanzo criminale) e Carlo Bonini, Suburra segue quanto accade nell'ombra della politica, muovendosi dal Vaticano al litorale di Ostia.
Rivelando così i luoghi che rappresentano la Suburra contemporanea, che nell'antica Roma era il quartiere dove si incontravano il potere e la criminalità.
CLASSICO RITMO INCALZANTE. Il ritmo incalzante che da sempre contraddistingue lo stile di Sollima viene confermato anche dal suo secondo lungometraggio.
Il regista è in grado di sfruttare appieno le capacità del suo cast, lasciando però in questo caso alcune parti della trama un po' in sospeso, forse appositamente con lo scopo di sviluppare alcuni elementi nella già annunciata serie televisiva.
Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sul film e sul progetto televisivo.

Regia: Stefano Sollima; genere: drammatico (Italia, 2015); attori: Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Claudio Amendola, Alessandro Borghi, Greta Scarano.

1. Le location: riprese a Roma, ma non al Vaticano

Il lungometraggio è stato realizzato nella Capitale, nei luoghi in cui si svolgono gli eventi.
RIPRODOTTE LE STANZE DEL PAPA. L'eccezione, come prevedibile, è rappresentata dalle sequenze ambientate in Vaticano, girate completamente su un set che ricostruisce le stanze private del papa e durante le quali emerge il legame tra lo Ior e la speculazione edilizia.

2. I cambiamenti rispetto al romanzo: manca il personaggio narrante

Nel libro scritto da Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo gli eventi venivano introdotti dal carabiniere Marco Malatesta, che indaga sulla corruzione di Roma.
SCELTA UNA STRUTTURA CORALE. Non è così nel film. La scelta è stata presa perché gli autori e gli sceneggiatori hanno deciso che la struttura corale sarebbe stata più adatta al lungometraggio, senza che nessun personaggio servisse da voce narrante e descrivesse gli altri protagonisti.

3. Dopo il film, anche il progetto per la tivù: Sollima ha cambiato idea

Nelle prime interviste rilasciate per promuovere Suburra, il regista Stefano Sollima aveva negato che ci fosse il progetto di realizzare una serie televisiva che espandesse la storia portata sul grande schermo.
PRIMA SERIE NETFLIX. Il filmmaker deve però aver presto cambiato idea: la prima serie originale Netflix italiana è proprio Suburra, composta da 10 episodi sulla criminalità organizzata.
La piattaforma di streaming online, inoltre, ha fatto debuttare il lungometraggio negli Stati Uniti in contemporanea con la sua distribuzione nei cinema italiani.

4. I modelli: dal noir metropolitano al gangster movie

Il regista ha voluto avvicinarsi alla storia narrata tra le pagine come se si trattasse di un noir metropolitano, pensando all'adattamento del romanzo con un approccio simile al classico gangster movie.
COME DE PALMA E DEMME. Il produttore Stefano Rulli vede invece nel racconto uno stile e un'atmosfera vicini a quelle create da Brian De Palma e Jonathan Demme.

5. I dettagli dei costumi: il personaggio di Elio Germano

L'attore Elio Germano nel film è l'organizzatore di eventi Sebastiano e per delinearne le caratteristiche è stato utile l'utilizzo dei costumi.
BATTUTE DIVERTITE SUL SET. Il giovane indossa infatti pantaloni stretti e giacche che hanno causato un po' di battute divertite sul set, situazione che rendeva la situazione del suo interprete piuttosto scomoda e sottolineava l'importanza data all'immagine da Sebastiano.

6. Un elemento naturale metaforico: l'utilizzo dell'acqua

Sollima ha scelto di utilizzare l'acqua come elemento metaforico, inserendo delle sequenze in cui c'è una pioggia battente.
ATMOSFERA APOCALITTICA. Lo scopo? Enfatizzare anche un'atmosfera quasi apocalittica che anima gli eventi.

7. Niente 'buoni': immersione totale nel male

Nel film si nota l'assenza di personaggi in cui la moralità sia evidente e che prendano delle decisioni senza pensare al proprio tornaconto personale o cercando di raggiungere obiettivi poco limpidi.
CRIMINALITÀ INESTRICABILE. Il racconto va invece alla ricerca delle radici del male, mostrando come la criminalità sia inestricabilmente legata alla politica e alla vita civile.

8. Un impegno produttivo imponente: quasi 2 mila comparse

Il filmmaker ha dovuto richiedere la presenza sul set di numerose comparse per alcune delle scene più importanti e imponenti: dalle manifestazioni pubbliche a un incendio, fino a una drammatica sparatoria ambientata in un supermercato.
PROGETTO SPETTACOLARE. Per il film sono così state assunte quasi 2 mila persone per aumentare la spettacolarità del progetto.

9. Film e serie: schema nato nel 2004 con Romanzo criminale

Nel 2004, grazie alle bozze di Romanzo criminale, il produttore Riccardo Tozzi ha individuato una possibile nuova strada per il cinema italiano, evolvendo poi quel progetto anche in una serie tivù.
APPROVAZIONE INTERNAZIONALE. Stesso schema accaduto poi con Gomorra e ora con Suburra, ottenendo l'attenzione e l'approvazione internazionale.

10. Sollima cresciuto nel mondo del cinema: dai cowboy ai criminali romani

Stefano Sollima ha raccontato di essere cresciuto sui set di suo padre Sergio, dove si giravano storie piene di cowboy e pirati, lavorando anche come comparsa in occasione del film Il corsaro nero.
Il passo successivo è stato quello di lavorare come cameraman, fino a poi decidere di intraprendere una carriera da regista.
HOLLYWOOD LO CERCA. Il filmmaker ha già attirato l'attenzione di Hollywood e ha un agente che lo rappresenta negli Stati Uniti, tuttavia Sollima accetterebbe solo se gli venisse offerto un progetto di qualità superiore a quelli di cui si sta già occupando.

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