CINEMA 21 Ottobre Ott 2015 1504 21 ottobre 2015

«The Walk», 10 curiosità sul film di Zemeckis

Nelle sale arriva l'ultimo lavoro del regista premio Oscar. Storia del funambolo che attraversò le Twin Towers su una fune. Un mix di 3D, digitale ed emozioni.

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La storia vera dell'incredibile impresa compiuta da Philippe Petit il 7 agosto 1974 ha ispirato lo spettacolare The Walk, il nuovo film diretto da Robert Zemeckis - lo stesso regista di Ritorno al futuro - presentato in anteprima italiana alla decima edizione della Festa del cinema di Roma e nelle sale da giovedì 22 ottobre.
Grazie all'evoluzione tecnologica e alla bravura del cast tecnico e artistico è stata raccontata l'idea del funambolo francese: l'indimenticabile traversata delle Torri Gemelle del World Trade Center, New York.
CORAGGIO E POESIA. Una storia che racconta con fedeltà la bellezza, il coraggio e la poesia di quel giorno.
Il lungometraggio interpretato da Joseph Gordon-Levitt cerca di coniugare l'aspetto spettacolare con quello emotivo, non riuscendoci forse mai del tutto.
Ma l'unione di follia e ironia che animano Philippe sanno trascinare gli spettatori fino ai 412 metri di altezza in cui ha effettuato la sua epica camminata, senza mai perdere ritmo o compattezza narrativa.
Poco lo spazio dato agli altri interpreti, tra cui un Ben Kingsley purtroppo presente solo con un ruolo minore e l'affascinante Charlotte Le Bon la cui Annie rimane in secondo piano.
GRANDI EFFETTI 3D. Zemeckis è riuscito a sfruttare nel migliore dei modi il 3D riportando in vita le iconiche torri di New York in modo realistico ed efficace, gettando delle basi solide che rendono comprensibile e mai condannabile quel gesto apparentemente pazzo e sconsiderato ma, al contrario, puntando l'attenzione sul suo valore estetico e metaforico.
Un racconto, quello di The Walk, che segue passo dopo passo il progetto di Petit dalla prima 'illuminazione' avvenuta a Parigi fino al momento in cui fu tesa la fune tra le due Torri, presentando attenzione a non compiere passi falsi e mantenendo alta la tensione sugli eventi nonostante l'epilogo della storia sia conosciuto, o almeno quasi del tutto.
UN'ESPERIENZA DIVERSA. The Walk è un film da non perdere per chi ama vivere un'esperienza cinematografica diversa, pur non raggiungendo il livello delle migliori opere di Zemeckis.
Andiamo alla scoperta di qualche curiosià sul lungometraggio e sulla sua realizzazione.

Regia: Robert Zemeckis; genere: drammatico (Usa, 2015); attori: Joseph Gordon-Levitt, Charlotte Le Bon, Ben Kingsley, James Badge Dale.

1. Un sogno illegale e quasi sovversivo: Zemeckis conquistato da Petit

Il regista Robert Zemeckis è rimasto immediatamente conquistato dalla storia del funambolo di origine francese e ha deciso che avrebbe dovuto diventare un film da girare in 3D, proprio per rendere nel migliore dei modi la sua esperienza incredibilmente realistica e spettacolare.
ATMOSFERA DA FAVOLA. Oltre all'elemento della realizzazione di un sogno, pur essendo illegale e quasi sovversivo, da parte di un artista, l'aspetto che ha definitivamente convinto il filmmaker a occuparsi dell'ambizioso progetto è stata l'atmosfera quasi da favola che contraddistingue la narrazione, in grado di far emergere le motivazioni di un artista nell'esprimere la propria creatività in ogni campo.

2. Il legame con Forrest Gump: la voce narrante del protagonista

Zemeckis in The Walk ha ripreso un espediente già utilizzato nel suo capolavoro Forrest Gump, con protagonista Tom Hanks: è la voce di Petit a narrare i passaggi più importanti della storia.
USATA LA STATUA DELLA LIBERTÀ. È stata utilizzata anche la Statua della Libertà come palcoscenico per il racconto, per enfatizzare le caratteristiche più leggere e simili alle fiabe.

3. La cura per i dettagli visivi: sette anni di lavorazione

Gli effetti visivi sono stati curati da Kevin Baillie, che ha lavorato a The Walk per circa sei o sette anni.
Il regista ha iniziato a parlargli della storia di Petit fin da quando stavano lavorando alla realizzazione di A Christmas Carol.
RIPRODOTTE LE TWIN TOWERS. A rendere estremamente complicato il progetto, ovviamente, c'è stato il fatto che si è dovuto ricreare i due edifici, dopo quanto accaduto il tragico 11 settembre 2001.
Il lavoro è stato quindi particolarmente arduo perché l'obiettivo era quello di realizzare le immagini in modo estremamente realistico.

4. Il lavoro sul set: New York vista dall'alto creata in digitale

La scenografa Naomi Shohan ha dovuto ricostruire l'angolo della Torre Sud, che misura 40 piedi per 60, utilizzando poi gli stessi elementi per dare vita sul grande schermo anche alla sua gemella, la Torre Nord.
È stato inoltre necessario ricostruire anche il 110ecimo piano, che si trovava sotto il set del tetto.
USATE FOTO D'EPOCA. Tutti gli altri elementi, compresa la città di New York vista dall'alto, sono stati creati in digitale, prendendo ispirazione da libri, foto d'epoca e un sito web che segnala quali sono gli edifici di nuova costruzione e quali sono invece presente fin da decenni fa.

5. Esercizi sulla corda per Gordon-Levitt: otto giorni dalle 9 alle 17

L'attore protagonista, Joseph Gordon-Levitt, ha potuto contare sull'aiuto dello stesso Philippe Petit per riuscire a prepararsi nel modo più adeguato alle scene da funambolo.
Per otto giorni l'artista gli ha insegnato come camminare in equilibrio su una fune e condiviso con lui le idee sulla vita e sulla creatività.
ACCENTO ASSIMILATO. Il lavoro si svolgeva dalle 9 alle 17, con brevissime pause. La vicinanza con il funambolo ha inoltre permesso alla star di impararne l'accento, le espressioni e alcuni atteggiamenti fisici.

6. La fune 'mascherata': 15 centrimetri di larghezza fatti sparire

Gli effetti visivi hanno permesso a Joseph Gordon-Levitt di girare le sequenze che vedono Petit impegnato nelle sue camminate sulla fune in modo fluido e realistico.
SOLO PER LE SCENE COMPLESSE. L'attore ha realizzato senza espedienti tecnologici le sequenze più semplici, mentre quelle più complesse sono state riprese utilizzando una trave d'acciaio larga 15 centimetri, poi fatta sparire grazie alla tecnologia.

7. La controfigura per i giochi di destrezza: Jade Kindar-Martin

Per quanto l'attore protagonista fosse atletico e preparato, in alcuni momenti è stato necessario utilizzare una controfigura, essendo praticamente impossibile ricreare alcuni movimenti specifici sulla fune, come i cambi di direzione, i saluti o i giochi di destrezza.
QUESTIONE DI FAMIGLIA. Si è quindi scelta una controfigura, Jade Kindar-Martin, allenato da Rudy Omankowsky Jr., il figlio di Papa Rudy, il mentore di Philippe Petit.

8. L'importanza del 3D: conversione durante la post-produzione

The Walk risulta particolarmente convincente ed emozionante grazie alle immagini in 3D che permettono allo spettatore di essere trasportato a 110 piani di altezza.
Zemeckis, per creare la profondità necessaria, ha girato il film in 2D con due macchine da presa, per poi effettuare una conversione in 3D durante la post-produzione.
USATE RIPRESE LUNGHE. Il filmmaker ha inoltre scelto di usare riprese lunghe, rimanendo fermo a quota 826 invece che le migliaia abitualmente utilizzate.

9. I costumi che enfatizzano il personaggio: stile serio e quasi zen

I costumi del film sono stati creati da Suttirat Larlarb, collaboratrice da lungo tempo di Danny Boyle, che ha scelto di lavorare a stretto contatto con Joseph Gordon-Levitt per ideare gli indumenti da utilizzare per portare sul grande schermo la storia di Petit.
GAMMA DI NERI. La scelta è quindi ricaduta su capi che offrissero l'immagine di una persona seria e quasi zen, grazie alla scelta cromatica di utilizzare la gamma dei neri. Diversa, invece, l'ispirazione per il look di Annie: la ragazza ha uno stile simile a Jane Birkin.

10. Un dettaglio emozionante: la firma sulla Torre

Nel film non si assiste solo alla preparazione dell'impresa compiuta da Petit, ma anche a quello che accadde nei giorni successivi.
SPECIALE PASS. Uno dei dettagli più emozionanti è la firma lasciata dall'artista sulla Torre, senza dimenticare il fatto che Philippe ha avuto uno speciale pass per accadere al tetto panoramico senza data di scadenza.
Fino all'attacco terroristico del 2001.

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