Manotva Cultura 151027184513
NOMINA 27 Ottobre Ott 2015 1846 27 ottobre 2015

Mantova è la capitale italiana della cultura 2016

Alla città lombarda un milione di euro per realizzare il progetto. Svincolato dal Patto di stabilità.

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Il presidente della giuria Marco Cammelli, il sindaco di Mantova Mattia Palazzi e il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

Lo scettro di capitale italiana della cultura 2016 passa nelle mani di Mantova.
La città lombarda è stata scelta martedì 27 ottobre dalla giuria di selezione presieduta da Marco Cammelli.
Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha aperto la busta e ha twittato la notizia. L'annuncio è stato accolto da un lungo applauso. Il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, ha preso la parola promettendo che l'amministrazione comunale farà del proprio meglio per dimostrare di aver meritato il riconoscimento.
Marco Carra, deputato mantovano del Partito democratico, ha commentato così: «Siamo felicissimi, è una bella notizia, un risultato nel quale la città sperava, frutto del lavoro intenso fatto dalle istituzioni territoriali. Mantova merita questo titolo».

RISORSE PER LA PROGETTUALITÀ. Mantova ha battuto la concorrenza finale di Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni. Il capoluogo si è aggiudicato un milione di euro per realizzare il progetto presentato e il diritto a escludere le risorse investite dal Patto di stabilità.
Mantova manterrà la carica di capitale italiana della cultura per tutto l'anno. «La capitale europea della cultura spetta ad ogni Paese membro dell'Ue ogni quattordici anni», ha spiegato il ministro Franceschini. «Così abbiamo immaginato di introdurre nel nostro ordinamento una capitale italiana della cultura, seguendo lo stesso percorso previsto per quella europea». Con la differenza che la capitale italiana della cultura sarà eletta con una cadenza decisamente più ravvicinata: «Ogni anno ci sarà quindi la capitale italiana della cultura», ha concluso Franceschini.
L'iniziativa punta a sostenere, incoraggiare e valorizzare le autonome capacità progettuali delle città italiane nel campo della cultura, al fine di promuoverne il valore per la coesione sociale, l'integrazione senza conflitti, la conservazione delle identità, la creatività, l'innovazione, la crescita e il benessere individuale e collettivo.

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