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SPIRITO ASPRO 31 Ottobre Ott 2015 0900 31 ottobre 2015

Apocalypse gnam: l'ansia da bacon è telenovela

La carne fa male? Smettiamo di mangiarla. Fino a dopodomani. Quando la paura passa.

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Per l'Oms le carni lavorate sono cancerogene.

Peccato che l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non abbia lanciato l'allarme sul potenziale patogeno dell'acqua potabile.
I messinesi, da giorni senz'acqua a causa di una frana su una tubatura, se ne sarebbero fatti una ragione.
Ma per ora l'ossido di di-idrogeno, ovvero l'acqua fresca, è una delle poche sostanze in natura non accusate di causare il cancro.
Tranquilli, è solo questione di tempo.
L'ACQUA È COMPLICE. Dopo la nota a proposito della pericolosità della carne rossa e degli insaccati, l'Oms ha annunciato uno scottante rapporto sulla cancerogenicità delle bevande calde - caffè, tè, mate eccetera - impossibili a prepararsi senz'acqua: chi è che mangia la polvere di caffè a cucchiaini?
Quindi, se non è colpevole, sicuramente l'acqua è complice, o addirittura correa.
«Utile et umile et pretiosa et casta» un par de ciufoli, con buona pace di San Francesco: sorellastra acqua è pronta a tingersi di nero o di rossiccio sgorgando da caffettiere e teiere, e a collaborare al malefico piano della Natura per sbarazzarsi degli uomini approfittando della loro golosità, per poi ucciderli, peggio della strega di Haensel e Gretel.
GLI ANIMALI? CI DISTRUGGONO. Gli animali da cortile non ci scacceranno dalle nostre case facendo la rivoluzione, come quelli della Fattoria degli Animali, al grido di «quattro gambe buono, due gambe cattivo».
Oggi preferiscono imitare gli attentatori suicidi in Medio Oriente: si fanno macellare per ucciderci su larga scala, si insinuano dentro di noi sotto forma di succulenta bistecca o di salsiccia alla brace, e una volta annidatisi nei nostri stomaci cominciano lentamente e implacabilmente a distruggerci dall'interno.
Quindi, penitenziàgite, mangioni! Convertitevi, o carnivori! Cambiate vita! La fine del mondo incombe, è solo a una costoletta di distanza.

Il Medioevo tra coltello e forchetta

L'immediato terrore isterico per fettine e bacon, che già 24 ore dopo la nota dell'Oms aveva fatto precipitare del 20% le vendite di carne rossa e gridare al disastro allevatori e industrie alimentari (si è parlato subito di centinaia di migliaia di posti di lavoro a rischio, delineando una simpatica competizione fra tumore e disoccupazione) non c'entra nulla con la prevenzione e la prudenza, è evidente.
Sembra piuttosto che negli ultimi decenni il millenarismo del Medioevo, quando una mattina sì e l'altra pure la viabilità dei grandi centri urbani restava bloccata a causa dell'ennesimo corteo di flagellanti dietro questo o quel frate invasato, si sia trasferito e concentrato nel ristretto spazio tra coltello e forchetta.
IL DIAVOLO MANGIA CARNE. Apocalypse gnam. L'Anticristo sta nel reparto carni del supermercato, in confezioni da 666 grammi, ovviamente.
E l'Angelo Sterminatore aprì una confezione di petto di pollo e ne uscirono aviaria e salmonella; aprì un vassoietto di fettine di scottona e ne uscirono sette diversi tumori maligni; aprì una bustina di wurstel e si diffusero in Occidente diabete e malattie cardiovascolari, e ovunque fu pianto, stridore di denti e interviste a Umberto Veronesi.
OVER 50, SIETE SPACCIATI. (Mentre controllo i dati per questo pezzo, la Rete nelle «notizie correlate» mi avverte che per gli over 50 anche i formaggi sono pericolosi come le sigarette e che il junk food favorisce ansia e depressione, oltre naturalmente a tumori, diabete e infarto; del resto se hai tutte queste brutte cose è difficile non essere depresso e ansioso).

Quando la paura diventa spettacolo e telenovela

Se c'è una paura che non abbiamo, è quella di avere paura. Tanta paura.
Con la minaccia giusta la vita diventa spettacolo, dramma, telenovela.
Ma dev'essere minaccia non di un pericolo immediato, reale e personale, di quelli che spesso ti fanno sentire, a sorpresa, perfettamente calmo e padrone di te, oppure ti tirano fuori risorse che non credevi di possedere.
PERICOLO LONTANO, MA NON TROPPO. Dev'essere paura di un pericolo lontano nel tempo e nello spazio, ma non troppo (chissenefrega, caro Hawking, se fra mille anni l'umanità scomparirà, mi importa di più se fra 10-20 anni sarò alle prese con chemio e radioterapia), che riguarda persone diverse, ma in cui ci possiamo identificare (quindi i quattro bagnanti uccisi ogni anno dagli squali sì e i 100 russi uccisi ogni anno dalla caduta di stalattiti di ghiaccio no).
MINIMA ILLUSIONE DI CONTROLLO. Dev'essere un pericolo che, almeno teoricamente, si può in qualche modo scongiurare (non i terremoti o le bombe d'acqua, per intenderci) in modo da non farci sentire completamente impotenti e darci una minima illusione di controllo.
Ma la prevenzione non deve costarci rinunce troppo fastidiose, tipo smettere di smessaggiare in auto solo perché quest'abitudine è la prima causa di incidenti stradali.

Le malattie moderne sono il pericolo perfetto

Le malattie nella loro concezione attuale - cioè non connaturate al fatto di essere vivi e avere un corpo, ma a comportamenti errati e ripetuti - sono il pericolo perfetto.
E siccome oggi la morte non è più vista come un evento naturale, ma sempre la conseguenza di una malattia o un incidente, se evitiamo malattie e incidenti, chissà, potremmo anche non morire mai.
SPERIAMO NELLA VITA ETERNA. Il popolano medievale, appreso dal monaco che l'Anticristo arrivava dopodomani, correva a confessarsi e indossava il cilicio sperando di assicurarsi la vita eterna nell'altro mondo; noi, informati dall'Oms che mangiare due chili di pancetta affumicata alla settimana alla lunga può favorire l'insorgenza del cancro (notizia già vecchia 20 anni fa) smettiamo del tutto di mangiarla sperando nella vita eterna in questo mondo.
«SIAMO TUTTI POTENZIALI CARCASSE». Poi dopodomani l'Anticristo non arrivava e il popolano medievale ricominciava a peccare. Noi, semplicemente, dopodomani ci dimentichiamo dell'Oms e ricompriamo il bacon.
Anche se il Bacon più pertinente in questo contesto non è il salume, ma Francis, l'artista e critico d'arte contemporaneo, che, non si sa se commentando un Caravaggio o l'ultimo dispaccio Oms, disse «siamo tutti potenziali carcasse».

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