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CAUSA 20 Novembre Nov 2015 0902 20 novembre 2015

Plagio di De Niro, l'avvocato dell'attore scrive ai legali della Grassi

Per Thomas Harvey, «Bob non ha avuto quello script, il suo staff sì». Invia una lettera. Ma la sceneggiatrice non molla.

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La foto con dedica di Robert De Niro a Stefania Grassi.

Sulla scrivania di Stefania Grassi c'è una lettera. Arriva da New York ed è firmata da Thomas Harvey. Lui è l'avvocato a cui Robert De Niro ha affidato la replica alle accuse di plagio e truffa per aver «rubato» la sceneggiatura de L'Uomo in Frac e averla usata per produrre Ellis, il nuovo cortometraggio diretto dall'artista visivo JR che vede l'attore di Quei bravi ragazzi come produttore e protagonista.
Nella missiva di cui Lettera43.it ha appreso i contenuti in esclusiva, si afferma che De Niro non ha mai letto né ricevuto il lavoro della sceneggiatrice italiana, ma si ammette che quelle pagine sono state per mesi nelle mani di Peter Grant e Josh Lieberman, rispettivamente consulente legale e manager del divo di Hollywood.
GRASSI HA LE PROVE. Lettera43 aveva raccontato la storia di Stefania Grassi prima ancora che i media internazionali la riprendessero sulla scorta della replica stizzita della casa di produzione di De Niro, la Tribeca. Avevamo spiegato come una vasta quantità di documenti confermi le comunicazioni tra l'autrice italiana e l'entourage dell'autore. Rossella aveva un progetto, e per il suo Uomo in Frac, frutto del lavoro di cinque anni, voleva un protagonista d'eccezione. Per questo si era rivolta prima a Danilo Mezzetti, in arte Mattei, ex attore e amico di De Niro, oltre che suo sedicente manager in Italia, aveva versato 6 mila dollari sul suo conto, aveva ricevuto da lui email incoraggianti e inoltri dei messaggi di posta elettronica che lo stesso aveva scambiato con De Niro (o con un indirizzo che non appartiene all'attore secondo la versione dei suoi rappresentanti), prima di vederlo sparire nel nulla. Poi si era messa in proprio e aveva contattato il manager e il consulente di De Niro, mandando a loro la sua sceneggiatura. Ci sono stati mesi di corrispondenza prima che Liberman tagliasse i rapporti dicendole che non erano più interessati al progetto.
Mesi dopo, alla fine di settembre, Stefania ha visto il trailer di Ellis e ha scoperto quanto fosse simile al suo Uomo in frac, così ha deciso di diffidare la Tribeca dalla proiezione e diffusione dell'opera e di sporgere querela contro De Niro e la sua casa di produzione.
LA SCENEGGIATRICE INVITATA A RITIRARE LE ACCUSE. Così è arrivata prima la risposta a mezzo stampa, che derubricava ad «assurda e calunniosa» l'accusa mossa contro l'attore, poi quella ufficiale spedita ai legali di Stefania Grassi. Nella lettera, Thomas Harvey invita la sceneggiatrice e gli avvocati Simone Bodio ed Enrico Clerici a ritirare le loro accuse. Ma loro hanno già pronta la risposta in cui affermano di non voler mollare.
«A nostro avviso il contenuto del messaggio di Harvey è contraddittorio», ha spiegato Clerici a Lettera43.it, «com'è possibile che De Niro, attore e fondatore della Tribeca, non abbia ricevuto una sceneggiatura che il suo staff aveva in mano da mesi? Persino il rapporto d'amicizia tra De Niro e Mattei, più volte confermato da entrambe le parti anche in interviste pubbliche, fa pensare che l'attore abbia ricevuto la sceneggiatura». Inoltre, ha aggiunto l'avvocato, Harvey risponde solo per De Niro, non per la Tribeca o Jane Rosenthal, socia dell'attore e produttrice con lui di Ellis. «Nella nostra lettera spieghiamo che per noi si tratta di una difesa molto debole», ha continuato Clerici, «e ci diciamo disposti a un'eventuale transazione a patto di ottenere contestualmente scuse formali e il riconoscimento della proprietà intellettuale della sceneggiatura per Stefania Rossella Grassi».
L'AVVOCATO CLERICI: «PRONTI AD ARRIVARE IN TRIBUNALE». E se questo non dovesse accadere? «È molto probabile che non accada, quasi sicuramente loro non riconosceranno nulla, e noi andremo avanti nelle sede opportuni, portando la causa in un tribunale italiano».
D'altra parte sono convinti di avere tutte le prove necessarie per vincere. Oltre a un asso nella manica. Una dichiarazione firmata da Denis Sobrini, insegnante di sceneggiatura, che ha comparato le due opere e si è espresso così: «Non ci vuole proprio niente, se non due orecchie, due occhi, un cervello e un cuore liberi, per ritrovare nella concretizzazione filmica, oltre che testuale, della produzione americana l'idea e l'anima prima di Stefania Rossella Grassi».
Il 19 novembre, inoltre, JR ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il cortometraggio integrale di Ellis. Sono 14 minuti in cui Stefania Grassi ha ritrovato gran parte della sua scenografia, molto più di quanto era emerso dalla sola visione del trailer. «Stiamo preparando la comparazione di tutte le scene», ha annunciato l'autrice. E Lettera43 vi mostrerà presto anche questa.

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