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LETTERATURA 22 Novembre Nov 2015 0900 22 novembre 2015

Del Paso: «L'islam? È aggressivo come il cattolicesimo»

Lo scrittore messicano premio Cervantes 2015 Del Paso: «Pure la Chiesa perpetrò abusi nei secoli». Romanziere, saggista e pittore, l'80enne a colloquio con L43.

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L'autore messicano Fernando del Paso, premio Cervantes 2015.

Alle 6 del mattino - orario del Messico - del 13 novembre 2015, il telefono della casa in via Andromeda 3545 nel quartiere La Calma, a Guadalajara, «quando ancora il cielo era buio» ha cominciato a squillare inaspettatamente.
«Vista l’ora, non ho potuto pensare nient’altro che una cattiva notizia», dice Fernando del Paso.
Invece, dalla cornetta ha sentito la voce di sua figlia Paulina dirgli: «Mi spiace annunciarti che devi scrivere un altro discorso».
Perché? ha chiesto lui, ancora nel dormiveglia. «Ti hanno concesso il premio Cervantes».
SORPRESO ED ENTUSIASTA. I primi giornalisti che sono arrivati sotto casa sua l’hanno colto nello stesso modo della notizia: sorpreso, entusiasta e in pigiama.
Con la folta chioma nivea e gli immancabili occhiali sfumati, lo scrittore ottuagenario per tutta la mattinata e le ore seguenti ha ricevuto visite, interviste, chiamate di congratulazioni di amici, parenti e funzionari per aver ottenuto il massimo riconoscimento della letteratura nel mondo ispanico, e che molti considerano il Nobel della lingua castigliana: il premio Miguel de Cervantes 2015.
LOQUACE COME UN... TACCHINO. Del Paso dice di sentirsi «come un tacchino» per la notizia.
Non per niente, lo scrittore, nato il primo aprile 1935 a Città del Messico, è oggi particolarmente loquace (da lì il detto messicano di «sentirsi come un guajolote») e sembra improvvisamente essersi recuperato dall’attacco ischemico che nel 2013 gli aveva tolto la parola e lo ha costretto su una sedia a rotelle.
E non risparmia nemmeno un commento sull'islam dopo le stragi di Parigi.

Notizie dell'impero è il suo romanzo più famoso

Con l’aiuto di un logopedista e terapie intensive, dice, ha attraversato un periodo doloroso che gli ha permesso di recuperare la voce, anche se «questa non è più la mia».
Ma soprattutto la miglior cura è stata la ripetuta lettura del suo romanzo più famoso, Notizie dell’Impero: «Ironia della sorte, il libro cui ho dato voce adesso me la ridà indietro».
È STATO SPEAKER BBC. Del Paso, romanziere, saggista, drammaturgo e pittore - la pittura, spiega, è la vendetta della sua mano sinistra sulla destra che scrive -, ha vissuto molti anni in Europa, lavorando come speaker radiofonico della Bbc di Londra in spagnolo e come diplomatico in Francia.
«AMO LA SPAGNA». Del Paese che adesso gli concede il prestigioso premio dice: «La Spagna l’ho sempre amata molto e mi commuove che la madre patria, che ci ha dato la lingua con cui scriviamo e parliamo, continui a interessarsi a ciò che si fa qui in America Latina».

Col Don Chisciotte di de Cervantes legato sin dall'infanzia

Con l’autore del Don Chisciotte Miguel de Cervantes si dice legato fin dall’infanzia, quando, nella casa di uno zio che aveva una fornita biblioteca, rubò il volume per leggerlo.
«Mi sentivo in colpa; poi un giorno, aprendo un armadio di mio padre, trovai diversi libri di quella biblioteca. Lui, un po’ imbarazzato, mi disse: ‘Beh, tanto tuo zio non li legge’», ricorda emozionato.
Nella sua vita e carriera ha riletto diverse volte il romanzo e su di esso ha scritto alcuni saggi.
MARQUEZ L'HA INFLUENZATO. Oltre a Cervantes, ricorda tra le sue prime letture Giulio Verne e Emilio Salgari, anche se gli autori che maggiormente hanno influenzato la sua scrittura sono stati William Faulkner, Rebelais, Juan Rulfo, James Joyce e Lezama Lima, e le sue opere si inscrivono in una tradizione letteraria latino americana che va da Tres tristes tigres, di Guillermo Cabrera Infante, Cien años de soledad, di Gabriel García Márquez, a El siglo de las luces, di Alejo Carpentier.
«IL PREMIO ME L'ASPETTAVO». Sul premio Cervantes, che gli deve essere consegnato il 23 aprile 2016 a Madrid, dice che è il culmine di una vita dedicata alla letteratura.
Da alcuni anni se lo aspettava, «almeno sei o sette», ma «aveva già perso la speranza di ottenerlo».

Sesto messicano a ricevere il riconoscimento

Si dice contento per essere il sesto messicano a riceverlo, dopo Octavio Paz, Carlos Fuentes, Sergio Pitol, José Emilio Pacheco e Elena Poniatowska.
Del Paso è il 30esimo premiato, secondo il verdetto della giuria, «per il suo apporto allo sviluppo del romanzo unendo tradizione e modernità, come lo fece Cervantes ai suoi tempi. I suoi romanzi pieni di rischi ricreano episodi fondamentali della storia del Messico, rendendoli universali».
In Notizie dell’Impero, per esempio, narra il periodo della dominazione francese sul Messico, attraverso la storia di Massimiliano d’Asburgo e sua moglie Carlotta.
HA ISPIRATO MAGRIS. Questo romanzo ha ispirato Claudio Magris nel suo libro Alla cieca, per «il fluire agglutinante che trasporta, mischiando erudizione, sensualità e delirio in grumi intricati di vita e storia», come ha detto lo stesso scrittore italiano nel 2014 nel ricevere il premio di letteratura romanza, nella Fiera del Libro di Guadalajara
STORIA COME TEMA DI FONDO. La storia, infatti, è sempre il tema di fondo dei romanzi di Del Paso.
In José Trigo descrive il grande sciopero dei ferrovieri, e in Palinuro del Messico - il preferito tra i libri che lui stesso ha scritto, dichiara -, tratta della repressione del 1968 degli studenti a Città del Messico (su cui ha scritto Oriana Fallaci, che risultò anche ferita durante gli attacchi nella piazza delle Tre culture).
La critica all’oppressione e alla realtà che lo circonda è un’altra caratteristica di Del Paso scrittore e giornalista, che non perde occasione per denunciare la situazione difficile che sta vivendo il Paese.

Non ha perso lo spirito combattivo né la voglia di scrivere

«Esorto le autorità, cominciando da quelle federali, a combattere i mali del nostro Messico, provocati per la loro inettitudine e avarizia, che ha prodotto 50 milioni di poveri e impiegati che sopravvivono con uno stipendio da miseria, vittime della delinquenza organizzata, di estorsioni e di corruzione», ha dichiarato in conferenza stampa.
Oltre a non aver perso la parola né il suo spirito combattivo, Del Paso continua anche a scrivere.
Sta per terminare il secondo volume di Bajo la sombra de la historia (All’ombra della storia), un saggio sul giudaismo, il cristianesimo e l’islamismo.
«L'ISLAM È AGGRESSIVO». Su quest’ultima religione e a proposito degli attentati perpetrati a Parigi la sera del 13 di novembre 2015, termina con una riflessione:
«La risposta ai conflitti nel mondo è il rispetto assoluto di quello che pensano e fanno gli altri. Penso che per questo l’islam sia un problema, perché è molto aggressivo. Però quelli che come me denunciano l’aggressività dell’islam, sono coscienti, e denunciano anche gli abusi che la religione cattolica ha perpetrato durante secoli».

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