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FACCIAMOCI SENTIRE 23 Novembre Nov 2015 1210 23 novembre 2015

Viva la libertà di stampa, ma facciamone buon uso

Dal caso vaccini all'allerta terrorismo: la spettacolarizzazione genera ansia. Dov'è finito il ruolo educativo dei media?

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Non c’è dubbio che il mondo stia vivendo un periodo particolarmente difficile.
Attualmente per quanto riguarda le notizie brutte e tristi c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Personalmente vedo però una certa esagerazione mediatica che sicuramente non aiuta a vivere meglio.
Lungi da me l’idea di sottovalutare i rischi che in questo momento stiamo tutti correndo a causa di quello che lo stesso Santo Padre ha definito la “Terza guerra mondiale”, ma proprio perché i rischi sono così elevati i media dovrebbero giocare un ruolo di “educazione” più socialmente adeguato al contesto anziché privilegiare la spettacolarizzazione più o meno selvaggia di quanto sta accadendo.
L'ANSIA PRIMA DI TUTTO. Quasi tutti gli argomenti che vengono oggi trattati dai media generano se non paura almeno una certa ansia.
Il tema delle condizioni metereologiche è l’esempio più semplice, se volete, ma più evidente. Si susseguono allerte per il troppo caldo o per il troppo freddo, per la siccità o per le alluvioni come si trattasse di un videogioco.
Gli scienziati che tempo fa dicevano che il mondo si sarebbe avviato a un processo di desertificazione oggi ci consigliano di trasferirsi in montagna per evitare l’innalzamento del livello del mare.
Ma anche lì sarà difficile star tranquilli tra ghiacciai che si ritirano e copiose nevicate che invece si registrano sempre più spesso.
DAL CIBO AL METEO. Ogni tanto viene ritrovato un cadavere sotto i ghiacciai che dicono essere rimasto lì per tantissimi anni. Non sono uno scienziato esperto della materia ma allora vuol dire che i ghiacciai si allungano e si ritirano in cicli temporali difficilmente misurabili per via della loro lunghezza.
Per il mangiare è la stessa cosa: chi mangia più tranquillamente carni rosse e insaccati dopo la recente pubblicazione dello studio dell’Oms sui relativi effetti cancerogeni? Ma è così che si tratta un argomento simile sia per i prioritari effetti sulla salute ma anche per gli indubbi aspetti economici che può provocare?
Una volta qualcuno disse che il basilico, tanto caro non solo ai genovesi, provocava aborti e cancro.
PER NON PARLARE DEI VACCINI. Recentemente si è aperta una polemica sulla utilità/inutilità dei vaccini e anche di alcuni farmaci. Sempre facendo riferimento all’ignoranza che mi contraddistingue su questi temi registro però che l’età media della popolazione sta crescendo per cui una qualche contraddizione dovrà pur esserci.
In Italia, stante la cronica situazione debitoria del Paese legata a una spesa pubblica che, soprattutto nel passato, è stata certamente fuori controllo, il tema pensioni viene affrontato e discusso almeno settimanalmente.

I talk show? Non c'è posto per le storie a lieto fine

Roma, controlli dei poliziotti al Colosseo.

Ci si rende conto quanto questa incertezza possa essere devastante per una categoria di persone che essendo uscita dal ciclo attivo della vita ha la naturale tendenza ad esasperare tutte le incertezze relative alla propria vita futura? Non parliamo poi del lavoro o peggio della disoccupazione.
Il tasso di disoccupazione giovanile è superiore al 42%. Parlando delle aziende si parla solo di quelle che falliscono, delocalizzano, eccetera.
Anche qui lungi da me l’idea di sottovalutare il problema ma qualcosa di positivo dovrà pur accadere se continuiamo a stare in piedi e in taluni casi meglio di altri Paesi simili a noi.
Ma non esiste un talk show “in positivo”. Chi può portare una esperienza finita bene probabilmente non viene nemmeno invitato.
LA SPETTACOLARIZZAZIONE DELLE DISGRAZIE. L’altro giorno facendo zapping incrocio una di queste trasmissioni che spettacolarizzano le disgrazie. Dopo aver parlato 20 minuti dei rischi per la sicurezza a causa dei recenti fatti francesi, hanno mostrato un cartello su quanti cittadini credevano che potrebbe succedere qualcosa di grave durante il prossimo Giubileo.
Cioè prima diffondono ansia e paura e poi la vanno a misurare con il solito “cartello” (entrato ormai nel gergo televisivo) che mostra le varie percentuali.
In Italia (incrociando naturalmente le dita) nei grandi eventi organizzati (dall’ultimo Giubileo ai grandi raduni del papa e considerando i anche i grandi eventi sportivi per finire con la recente Expo 2015) non è fortunatamente successo mai niente di grave.
ITALIANI, SU LA TESTA. Gli italiani sono talmente masochisti e cinici nei confronti di loro stessi che pensano che anche questo aspetto è un segno della “scarsa considerazione” che gli altri hanno di noi.
Non saremmo presi in considerazione neanche per un atto tragico. E se fossimo invece più bravi degli altri? E se, avendo pagato un prezzo elevatissimo durante i cosiddetti anni di piombo, avessimo imparato meglio degli altri a difenderci da attacchi terroristici?
Non che questo ci metta al riparo da nessun rischio futuro ma qualcosa di buono potrà esistere pure in questo Paese anche se dire questo disturberà i professionisti dei talk show nostrani?
Proprio stamattina i giornali riportano dell’ennesima sparatoria in un parco di New Orleans con almeno una quindicina di feriti. Come noto i college americani sono tragicamente colpiti da eventi simili spesso con molte vittime.
LA LIBERTÀ DI STAMPA? UNA CONQUISTA, MA... I nostri media sono però molto più focalizzati sulla raccomandazione dell’Ambasciata americana di evitare di circolare nei pressi del Colosseo dove (sempre ringraziando il Padreterno) non è mai successo nulla di grave.
Come avrebbero invece trattato gli avvenimenti americani? Avrebbero suggerito la chiusura di tutte le scuole e di tutti i parchi? Io credo che dalle situazioni difficili se ne esca tutti insieme ognuno facendo il proprio dovere e considerando che chi parla alle masse ha più responsabilità di altri.
In Italia la libertà di stampa e di pensiero è un diritto giustamente e fortunatamente sancito dalla costituzione. Lo considero un bene inalienabile. Facciamone però un buon uso.

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