CINEMA 10 Dicembre Dic 2015 1820 10 dicembre 2015

«Il mio vicino Totoro», 10 curiosità sul film e il suo creatore

Torna il film di Miyazaki. Per celebrare 30 anni di Ghibli. Dieci curiosità. Foto.

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Il 2015 ha permesso di celebrare il 30esimo compleanno dello Studio Ghibli e per l'occasione, il 12 e il 13 dicembre, ritorna nelle sale quello che è forse il più amato e conosciuto lungometraggio animato nato dall'immaginazione del maestro Hayao Miyazaki: Il Mio Vicino Totoro (guarda la gallery).
DUE BAMBINE E UNO SPIRITO DELLA FORESTA. Le protagoniste sono le due sorelle Satsuki e Mei che si trasferiscono, insieme al padre, in una casa di campagna. Le bambine, in attesa che la madre venga dimessa da un vicino ospedale, imparano quindi a conoscere un mondo abitato da creature fantastiche, tra cui Totoro: un simpatico spirito della foresta, grigio e morbido che sembra un incrocio tra un orso e un gatto. Satsuki e Mei, dopo averlo incontrato, vivranno un'avventura meravigliosa e magica all'insegna dell'amicizia.
AMICIZIA, RISPETTO PER LA NATURA, MALATTIA: I TEMI DEL FILM. La storia affronta con grande delicatezza e poesia tematiche importante come l'amicizia, il rispetto per la natura e le difficoltà della vita, e la rappresentazione dettagliata e magica dei luoghi e delle creature ideata da Miyazaki ha gettato le basi per un capolavoro dell'animazione in grado di conquistare intere generazioni, regalando nuove scoperte a ogni visione. Il Mio Vicino Totoro fa vivere moltissime emozioni e trasporta in un mondo sospeso tra finzione e fantasia, regalando dei personaggi ormai entrati nell'immaginazione degli spettatori di tutto il mondo.
Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sullo Studio Ghibli e su Il mio vicino Totoro.

  • Il trailer del ritorno nelle sale di Il mio vicino Totoro.

1. Hayao Miyazaki: un animatore laureato in scienze politiche

Hayao Miyazaki si è laureato nel 1963 in Scienze politiche ed economiche alla Gakushuin University prima di iniziare a lavorare per la Toei animation company. I suoi studi sono stati piuttosto insoliti per un animatore ma si tratta di una caratteristica in comune con il suo mentore Isao Takahata. Miyazaki è inoltre sempre stato appassionato di letteratura infantile e ha dimostrato presto il suo grande talento come disegnatore.
STUDI ALLA WALT DISNEY. Dopo aver diretto la serie Conan, il ragazzo del futuro e il film Il castello di Cagliostro, Hayao ha studiato a Los Angeles insieme ai Nine old men della Walt Disney, diventando amico e compagno di classe di John Lasseter. Lo Studio Ghibli è stato fondato nel 1985 da Miyazaki insieme a Takahata, con lo scopo di dare grande importanza all'arte dell'animazione, senza pensare esclusivamente agli scopi commerciali.

2. Un nome italiano per uno studio giapponese: Ghibli

Miyazaki ha scelto il nome Ghibli per il suo studio prendendo ispirazione dal nome che i piloti italiani in Nord Africa diedero a un vento caldo del deserto e ai loro aeroplani da ricognizione.
APPASSIONATO DI VOLO E ITALIA. Il regista è infatti un grande appassionato di antichi velivoli e ama l'Italia, motivi che l'hanno spinto a mantenere il nome originale. E che nel 1992 l'hanno portato a realizzare Porco rosso, la storia di un aviatore italiano antifascista trasformato in maiale da una maledizione.

3. Un logo scelto per gratitudine: Totoro

Totoro, il protagonista del film in sala nel weekend del 12 e 13 dicembre, è anche il simbolo della casa di produzione. Ma lo è diventato in un secondo momento.
UN GRANDE SUCCESSO COMMERCIALE. Un fabbricante di peluche ha ottenuto l'autorizzazione dallo Studio Ghibli per realizzare dei giocattoli ispirati al simpatico spirito della foresta. I pupazzi, messi in vendita due anni dopo l'arrivo nelle sale del film, sono stati un grande successo e grazie alle vendite lo studio ha potuto coprire il deficit nei costi di produzione dei suoi altri film, facendo così diventare Totoro il proprio logo per gratitudine.

4. Il mese di Totoro: maggio

Hayao Miyazaki ha rivelato in alcune interviste che Il mio vicino Totoro andrebbe visto a maggio perché i nomi delle due protagoniste hanno un legame con il mese.
DA UNA PROTAGONISTA A DUE SORELLE. Mei è ispirato a May (Maggio in inglese) mentre Satsuki è tratto dal modo in cui una giornata di maggio viene chiamata in giapponese. Inizialmente, inoltre, Mei doveva essere l'unica protagonista del film, confermando questo stretto legame con il quinto mese dell'anno.

5. L'origine di Totoro: un troll un po' procione, un po' gatto e un po' gufo

Totoro non è un personaggio tratto dalla tradizione giapponese ma è stato creato dall'immaginazione di Hayao Miyazaki unendo alcuni elementi di vari animali: procione, gatto e gufi.
UN NOME BALBETTATO. Il nome è invece preso dalla parola tororu che significa troll, poi pronunciato in modo balbettante nel film in lingua originale dalla piccola Mei.

6. Non solo Totoro: il Gatto che volle diventare autobus

Nel film Totoro si sposta grazie al Gattobus: una creatura con dodici zampe con cui può muoversi velocemente ed è invisibile a chi non ne conosce l'esistenza.
I GATTI VECCHI CAMBIANO FORMA. In Giappone si crede che i gatti possano cambiare la propria forma se sono abbastanza vecchi, grazie alla magia.
Il Gattobus sarebbe proprio uno di questi animali che è stato affascinato da un autobus, scegliendo il mezzo di trasporto per cambiare il proprio aspetto.

7. Un set biografico: Miyazaki ha vissuto nei luoghi del film

La storia del film Il mio vicino Totoro è ambientata nella prefettura di Saitama, dove ha vissuto Hayao Miyazaki.
LA MAMMA MALATA DI TBC: COME QUELLA DI HAYAO. La famiglia protagonista, inoltre, sceglie di trasferirsi lì perché la madre è ammalata di tubercolosi, malattia che aveva colpito anche la mamma del regista.

8. Il legame con lo scintoismo: santuari, spiriti e statue

Nel film gli alberi in cui vivono i totoro hanno sui propri rami delle corde sacre, chiamate Shimenawa, fatte di carta e paglia.
L'ALBERO PROTETTORE. Il padre e le due bambine legano un fiocco all'albero per ringraziare il suo spirito e l'intera foresta per aver protetto la piccola Mei.
Nel lungometraggio si vedono poi un santuario abbandonato, le cappelle erette ai lati della strada e le statue raffiguranti un dio buono che dovrebbe proteggere le anime dei bambini.

9. Non un Totoro solo: colori e dimensioni diverse

Nel film vengono mostrati diversi tipi di totoro, a cui ci si riferisce utilizzando gli aggettivi giapponesi: O è il grande e grigio, Chu è di grandezza media e blu, e chibi è quello piccolo e bianco.
IL PRIMO INCONTRO ÈCON UN CHIBI. Inizialmente Mei conosce quello più minuto e solo più tardi scopre quello più grande e uscito da un buco in un albero.

10. La casa di Mei e Satsuki ricostruita a Nagoya: su progetto del figlio di Hayao

In occasione della Fiera Mondiale che si è svolta nel 2005 a Nagoya è stata costruita nella realtà la casa delle piccole protagoniste del film Il mio vicino Totoro.
DESIGN DEL FIGLIO DI HAYAO. Il design e la supervisione della costruzione vennero curate da Goro Miyazaki, il figlio di Hayao.

Regia: Hayao Miyazaki; genere: animazione (Giappone, 1988).

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