SHOW 11 Dicembre Dic 2015 0040 11 dicembre 2015

X Factor 9, vince Giosada

Il talent va al cantante pugliese. Ma a vincere è la musica. Nell'edizione migliore di sempre. Foto.

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Dalla prima all'ultima puntata non ha mai sbagliato una nota. Per tutti era il più bravo, ma essere bravi non basta. Giosada, però, non è solo bravo, è uno che convince sempre, qualsiasi cosa canti, in qualunque modo si muova. Che sia alle prese con un brano rock come The best of you dei Foo fighters o una ballata alla Modà come il suo inedito Il rimpianto di te.
È uno così bravo da mettere quasi in soggezione, l'unico capace di finire al ballottaggio senza aver mai steccato una nota. Il più bravo, a detta di tutti, e con un fascino da playboy consumato che, ipse dixit, fa fatica a scegliere tra tante donne belle «come davanti al menù della pizzeria».
LA MUSICA TORNA AL CENTRO. Ha dominato la nona edizione di X Factor, la più ricca di talento, quella con una qualità media mai vista prima in un talent, quella in cui la musica è tornata al centro di tutto, mettendo da parte gossip e scaramucce tra giudici.
Giovanni Sada, 26 anni, ha iniziato a cantare che ne aveva 7. E per conquistare il suo primo contratto musicale ha dovuto battere una serie di rivali temibilissimi. Ultimi in ordine di tempo gli Urban strangers, due 20enni di Napoli che forse non erano i più bravi del lotto, ma sicuramente erano i più freschi. Voce, chitarra, sintetizzatori. Capaci di dare il meglio di loro in versione minimale, come con Ocean di Jay-Z e Danny Ocean, eseguita alla grande in finale dopo averla completamente toppata nella seconda puntata anche a causa di un problema tecnico, molto meno convincenti su una produzione più complessa come quella del loro inedito Runaway, comunque primo su iTunes per tutta la settimana.
ELIO: «CHIUNQUE VINCA È GIÀ UN CANTANTE». «Chiunque vinca è già il cantante», aveva detto Elio poco prima che Alessandro Cattelan annunciasse il nome del vincitore. Profezia facile, ma vera. Come gli Urban strangers, in Italia, non c'è nessuno. Almeno per ora. E il pubblico ha già dimostrato di avere una voglia disperata di questo genere di prodotto.
Così come manca una voce come quella di Davide, che con My soul trigger ha portato sul palco l'inedito migliore del lotto: un brano soul scritto da Luca Chiaravalli e Chanty, a cui il ragazzo siciliano ha aggiunto un suo rappato e una carica emotiva interamente dedicata alla sua Sicilia, lasciata anni fa per andare a Londra a cercare fortuna e inseguire il sogno di fare il cantante. Davide rappa bene e canta pure meglio, un'altra bella scoperta di questa edizione di X Factor.
ENRICA QUARTA. Si è dovuta accontentare del quarto posto Enrica, approdata alla finale dopo aver superato due ballottaggi ed eseguito l'inedito I found you scritto per lei da Skin. Se Giosada è sempre stato perfetto, dall'inizio alla fine, Enrica ha avuto una crescita esponenziale che ha stupito tutti. Partita in sordina, all'ombra delle compagne di squadra Margherita ed Eleonora, ha mostrato personalità e qualità crescenti live dopo live, ma giunta all'ultimo atto si è dovuta fermare a una prima manche decisamente particolare.
La finale si è infatti aperta con un medley in cui i concorrenti hanno duettato con Cesare Cremonini su brani del cantautore bolognese. Enrica ha scelto La nuova stella di Broadway, e quelle poche note cantate con l'accompagnamento del pianoforte di Cremonini sono state le sue uniche al Mediolanum Forum.
GLI OSPITI: SKIN MEGLIO DI CHRIS MARTIN. Alti e bassi nelle esibizioni dei big. Spettacolare l'apertura, con Alessandro Cattelan e i giudici calati dall'alto per cantare tutti insieme. Rivedibile l'esibizione dei Coldplay. Il nuovo stile strizza l'occhio alla dance pop e fa venire nostalgia dei bei tempi di Parachutes e A rush of blood to the head, quelli di Yellow e The Scientist. Il paradosso è che ora che sul palco appaiono allegri, i Coldplay suonano decisamente più tristi. E il look di Chris Martin, 38 anni e un matrimonio certamente impegnativo con Gwyneth Paltrow alle spalle, non aiuta: maglietta a maniche corte, sotto maglia attillatissima a maniche lunghe, jeans rivedibili e scarpe dai colori sgargianti. Un abbigliamento che fa tanto giovanilismo e crisi di mezza età.
Nemmeno gli Skunk Anansie di Love someone else sono sembrati quelli dei tempi migliori, ma Skin è sempre la solita Skin: un idrante pronto a spruzzare carisma sulla folla con ogni acuto e ogni passo mosso sul palco.
ELIO E LE STORIE TESE I MIGLIORI. Così come Servi della gleba è sempre Servi della gleba, ed Elio è ancora più Elio quando canta con le storie tese, quando sul palco con lui salgono Rocco Tanica, Faso, Cesareo e Christian Meyer.
Una chimica perfetta che manca, invece, a Mika e Fedez. La loro Beautiful disaster è un esperimento non del tutto riuscito, comunque schizzato oltre il milione di visualizzazioni su YouTube, costringendo i due a mantenere la promessa di uno spogliarello: via le magliette al termine del brano, mentre Elio, dall'altra parte, rispondeva abbassandosi i pantaloni e restando in mutande.
A chiudere le esibizioni è stato lo stesso artista che le aveva aperte, Cesare Cremonini, che si è esibito con Lost in the weekend, singolo tratto dall'album Più che logico (live). Poi è stata l'attesa per l'annuncio, ad anticipare le lacrime di gioia di Giosada. Ventisei anni e un talento straordinario, con la speranza che i prossimi singoli siano un po' più rock di Il rimpianto di te.

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