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MUM AT WORK 12 Dicembre Dic 2015 1430 12 dicembre 2015

Mamme part-time, la lezione di Myrta Merlino

Dalla paura della maternità alla capacità di conciliarla col lavoro. Da madri si è più forti.

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Myrta Merlino, giornalista di La7.

«Ecco, adesso questi mi fregano», pensò Myrta Merlino quando scoprì di essere incinta (di due gemelli).
Lei, giornalista - oggi conduttrice ogni mattina su La7 di L’aria che tira - sperava di avere più tempo per consolidare il suo lavoro e i suoi progetti: «La maternità ci capovolge, ci mette a testa in giù. Ma poi ti rendi conto che in realtà hai più forza di quella che sospettavi».
Merlino ha da poco pubblicato con Rizzoli Madri. Perché saranno loro a cambiare il nostro Paese.
A Lettera43.it la giornalista spiega che «il lavoro è il nostro problema: devi dimostrare che puoi permetterti di fare la madre e di lavorare. Un maschio invece non deve dimostrare niente. Mi è capitato che uno dei miei tre figli stesse a casa con la febbre. E allora che fai? Lasci il lavoro e vai da lui. Ma ti chiamano dall’ufficio. Quindi sei a casa, ma devi lavorare. E hai la sensazione di non riuscire a fare bene niente».
STORIE DI DONNE DIVERSE. Merlino ammette che per anni si è sentita «devastata, per essere una madre che lavora. Poi passa il tempo e ti senti più sicura di te, diventi più brava, più autorevole. Adesso al lavoro detto io i tempi. Per esempio, mio figlio si è operato al ginocchio e ho fatto la spola dalla redazione alla clinica».
Il libro nasce dal fatto che Merlino si è resa conto che «abbiamo tutti gli stessi problemi. In Madri racconto di donne diversissime l’una dall’altra, ma ognuna è un pezzo di ciascuna di noi, in ognuna possiamo rispecchiarci».
È un viaggio nella maternità di oggi, che ti può schiacciare o rendere invincibile: «L’ho scritto anche per capire meglio me stessa», racconta la conduttrice.
In tutto il libro il tema del lavoro è un sottofondo. Un fronte di scontro tra madri e figli. Ma si ha la sensazione anche che sia un lavoro l’essere madre.
L'ACCETTAZIONE DELLA GRAVIDANZA. Si inizia la lettura con le difficoltà dell’autrice di 'accettare' la gravidanza e continuiamo con la storia della preside del liceo di Roma, Michela, che ci mette di fronte «al senso di colpa dell’essere madri part-time. Torni a casa alle otto di sera dal lavoro e ti chiedi: 'Come faccio a essere una brava madre?'. Allora inizia a controllare i compiti dei figli, ti viene l’ansia da prestazione rispetto ai loro risultati. Ma invece è ansia per la nostra perfomance di madre».
Le mamme tradizionali, dice la giornalista, «questo atteggiamento non ce lo avevano, ma perché loro non andavano a lavorare. Noi invece ci dividiamo tra carriera e casa e ci mettiamo continuamente alla prova. Siamo delle brave madri?».
Questo nuovo tipo di «maternità part-time», come l’ha definita Merlino, «ti fa sclerare se un prof attacca tuo figlio e ti dice che a scuola non funziona. Ti senti accusata di non essere un genitore adeguato e vai in cortocircuito».
LA CHIAVE DEL CAMBIAMENTO. Per Merlino le mamme saranno la chiave del cambiamento del nostro Paese - come recita il sottotitolo - perché «la mamma è la prima cellula, è quella che cuce e rammenda le famiglie, è quella che 'tiene insieme' la società».
Scorrendo le varie storie, Merlino si confronta con tipi di madri diverse, come Toya, la mamma di Baltimora che andò a riprendersi il figlio che stava manifestando per strada. Oppure Sandra, mamma di un figlio 'elettivo', che le tira fuori la forza di un leone.
«Mi sono confrontata con ciascuna di queste storie anche per conoscermi meglio. Io con i miei figli ho un tipo di rapporto molto amoroso, tanto che mio marito mi chiama 'mamma tappetino', perché ho sempre l’istinto di aiutarli e ho dei problemi a fare quella autoritaria», ironizza. «Per dire di no e per dare una punizione, io ci devo arrivare e ci metto un po’, poi magari non ci dormo la notte».
LA MATERNITÀ PUÒ RENDERCI INVINCIBILI. Per Merlino è bello l’approccio della mamma all’italiana, «non è un caso se gli Abba hanno cantato Mamma Mia!, siamo come un brand» anche se il modello Filomena Marturano dovremmo riuscire a superarlo. «Annullarsi per i figli non fa bene a nessuno».
Ma poi leggi la storia di Cecilia che ha perso un figlio dall’altra parte del mondo e che sta lottando contro un intero Stato, il Messico. Per avere giustizia per il suo Simone si è completamente dedicata alla causa: «Lei è una cavaliera dalla forza infinita, una storia lontana che ci dice molto su cosa può essere la maternità». A volte, può renderci invincibili.

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