CINEMA 15 Dicembre Dic 2015 1038 15 dicembre 2015

La maledizione di Star Wars, gli attori rovinati dalla saga

Carrie Fisher è finita in rehab. Mark Hamill a fare il doppiatore e film di serie B. Jake Lloyd addirittura in cella. Gli attori di Guerre Stellari caduti in disgrazia.

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La Forza sarà di nuovo con tutti noi il 16 dicembre.
E un cocktail di nostalgia e curiosità ci riporterà come bimbi al cinema sotto l'epico rullo stampato in giallo: Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...
Ma se i milioni di cultori di Star Wars sono già pronti a scommettere che The Force awakens, il settimo episodio dell'epopea fantascientifica finirà (ancora) per violentare l'originale un motivo c'è.
BRAND SPREMUTO DAL MERCHANDISE. Il marchio Disney sulla pellicola (che ha coperto di quattrini l'ormai “artisticamente rimbambito” George Lucas per diritti d'oro del franchise) c'entra fino a un certo punto.
Alla mungitura commerciale della saga di Luke Skywalker e compagni - da spin-off ai fumetti, dai videogames ai giocattoli fino ai gadget più assurdi come il sacco a pelo Tauntaun, lo zainetto-Yoda o l'accappatoio tunica-jedi - gli appassionati hanno fatto il callo.
UN MITO TROPPO PESANTE. Semmai la questione ha a che fare con l'insostenibile pesantezza del mito. Con l'improponibile missione di riscriverlo o reinterpretarlo. Perché Guerre Stellari è talmente “sacro” per i fan e incastonato all'immaginario collettivo da essere diventato un anatema per chi vi si è cimentato (guarda le foto).
È la Star Wars curse. No, non la sospetta sfiga incollatasi a Harrison Ford, che prima si è rotto una gamba sul set della nuova pellicola della serie e poi si è schiantato mentre pilotava un velivolo d'epoca riportando fratture multiple. Stiamo parlando della matematica incapacità dei membri del cast di rimanere sotto i riflettori una volta allontanatisi dall'iconica saga spaziale.

Carrie Fisher, tra tossicodipendenza e bipolarismo

Carrie Fischer ha interpretato il ruolo della Principessa Leila.

Carrie Fisher ha impresso il suo travaglio post-Ritorno dello Jedi nel romanzo semi-autobiografico Cartoline dell'Inferno (poi diventato un film nominato all'Oscar) e in spettacoli teatrali conditi di disincantata ironia.
PIÙ VOLTE IN REHAB. L’attrice non ha infatti mai nascosto la sua dipendenza da cocaina e alcol già a partire dalla fine degli Anni 70, finendo più volte in rehab. Né di aver sniffato anche durante le riprese del primo film del 1977.
O di essere stata quasi licenziata in tronco durante le riprese The Blues Brothers nel 1980 perché incapace di portare a termine una singola scena.
Anni dopo, sulla blogosfera, esagitati cultori dell'universo creato da Lucas le hanno rimproverato di aver «tradito la principessa Leia», ingrassando troppo. «Scusatemi tanto se dopo Guerre Stellari non ho mangiato solo lattuga e semi di girasole», aveva ribattuto, «se proprio insistete smetterò di nutrirmi e di prendere gli psicofarmaci per il mio disturbo bipolare, così potrete venire tutti a trovarmi in manicomio. Dove mi troverete ultra magra nel mio bikini metallico, proprio come allora».
MARK HAMILL, DOPO LUKE QUASI NULLA. Hollywood, per dirne un altra, proprio non ce lo vedeva Luke Skywalker senza una spada laser in mano.
E allora Mark Hamill, smessa la tunica da jedi, ha dovuto accontentarsi di ruoli secondari e rifarsi una vita da autore di fumetti e doppiatore.
Così agli spettatori americani della serie animata di Batman è capitato di sentire il Joker parlare con la voce dello Jedi più famoso al mondo.
Ma per tornare a far vedere il suo volto, Hamill ha dovuto accettare di passare al “lato Oscuro” interpretando il cattivo Trickster nel telefilm Flash dei primi Anni 90.
Ecco perché la partecipazione a Il risveglio della Forza, per lui, non è solo una questione di cuore come per Harrison Ford (prigioniero della grafite nella favola fantascientifica ma mai del suo ruolo di Han Solo), ma una vera e propria benedizione.
PETER MAYHEW, UNA VITA DA CHEWBECCA. Non avrebbe mai potuto dire di no alla Disney e a J.J. Abrams nemmeno Peter Mayhew, il volto dietro Chewbecca, che non ha mai dimenticato in tintoria il suo costume di pelo.
Per 40 anni l'ha messo a ogni convention in giro per il globo, scegliendo una vita da wookiee.
Dopo la prima trilogia è tornato per il III episodio, La vendetta dei Sith, e sarà presente anche in Il risveglio della Forza. Meglio di lui hanno fatto solo Kenny Baker, per sei capitoli nascosto dentro al robot R2-D2 ma accreditato solo per rispetto nell'Episodio VII, e Anthony Daniels, unico a essere presente in tutti i film della saga, sebbene nel costume di latta di C-3PO.

Ahmed Best e il peso di Jar Jar Binks

Jar Jar Binks, interpretato da Ahmed Best.

Mayhew, Baker e Daniels hanno incarnato la linea comica di Star Wars, diventando beniamini dei fan.
Esattamente ciò che non è riuscito ad Ahmed Best. Il volto e il nome dicono poco, ma il suo personaggio è il più famigerato e odiato della saga.
Jar Jar Binks, l'alieno anfibio di Naboo con il becco d'anatra, è riuscito a catalizzare su di sé tutta la rabbia dei fan, diventando il parafulmine di una seconda trilogia decisamente poco azzeccata che ha rischiato di macchiare anche le carriere di attori affermati come Ewan McGregor e Natalie Portman.
LE ACCUSE DI RAZZISMO A LUCAS. Goffo come Pippo, con la cadenza e l'accento simili a quelle delle caricature degli afroamericani che andavano di moda nei Minstrel Show degli Anni 20, Jar Jar è valso a George Lucas la poco invidiabile accusa di razzismo. E non ha portato fortuna nemmeno al suo interprete.
«Pensavo che La minaccia fantasma sarebbe stato l’inizio di una promettente carriera, ma non è mai andata in quel modo. Le porte che avrei voluto si aprissero non l’hanno mai fatto», ha raccontato Best, che prima di essere scritturato per il ruolo era un musicista del collettivo Stomp.
PIONIERE DELLA MOTION CAPTURE. La gente si è dimenticata perfino del suo apporto allo sviluppo della recitazione in motion capture, la stessa tecnica che avrebbe dato grande popolarità ad Andy Serkis nei panni del Gollum ne Il Signore degli Anelli: «È come se tutto ciò che ho fatto non fosse mai esistito. Quando Zoë Saldana Sam Worthington hanno recitato in Avatar si sono presi tutto il merito, nonostante avessero fatto più o meno quello che io avevo già fatto, ciò che io avevo originato».
Che fine ha fatto Best? Ha continuato a lavorare nella musica come compositore e a doppiare Jar Jar Binks in videogame e cartoni animati, prima di rilanciarsi nel 2015 in tivù, con tre serie e un film per il piccolo schermo.
JAKE LLOYD DISTRUTTO DAL PICCOLO ANAKIN. È andata decisamente peggio a Jake Lloyd, il bambino che interpreta il piccolo Anakin ne La minaccia fantasma. Spremuto tra il pressing dei media e il bullismo dei compagni di scuola, Jake ha ceduto e ha mollato la carriera d'attore: «Gli altri bambini erano davvero cattivi con me, facevano il suono della spada laser ogni volta che mi vedevano. Tutta la mia vita scolastica è stata un inferno, rilasciavo fino a 60 interviste al giorno». Un incubo, insomma, di cui non ha voluto lasciare traccia.
Lloyd, che ora ha 26 anni, ha distrutto tutti i ricordi che aveva del set e cerca di evitare il più possibile gli eventi pubblici. Nel mese di agosto è tornato protagonista sulle tivù di tutta America con una corsa. Non sugli 'sgusci' di La minaccia fantasma, ma sulla sua auto lanciato a velocità folle sulle strade della Carolina del Sud. I 40 chilometri di inseguimento sono stati ripresi dall'alto e sono andati in onda in diretta sui notiziari, prima che la polizia riuscisse a fermarlo e arrestarlo. «Non è un cattivo ragazzo e nemmeno un violento, ma è malato e ha bisogno di cure continue». E in buona misura la colpa è di Star Wars.
No, lui a vedere Il risveglio della Forza non ci andrà. E sarà uno dei pochi al mondo.

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