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RITRATTO 28 Dicembre Dic 2015 1719 28 dicembre 2015

Fiorella Mannoia, dietrologia fuori controllo

Narcisista, vittimista, abituata a urlare al complotto. In stile tipicamente grillino. Non sarà al concerto di fine anno: colpa di Renzi o della sua musica soporifera?

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Fiorella Mannoia.

Ora, non sarà neanche tutta colpa sua, sarà lo zeitung, sarà il narcisismo imperante – e si sa che il narcisismo è un po' la malattia dei bambini e degli artisti -; sarà che è così facile alimentare l'ego, vittimismi inclusi, a colpi di tweet.
Sarà che questo passa il convento mediatico, le cui strategie di marketing, cioè di mercato, cioè per vendere, non le può schivare neppure il più luminoso cantante anticapitalista.
Sta di fatto che mai come oggi questi, più che gorgheggiare, cinguettano. Ultima la tormentata Fiorella Mannoia, che come una mannaia ha calato il messaggio gomblottista di Natale: «Voglio avvertire tutti che il concerto di Capodanno a Roma è saltato. Non chiedetemi perché, non lo so... Anche se un'idea ce l'ho».
«NON È IL VATICANO CHE NON MI VUOLE...». In cauda suspectum. Poi, dopo l'annuncio urbi et orbi, non poteva mancare un congedo ecumenico, ma dal retrogusto polemico: «Approfitto per augurarvi una notte serena. Buon Natale».
Così parlò Fiorella. Che, poco dopo, si sentiva anche in dovere di precisare il senso del suo sospetto: «Non è il Vaticano che non mi vuole».
Siamo tutti più sollevati, anche se, quantomeno per affinità politiche, c'erano pochi dubbi, con quel papa lì.
Insomma, chi è che non vuole mannoiarsi? Facile: non può essere che quello là, quello cresciuto a pane e Jovanotti, Maremma sorda.
Ma sarà poi davvero davvero così? Non è che, nella comprensibile amarezza, Fiorellona si è lasciata un po' prendere la mano, eccedendo in dietrologie grilline?
Perché qui s'impone un flashback, che naturalmente affonda nella più limpida tradizione d'impegno della interprete romana, la quale, come tutti al mondo sanno, è schiettamente di sinistra, al punto da non riconoscersi nella sinistra blanda, anzi nella neodestra mascherata da sinistra di quello là, sempre il solito, quello che fa lo spaccone e pensa positivo e pretende che tutti pensino come lui.
LA DIFFIDENZA NEI CONFRONTI DELLA STAMPA. Ecco, Fiorella ultimamente è intervenuta molto, specie in merito alle recenti stragi di Parigi: per le quali, non fidandosi «della stampa ufficiale» (tutto quello che sai è falso, recita certa impostazione di neoscetticismo populista), ha additato il solito Occidente capitalista e guerrafondaio, guadagnandosi un commento al vetriolo da Aldo Grasso: «(...) È contro il Giubileo di papa Francesco, ritiene che i pentastellati siano l’unica vera forza di cambiamento. Resta di sinistra, 'semmai si sono spostati gli altri'. Credere di parlare a nome delle vittime e dei poveri, solo perché si è vittima delle povere idee».
Voilà: il retroscena, forse, sta proprio qui, nella cauta attenzione che Fiorella sembra avere riposto verso il Movimento di Grillo.
Sarebbe per questo, eventualmente, non certo perché lei abbia discretamente m'annoiato, che è stata fatta fuori dalla censura governativa, di regime.
Tutto quello che sappiamo è falso? Mannoia, proprio in occasione delle sue esternazioni geopolitiche, non aveva lesinato sdegno verso quanti approfittavano per fare bieca propaganda politica; salvo precisare la sua propria, meditata, tormentata posizione di cauta apertura al grillismo.

«A Fiore', ma chi te se fila?»

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

Ora, ai sospetti, o gomblotti, di Fiorella, qualcuno ha reagito alla romana: «A Fiore', ma chi te se fila?» (versione censurata).
Può benissimo darsi, si capisce, che quello là, quel bel tomo fiorentino, abbia abbassato il pollice condannando la libera arte della Mannoia e impedendole il concerto di Capodanno: solo che, messa così, la faccenda non quadra, perché poi il suo posto l'ha preso Edoardo Bennato, uno che, per il momento, è addirittura più grilletto di lei, ha partecipato al raduno esoterico del movimento, suona sul palco col capo assoluto dei Testimoni di Genova, ha pure partorito una canzone, vera delizia per i grillini, in cui prende in giro la Leopolda, dove tuttavia, essendo lui “rinnegato per vocazione”, ma di solito a scadenza, non si è impedito di recarsi, fianco a fianco con lo sponsor numero uno del governo, il gastronomo politicamente corretto Oscar Farinetti.
GUAI A DEFINIRLA SOPORIFERA. Cosa che qualche esegeta ci ha subito spiegato da par suo, non certo opportunismo ma provocazione nel segno della libertà, garantisce lui, che gli è tanto amico e lo intervista sempre.
La morale è che no, su Fiorella non si può ritenerla, perdonate l'eresia, un po' soporifera, sarebbe blasfemo, sarebbe lesa coscienza civile, è una manovra, se non c'entra il Vaticano come minimo c'entra palazzo Chigi.
Ora, non sarà neanche tutta colpa sua, e Mannoia, per carità senza apostrofo, non sarà certo l'unica a eccedere in questo uso compulsivo della notorietà.
Anzi, c'è chi ne abusa molto più di lei, e per contenuti molto più volatili.
Solo che si avverte, forte e chiaro, il rischio di una deriva solipsistica, quel non sapere più distinguere le cose gravi, generali, assolute dalle minima moralia personali, prese come tragici giochi, ma giochi, di cui informare l'universo mondo.
CI PENSA DE MAGISTRIS. Una sindrome che ci riguarda tutti, nessuno escluso, sia ben chiaro, come già aveva intuito Huizinga ottant'anni fa: «Il puerilismo è l'atteggiamento di una società che si comporta più infantilmente di quello che le concederebbe il grado del suo discernimento, di una società che invece di allevare il ragazzo innalzandolo al grado di uomo, abbassa sé ai comportamenti della puerizia».
Dei quali il gomblottismo è una spia inequivocabile. Non la scampa nessuno, Nè chi canta né chi scrive, però in una cantante di specchiata coscienza civile e sociale, ecco, come dire, in qualche modo stona di più.
Ma non allarmiamoci, tutto è bene quel che finisce bene, se non a Roma, Fiorella potrà comunque esibirsi, a Napoli, direttamente convocata dal sindaco de Magistris, uno che quanto a credenziali è tutta un'altra cosa rispetto a quel bischero là.
Si attendono nuovi tweet di conferma e giubilo, urbi et orbi.

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