Tesserno Dell Ordine 151229184336
INFORMAZIONE 29 Dicembre Dic 2015 1833 29 dicembre 2015

Giornalisti, tutti i nemici dell'Ordine

Renzi lo abolirebbe. Per Grillo e Salvini è inutile. I tentativi di cancellarlo andati falliti.

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Il premier Matteo Renzi lo abolirebbe «domani stesso».
Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle hanno persino presentato un disegno di legge per chiederne la cancellazione.
Mentre Matteo Salvini ha sottolineato in più occasioni come, a suo dire, «non serva a nulla».
BATTIBECCO RENZI-IACOPINO. Eppure, malgrado gli assalti bipartisan, in Italia l'Ordine dei giornalisti mantiene intatta la sua centralità nello svolgimento di una professione tanto bistrattata quanto necessaria.
Il battibecco andato in scena tra Renzi e il presidente dell'Odg Enzo Iacopino nel corso della consueta conferenza stampa di fine anno del premier è solo l'ultimo atto di una contesa, quella sull'Ordine, che va avanti da oltre mezzo secolo.

  • Matteo Renzi sull'abolizione dell'Ordine dei giornalisti.

A farlo fuori, negli anni, ci hanno provato un po’ tutti: radicali e repubblicani, ma pure liberali, popolari e berlusconiani.
Equamente divisi tra chi ha lanciato l'attacco in parlamento e chi, invece, ha chiesto il soccorso della piazza, raccogliendo firme per un referendum abrogativo.
Il risultato desiderato, tuttavia, non è mai stato raggiunto.
ORGANIZZAZIONE IMMUTATA. L’Ordine è talmente solido da sopravvivere ancora con la stessa organizzazione e le stesse regole del 1963, anno in cui la legge Gonella disciplinò la professione. L'istituzione dell'albo, col suo riconoscimento sindacale-contrattuale, va tuttavia fatta risalire al lontano 1925.
NEMICO GIURATIO DI GRILLO. Le accuse di corporativistimo e sostanziale inutilità a fronte dei sostanziosi oboli versati nelle casse dell'Ordine, unite al confronto con l'assenza di analoghe strutture nel resto d'Europa, non sono servite a scalfire il monolite. «I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore», scriveva Grillo nel 2008, aggiungendo un sarcastico riferimento al fatto che Hitler avesse deciso di copiare tutto da Mussolini e dal fascismo. «Tranne una cosa: l’albo professionale dei giornalisti. Non aveva abbastanza pelo sullo stomaco».
VANI GLI SFORZI DEI RADICALI. Per disfarsene il leader pentastellato aveva puntato all'inizio sul referendum abrogativo. Le firme raccolte nel 2008, però, erano state insufficienti. Proprio come nel caso dei radicali, che nel 1974 iniziarono una forma di disobbedienza civile, sostituendo i direttori dei giornali di partito con persone non iscritte all’albo, violando così un articolo della stessa legge 69.
QUORUM NON RAGGIUNTO. Nel 1997, invece, lo stesso referendum fu dichiarato ammissibile, ma non raggiunse il quorum. Magra consolazione per i referendari il fatto che il 65,5% votò a favore dell’abolizione dell’Ordine, ma la percentuale di votanti si fermò al 30%.
LA PROPOSTA DI MATTARELLA. Nello stesso anno fu l'attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella a proporre, assieme ad altri deputati dell’Ulivo, la sostituzione dell’Ordine con un Consiglio superiore dell’informazione che tutelasse l’autonomia professionale e il rispetto della deontologia. Anhe in quel caso, nulla da fare.

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