Zalone nuovo record, 22 mln in 3 giorni
FACCIAMOCI SENTIRE 4 Gennaio Gen 2016 0952 04 gennaio 2016

Zalone è il nuovo Sordi: smettetela di attaccarlo

Un talento che dà nuova linfa al nostro cinema. Ma c'è chi preferisce le sale vuote.

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Il film di Checco Zalone Quo vado ha sbaragliato tutti i precedenti record di incasso portando a casa 22 milioni di euro in tre giorni.
Visti i tempi che corrono e con le sale cinematografiche sempre più vuote, si potrebbe immaginare che ne dovrebbero essere tutti felici e invece? Neanche per sogno!
Il genetico spirito italico di tifare a favore o contro qualcuno non ha fatto sconti neanche al Checco nazionale, per cui alcuni autorevoli opinionisti e/o giornalisti lo hanno già qualificato «qualunquista» in quanto, secondo loro, non ha valori, non promuove idee e quindi per costoro non varrebbe nemmeno la pena di spendere i soldi del biglietto del cinema per andarlo a vedere.
Per rimanere in ambito cinematografico, sembra la riedizione di un film già visto ai tempi di Alberto Sordi che per anni ha convissuto spesso con le stesse critiche, pur essendo stato uno dei comici più talentuosi del firmamento cinematografico italiano.
C'È CHI PREFERISCE LE SALE VUOTE. Intanto il successo di Zalone è incontestabile e se si volesse analizzare quella che in gergo si chiama “customer satisfaction” tra coloro che hanno visto il suo film sarebbe altissima, in quanto tutti escono dalla sala di proiezione essendosi fatti delle sane risate e quindi soddisfatti del prezzo pagato per il biglietto. Una certa parte dell’opinione pubblica, quella politicamente più marcata, non tollera però che la gente vada al cinema “solo” per ridere. Magari preferisce le sale vuote e, quando vengono trasformate in supermercati o megastore, va pure in piazza a manifestare ma guai a decretare troppo successo a un film non considerato impegnato.
Zalone poi è un geniaccio naturale. Sa ben dosare il suo umorismo, elogiare e dissacrare il mediocre e sfigato italiano medio. È un self made man in quanto pochi sanno che, prima di fare il cabarettista a Zelig e successivamente l’attore, era un rappresentante della Amuchina (la nota azienda di prodotti per l’igiene).
Come può permettersi un tipo simile di far ridere la gente senza discorsi e o messaggi impegnati? Viene inoltre dal profondo Sud, è dissacrante, popolare, e politicamente scorretto.
Prende in giro tutto l’arco costituzionale ma poi, ogni volta che si presenta al botteghino, ne esce con una montagna di soldi.
CHECCO, VERO EREDE DI ALBERTO SORDI. Ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente a una cena e devo dire che Zalone è esattamente come si presenta nei film. Ha una comicità naturale, spontanea, capace di sottili ironie con i suoi modi di dire tipici del Sud che, a mio avviso, ne fanno il degno erede della tradizione della commedia italiana: una sorta di Alberto Sordi pugliese.
Alcuni credono che lui celebri il vero italiano (esattamente come si diceva per Sordi) altri lo accusano di essere mediocre, opportunista, ipocrita, che farebbe qualunque cosa pur di far ridere.
Alcuni “pseudo intellettualoidi” - popolazione più concentrata nella vecchia sinistra - non si fanno scrupoli a definire cretini, ignoranti o comunque di basso livello culturale coloro che hanno fatto la fila al botteghino per andare a vedere il film.
Stanno però probabilmente parlando di coloro che dovrebbero rappresentare il loro bacino elettorale, al quale quindi mancherebbero anche di rispetto. Strana concezione della vita quella per cui una persona non dovrebbe avere il diritto, almeno una volta l’anno, di andare al cinema a farsi delle sane risate senza pensare per circa due ore ai problemi della vita quotidiana.
Se poi tutto questo fa girare l’economia e in particolare l’industria cinematografica nazionale, e contribuisce a far rimanere economicamente in piedi le sale di proiezione che sempre più spesso vengono trasformate, come già detto, in megastore o supermercati per mancanza di spettatori ben venga il Checco Zalone di turno (che poi è un nome d’arte in quanto il vero nome è Luca Pasquale Medici) di cui spero di poter vedere presto molti cloni.
TANTI CRITICI CHE FANNO GLI INTELLETTUALOIDI. Gli italiani (o comunque una buona parte di loro) dovrebbero smetterla di prendersi troppo sul serio. Un film comico (sopratutto se di successo) dovrebbe essere considerato per quello che è senza caricarlo di valori o responsabilità particolari.
L’impegno va profuso in ben altre circostanze e se le energie che utilizziamo per le critiche a ogni costo le utilizzassimo per finalità più serie e importanti tutto il Paese se ne gioverebbe.
Zalone non è il simbolo inequivocabile del decadimento culturale italiano. È il simbolo di un’Italia che ha voglia di riappropriarsi della possibilità di farsi delle sane risate dimenticando i problemi che la attanagliano da tempo.
Non è uno scandalo né una cosa di cui vergognarsi: tutt'altro.
Io accetto che a qualcuno Checco Zalone possa non piacere ma non accetto che venga “demonizzato” da coloro che lo fanno solo per il gusto di prendere, dal loro punto di vista, una posizione originale o, dal mio punto di vista, una posa da intellettualoide di seconda mano.

Twitter: @maxdelpapa

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