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ISLAM 10 Gennaio Gen 2016 1500 10 gennaio 2016

Iran, amore e prostituzione nelle nozze temporanee

Fare sesso fuori dal matrimonio è reato in Iran. Così ci sono unioni 'a scadenza'. Giusto per avere un rapporto. E legalizzare il proibito. La storia del sighegh.

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Un gruppo di donne iraniane cammina davanti a un maxi-poster di Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran.

Nella Repubblica islamica dell’Iran avere rapporti sessuali fuori dal matrimonio (nikah) non è solo moralmente inaccettabile, ma è un reato.
Un reato punito severamente.
Cento colpi (di frusta) prescrive il Corano alla sura 24.
DA UN'ORA A 99 ANNI. Nel Paese degli Ayatollah c’è però un escamotage per assolvere necessità sentimentali - soprattutto dei giovani fidanzati - e sessuali, per chi vuole andare con una prostituta senza incorrere nella guardia rivoluzionaria iraniana adibita a far rispettare i rigidi precetti khomeinisti.
Si chiama sighegh in farsi, nikah al mut’a in arabo: è il matrimonio temporaneo che può durare da un minimo di un’ora a un massimo di 99 anni.
SERVE UNA DOTE. Si tratta di un contratto matrimoniale in cui però viene stabilita a priori la durata.
L’uomo deve corrispondere alla sposa una somma di denaro, una dote, che molte volte altro non è che la cifra pattuita per beneficiare di un po’ di piacere.

Il matrimonio di godimento è conservato nell’islam sciita duodecimano

Una donna iraniana prova un rossetto a Teheran.

Nell’Arabia pre-islamica il matrimonio a termine era molto comune.
Nel mondo nomade gli uomini viaggiavano per mesi e avevano necessità fisiche da soddisfare.
Tutto questo avveniva in una società estremamente maschilista in cui le donne, in primis le vedove, non avevano alcun diritto al pari degli orfani.
E LE FASCE DEBOLI? Per Maometto, che perse i genitori in tenera età, l’islam avrebbe dovuto invece tutelare queste fasce deboli soprattutto dal punto di vista economico.
Da qui l’importanza della dote, mahr, proprietà della donna di cui può disporre in piena libertà.
Per l’islam infatti il matrimonio non è valido se non viene corrisposta la dote.
L’istituto del matrimonio a termine o di godimento è stato conservato nell’islam sciita duodecimano, quello professato in Iran, ma non in quello sunnita.
L'ABOLIZIONE DEL PROFETA. Per i sunniti sarebbe stato lo stesso Maometto a mettere fine a questa pratica.
Gli ulema - i sapienti per eccellenza in materia religiosa - citano spesso un hadith (racconti che si riferiscono a detti o fatti del profeta) che recita: «Ecco, vedi, il profeta proibì la mut’a e la carne degli asini domestici».
In certi casi però si fa riferimento all’autorizzazione al mut’a, concessa sempre dall’inviato di Dio in casi eccezionali.
A decretare la fine del matrimonio temporaneo fu Umar, il secondo califfo.
Si tramanda che disse: «Al tempo dell’inviato di Dio esistevano due forme di matrimonio: io le proibisco e le punisco».

Un'istituzione rilegittimata con la Rivoluzione del 1979

L'ultimo shah di Persia, Reza Pahlavi.

Il sighegh venne abolito sotto la dinastia Pahlavi e rilegittimato con la Rivoluzione khomeinista nel 1979.
La Repubblica islamica decretò il ritorno della poligamia (che sotto lo Shah era possibile solo con il consenso della prima moglie).
Per il clero il matrimonio temporaneo permetteva da un lato di evitare l’adulterio garantendo al marito la soddisfazione sessuale con donne diverse dalla moglie e dava la possibilità ai giovani di avere rapporti sessuali leciti prima del matrimonio.
Anche con il sighegh l’uomo deve corrispondere alla donna una somma di denaro e i figli eventualmente nati all’interno di questo matrmonio sono considerati legittimi e quindi l’uomo deve provvedere al loro mantenimento.
IRA DELLE FEMMINISTE. Le donne iraniane hanno un carattere forte.
Sono loro ad aver alzato la testa nei confronti dello Shah.
In migliaia scesero in piazza, nelle strade per chiedere la fine della dittatura.
Volevano decidere liberamente del proprio futuro anche se negli Anni 60 l’Iran era un Paese in cui le donne potevano votare e andare all’Università e molte erano le professioniste nei settori più disparati.
INTERE CLASSI ESCLUSE. Le iraniane avevano anche il diritto di abortire.
Quello che contestavano era però la modalità con cui questi diritti erano stati concessi; calati dall’alto e di fatto a vantaggio di una ristretta fetta della società, ovvero la classe media di città.
Per tutte le iraniane dei villaggi questi diritti erano ancora molto lontani.
Khomeini si servì delle donne, poi le allontanò dalla sfera pubblica e le indebolì in quella privata intaccando il loro status nella famiglia.

Negli Anni 90 fu Rafsanjani a incoraggiare le giovani coppie

Mahmud Ahmadinejad, presidente dell'Iran dal 2005 al 2013.

Per quanto riguarda il sighegh, l’uomo può contrarre più matrimoni contemporanei alla volta, mentre la donna uno solo e deve rispettare un periodo di attesa di due mesi prima di sposarsi di nuovo.
Questo perché potrebbe essere rimasta incinta e bisogna tutelare la paternità del nascituro.
A dare ulteriore legittimazione al sighegh negli Anni 90 fu Rafsanjani che amava definirsi «conservatore pragmatico».
Rafsanjani in un sermone definì la sessualità come un dono di Dio e incoraggiò le giovani coppie a contrarre matrimonio dalla durata di due-tre mesi.
DONNE CONTRO AHMADINEJAD. Negli Anni 2000 il presidente Ahmadinejad, ex militare ed ex sindaco di Teheran, proseguì su questa strada.
Nel 2008 cercò di modificare ulteriormente il codice di famiglia per rendere la pratica del matrimonio temporaneo ancora più libera (per gli uomini, a detrimento delle donne).
La risposta delle iraniane non si fece attendere. Raccolsero 15 milioni di firme per fermarlo.
Volevano recuperare, ancora una volta, la loro dignità. La campagna “Change for Equalty” venne applaudita a livello internazionale.

Le divorziate contraggono il sighegh solo per motivi economici

Sposarsi per un’ora, giusto il tempo di un rapporto sessuale, è un buon stratagemma per legalizzare la prostituzione.
A pensarla così sono molte femministe iraniane per le quali sarebbero solo gli uomini a trarre beneficio dal matrimonio temporaneo.
Le donne - a detta di chi si oppone a questa pratica - lo farebbero solo per motivi economici.
In effetti sono tante le vedove e le donne divorziate che decidono di contrarre il sighegh.
SILENZIO E VERGOGNA. Spesso infatti non lo dicono a nessuno perché si vergognano.
Non è raro però trovare anche giovani donne, in molti casi studentesse, che si sposano 'a tempo' con uomini molto più grandi di loro che magari si trovano in viaggio d’affari e non badano a spese.
In tanti sono però favorevoli a questo istituto che permette di amarsi prima del matrimonio classico.
INNAMORATI? SI RINNOVA. Il certificato di matrimonio è un lasciapassare da non sottovalutare.
Le giovani coppie non sposate devono inventarsi mille sotterfugi per viaggiare su una stessa auto e dormire nella stessa camera di hotel.
Con il sighegh è tutto legale e se il contratto scade - e si è ancora innamorati - basta rinnovarlo.

Fioriscono siti internet per sposi temporanei

Negli ultimi anni sono fioriti siti internet dove è possibile incontrare la futura “sposa temporanea”.
Chiaramente viene indicato anche il prezzo della “dote”.
Questi siti vengono oscurati, ma nel giro di pochi giorni ne vengono aperti di nuovi.
Intanto la società iraniana sta cambiando e il matrimonio, anche quello normale, finisce con un divorzio nel 22% dei casi.
GOVERNO PRO MATRIMONI. Per far fronte a questo fenomeno, nel maggio del 2015 il ministro degli Affari giovanili e dello Sport Golrazi ha annunciato l’apertura di un sito governativo per incontri che dovrebbe - a detta sua - creare almeno 100 mila nuovi matrimoni.
Si chiama Hamsan.tebyan.net e c’è anche una versione in inglese e francese.
Qui si possono trovare i consigli, supervisionati dalla guida suprema Khamenei, per avere un matrimonio felice seguendo i dettami dell’islam sciita.

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