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CINEMA 28 Gennaio Gen 2016 1241 28 gennaio 2016

Doraemon, 10 curiosità su film e personaggio

I segreti del robot. La serie andata perduta. E i tre possibili epiloghi. Le cose da sapere.

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Doraemon e il suo amico Nobita sono ritornati sul grande schermo con un nuovo film animato, intitolato Doraemon, il film: Nobita e gli eroi dello spazio.
Nel lungometraggio Nobita, Shizuka, Gian e Suneo si appassionano alla nuova serie televisiva intitolata appunto Gli eroi dello spazio.
Quando scopre che i suoi amici lo hanno escluso dal progetto di realizzare un film ispirato alle puntate, Nobita chiede l'aiuto di Doraemon che, grazie a un Chiusky Robot, crea degli straordinari scenari virtuali perfetti per girare spettacolari sequenze.
Ben presto i giovani protagonisti si trovano al centro di un'epica avventura: Aron, abitante di un pianeta lontano, chiede il loro aiuto per salvare il proprio popolo da un gruppo di malvagi pirati spaziali che vogliono rubare i diamanti che ricoprono Almas, il sole che illumina Pokkul.
I ragazzi sono convinti che si tratti della sceneggiatura del film e accettano la missione, diventando dei veri e propri eroi.
Il film diretto da Yoshihiro Osugi regalerà agli spettatori di tutte le età una divertente avventura che fa riflettere sul valore dell'amicizia e spiega l'importanza delle risorse naturali, con leggerezza e simpatia.

  • Il trailer di Doraemon, il film: Nobita e gli eroi dello spazio.

1. Un successo lungo quasi 50 anni: dal manga al grande schermo

Il personaggio di Doraemon ha debuttato nel manga creato da Fujiko Fujio - pseudonimo della coppia di artisti Hiroshi Fujimoto e Motoo Abiko - pubblicato in Giappone fino al 1996, anno in cui è morto Fujimoto, e da cui sono stati tratti tre serie anime e un lungometraggio a cadenza annuale.
Nel 2014 è stato invece realizzato anche il primo film in 3D, Doraemon - Il film, tratto dalle storie Ciao Doraemon e La notte di Nobita prima del matrimonio.
Doraemon (nome che spesso viene tradotto come 'gatto randagio') fin dalla fine degli Anni 60 insegna ai più piccoli lezioni di vita mostrando gli ostacoli che deve affrontare Nobita, ma non dimentica di parlare di tematiche attuali come i problemi causati dall'inquinamento e dal riscaldamento globale, oltre a trasmettere nozioni storiche, scientifiche e culturali.

2. Il protagonista: un'icona nazionale inserito nella lista degli eroi asiatici

Doraemon è ormai un'icona del Giappone: nel 2002 è stato inserito nella lista degli eroi asiatici pubblicata dalla rivista Time Asia e nel marzo 2008 il Ministro degli Esteri ha nominato il felino robot il 'primo ambasciatore degli anime' grazie alla sua capacità di far comprendere all'estero aspetti importanti della cultura giapponese e diffondere l'importanza dell'industria dell'animazione.
Il termine Doraemon, inoltre, viene spesso utilizzato per parlare della possibilità di soddisfare tutti i desideri.
Quattro anni fa, nel 2012, il protagonista del manga ha persino ottenuto la residenza ufficiale nella città di Kawasaki.

3. La storia di Doraemon: costruito nel 2112, viaggia indietro nel tempo

Doraemon è stato fabbricato il 3 settembre 2112 e viene portato indietro nel tempo da un discendente di Nobita che spera che con l'aiuto del gatto robot il destino della famiglia non venga penalizzato dagli errori dell'antenato che lascerà in eredità dei gravi problemi finanziari.
Doraemon possiede una tasca quadridimensionale da cui può estrarre i ciuski, una serie di gadget che potrebbero tornare utili per risolvere i guai di Nobita.
Il robot può essere acceso e spento tirando la coda. Pesa 129.3 kg, è alto 129.3 cm, la circonferenza del suo polso è 129.3 mm, la sua forza massima è pari a 129.3 cavalli.

4. Un gioco di colori: Doraemon diventa blu quando piange

Doraemon in origine è giallo. Quando però dei topi gli mangiano le orecchie è disperato e beve così una pozione di 'tristezza'.
Questa lo porta a piangere talmente tanto da... diventare blu.

5. Un robot difettoso: colpito da un fulmine, ha perso una vite del cervello

Doraemon è in realtà un prodotto difettoso.
È stato colpito da un fulmine e ha perso una vite utilizzata nella costruzione del suo cervello, elemento che pregiudica la sua performance e ha degli effetti sul suo atteggiamento nei confronti degli altri.

6. Dalla finzione alla realtà: il progetto della Bandai Co

L'azienda Bandai Co., circa 10 anni fa, aveva messo in produzione un robot giocattolo ispirato all'iconico personaggio.
Alto 26.5 cm e pesante circa 1.3 kg, il Doraemon in questione utilizzava il riconoscimento vocale e alcuni sensori per interagire con gli esseri umani. Poteva pronunciare 750 parole e riconoscerne circa 9; poteva inoltre rispondere alla frase 'Doraemon, giochiamo', e reagiva se veniva colpito in testa esclamando 'Hey, fa male'.

7. La serie perduta: quegli episodi danneggiati da un incendio

Gli episodi dell'anime andato in onda per sei mesi nel 1973 in Giappone furono danneggiati durante un incendio.
Quando vennero ritrovati, anni dopo, ad alcuni mancava l'audio: precisamente la puntata 18 e quelle dalla 20 alla 26.
Il materiale non è mai stato pubblicato per problemi legati al copyright, non esistendo più la Ntv Video che l'aveva realizzato.

8. Problemi di cuore: Noramyako dalla rottura con Doraemon alle scuse

Anche Doraemon soffre per amore. Nella versione originale della storia, Noramyako, la fidanzata di Doraemon, lo lascia dopo che le sue orecchie vengono mangiate dai topi e la famiglia degli eredi di Nobita non ha i soldi per sostituirle.
In un film del 1995, in cui appare con un aspetto diverso, Noramyako è la causa scatenante della depressione di Doraemon che lo porta a diventare blu. Nel lungometraggio Noramyako si pente e chiede il perdono di Doraemon.

9. L'utilizzo del 3D: il primo esperimento nel film del 2014

Le serie e le decine di film dedicati a Doraemon e i suoi amici sono tradizionalmente in 2D.
La tridimensionalità è stata invece introdotta per il lungometraggio arrivato nelle sale nel 2014 e per alcuni cortometraggi pubblicati sul sito ufficiale di Doraemon.

10. Un triplo epilogo: le ipotesi sulla fine del manga

Negli Anni 80 vennero diffuse alcune ipotesi sulla potenziale conclusione della storia.
Nella prima, le batterie di Doraemon si esauriscono e Nobita deve decidere se sostituirle, causando la cancellazione di tutti i ricordi del robot, o aspettare che un tecnico scopra come riportarlo in vita. Nobita decide quindi di studiare duramente e nel futuro diventa un esperto di robotica di successo, evitando ai suoi discendenti di vivere nella povertà.
Nella seconda, Nobita è un bimbo malato in punto di morte; Doraemon e tutte le avventure vissute erano quindi frutto della sua mente. La casa editrice del manga fu costretta a smentire ufficialmente questo possibile epilogo a causa delle proteste dei fan.
Nel terzo finale, ideato per la serie animata del 1973 ma mai trasmesso, Nobita batte la testa cadendo e Doraemon vende tutti i suoi gadget per avere i soldi necessari per l'operazione, che però fallisce.
Dopo la morte di Fujimoto, nessun epilogo ufficiale è stato ideato, anche se, nei progetti realizzati successivamente, viene mostrato più volte che Nobita nel futuro sposa la sua amata Shizuka, vive un'esistenza felice e non ha più bisogno dell'aiuto di Doraemon. Anche se i due rimangono amici.

Regia: Yoshihiro Osugi; genere: animazione (Giappone, 2015).

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