Giannini 160215111633
FACCIAMOCI SENTIRE 19 Febbraio Feb 2016 1736 19 febbraio 2016

Cara D'Alessandro, è facile ora perdere la memoria

A proposito del concorso truccato, la ricercatrice dice di non ricordare più nomi e circostanze. Eppure, in origine, la sua "denuncia" sembrava molto dettagliata.

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Normalmente non si fa, ma considerando il “putiferio” scatenato dal mio articolo nel commentare il noto post della dottoressa D’Alessandro, il direttore di Lettera43.it mi ha concesso il diritto di replica.
Credo che lo abbia fatto anche perché l’interessata ha pubblicato un nuovo post, che fa espresso riferimento al mio articolo.

Se la libertà di espressione non vale per tutti

La ricercatrice Roberta D'Alessandro, autrice dello ''sfogo'' contro il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini.

Prima di entrare nel merito, vorrei ringraziare tutti coloro che hanno condiviso quanto ho scritto avendone compreso lo spirito, ma anche tutti coloro che hanno espresso il loro sacrosanto diritto al dissenso in modo civile e garbato come credo sia giusto fare su un tema che deve aver evidentemente toccato un nervo “molto” scoperto viste le reazioni suscitate.
Viceversa, spero che tutti coloro che hanno scritto commenti velatamente minacciosi e volgari, attaccandomi e offendendomi anche sul piano personale, non siano gli stessi che scrivevano sul loro account Je suis Charlie per difendere la libertà di espressione e che penserebbero quindi di legittimarla solo in presenza di opinioni in linea con le loro.
TRUCCARE UN CONCORSO È REATO. Immagino che molti di costoro si siano fermati alla lettura del titolo. Tutti coloro che leggono dovrebbero sapere che il titolo dell’impaginazione non lo decide l’estensore dell’articolo, ma la redazione e il direttore.
Del contenuto dell’articolo invece la responsabilità del contenuto è al 100% in carico al suo estensore e su questo quindi mi concentrerò.
Resto convinto che truccare un concorso non sia solo un fatto penalmente perseguibile di per sé, ma anche perché uccide le speranze di tutti coloro che credono nella equità e nella meritocrazia.
Per questo vanno denunciate le eventuali irregolarità di cui si possa essere vittima.
LA DENUNCIA SEMBRAVA DETTAGLIATA... A me la “denuncia” della dottoressa (alla quale non sono evidentemente riuscito a trasmettere tutta la mia solidarietà su questo aspetto) sembrava abbastanza dettagliata.
Se adesso sostiene «Parlavo di episodi di moltissimi anni fa, non ricordo nomi, circostanze, e potrei essermi sbagliata su più di un particolare», occorre prenderne atto, ma mi sembra oggettivamente un altro film.
È vero che lo ha scritto “solo” sulla bacheca di Facebook, ma non dovrebbe sfuggirle il potere di diffusione che hanno raggiunto oggi i social media.
Chieda a Barilla cosa gli è successo per una dichiarazione sulla famiglia a una radio appena riportata appunto dai social.

A livello di formazione gli italiani non sfigurano, anzi

Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini.

Un altro punto sul quale mi sembra che la dottoressa D’Alessandro (da me definita più di una volta «un talento» nel mio precedente articolo) sia d’accordo è la qualità dell’insegnamento ricevuto in Italia (al netto del titolo dell’articolo di cui ho già parlato).
Ho ricevuto ogni genere di accusa solo per aver detto la stessa cosa.
Alcuni hanno scritto che i processi educativi del nostro Paese non insegnerebbero neanche a leggere e scrivere.
Bene, nella mia vita professionale ho gestito migliaia di laureati di tante nazionalità diverse, ma non ho mai trovato il livello di formazione degli italiani inferiore a quello degli altri. Tutt'altro.
NESSUNA DIFESA DEL MINISTRO. Il vero nervo scoperto che penso di aver involontariamente toccato è quello dell’organizzazione italiana della ricerca, ma non credo di aver mai scritto una parola che affrontasse nel dettaglio questo tema, che legittimasse quello che il nostro Paese sta facendo sulla materia o che difendesse in qualche modo il ministro Giannini.
Quello che i miei critici non accetteranno è che cerco di battermi nel limite delle mie possibilità, per migliorare questo Paese; che quando i giovani scappano o si “dissociano” dall’Italia lo considero una sconfitta per tutti.
E ribadisco che espressioni come «l’Italia non ci ha voluto» o «risultati che italiani non sono» penalizzano la parte migliore di questo Paese e non invece chi ha responsabilità specifiche per le cose che non funzionano.
AUSPICO IL RITORNO DEI GIOVANI TALENTI. Non a caso ho auspicato che i giovani, dopo aver fatto esperienza all’estero, possano tornare in Italia per contribuire al ricambio generazionale dell’attuale classe dirigente.
La dottoressa D’Alessandro (alla quale formulo i miei migliori auguri e dalla quale non mi “aspetto alcuna notifica personale”) conclude dicendo che ha solo scritto un post.
Ha certamente ragione. Io ho solo scritto una opinione e aggiungo che, se fosse servita a stimolare una riflessione anche minima sui temi trattati, potrei considerare complimenti tutte le offese che ho ricevuto per averlo fatto.

Twitter @FrancoMoscetti

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