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TEATRO 25 Marzo Mar 2016 2130 25 marzo 2016

Paolo Poli è morto

Si spegne a 86 anni il celebre attore di teatro fiorentino. Comico brillante e irriverente.

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Si è spento a 86 anni Paolo Poli, il grande attore teatrale fiorentino celebre per la sua comicità brillante e i suoi spettacoli en travesti.
L’annuncio è stato dato su Twitter del sindaco di Firenze Dario Nardella.
«Addio Paolo Poli, la sua vita e la sua opera di artista libero e geniale sono un dono di amore per Firenze e per la cultura italiana», ha scritto il primo cittadino.

«L'ultimo gesto di quel dono», ha aggiunto il sindaco della città in cui Poli è nato nel 1929, «l'ha compiuto inaugurando con tutti noi l'indimenticabile riapertura, dopo 20 anni di abbandono, del Teatro Niccolini, la 'sua' casa. Il destino ha voluto che l'ultima sua apparizione pubblica avvenisse nel cuore culturale e storico di Firenze, in un indimenticabile racconto della sua vita che oggi è diventato il suo testamento artistico».
NON SFOLLATO DURANTE L'OCCUPAZIONE NAZISTA. Poli è nato a Firenze il 23 maggio del 1929, e ha vissuto nel capoluogo toscano da «non sfollato» anche negli anni dell'occupazione nazista. È stato proprio in quegli anni, da giovanissimo, che ha iniziato a sviluppare la sua passione per il travestimento.
Laureato in letteratura francese, ad appena 20 anni prese parte ad alcune trasmissioni della Rai di Firenze, doppiando i burattini di Carlo Staccioli. Negli stessi anni cominciò la sua carriera da attore nei piccoli teatri cittadini, prima a Firenze con la compagnia dell'Alberello, poi a Roma, dove riuscì a trovare ingaggi anche nel cinema grazie alle foto scattategli dall'amico Franco Zeffirelli e sostituì Mario Girotti (Terence Hill) in Le due orfanelle. quella che sarebbe diventata una brillante carriera d'attore all'inizio degli Anni 50. Partendo dai piccoli teatri cittadini
A Genova, nel 1958, una nuova tappa al teatro d'avanguardia 'La borsa di Arlecchino'.
CANTASTORIE IN RAI NEGLI ANNI 60. All'inizio degli Anni 60 fu protagonista di una trasmissione televisiva della Rai, dove leggeva le favole di Esopo per bambini, prima di realizzare con Marco Messeri, Milena Vukotic e Lucia Poli lo sceneggiato I tre moschettieri. Nel 1961 presentò Canzonissima con Sandra Mondaini.
In
Federico Fellini gli offrì una parte in 8½, ma lui rifiutò. A teatro, invece, fu attore e regista in opere come Aldino mi cali un filino, Caterina De Medici, L'asino d'oro, I viaggi di Gulliver. Ma a destare scandalo fu la sua rappresentazione irriverente di Santa Rita in Rita da Cascia, che mandò su tutte le furie Oscar Luigi Scalfaro, spingendolo a fare un'interrogazione parlamentare sullo spettacolo.
L'ULTIMO SHOW IN TIVÙ NEL 2015. A tema religioso è stato anche il suo ultimo lavoro in tivù, quel E lasciatemi divertire dedicato ai vizi capitali andato in onda su RaiTre nel 2015.
Tra i primi omosessuali dichiarati in Italia, pur ritenendo i matrimoni gay «noiosi», in una delle sue ultime interviste a Vanity Fair disse di essere pronto a firmare per essi come aveva fatto per l'aborto, «anche per fare un dispetto al papa. Che fa così il moderno e poi dice: “Eh no, quello no. Eh no, quell’altro no”».

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