CINEMA 8 Aprile Apr 2016 1000 08 aprile 2016

«Veloce come il vento», 10 curiosità sul film di Rovere

Accorsi dimagrito. Un'attrice senza patente che fa la pilota. Scelta dopo 500 provini. Cosa c'è da sapere sulla storia di automobilismo in uscita sul grande schermo.

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Matteo Rovere, dopo Un gioco da ragazze e Gli sfiorati, ritorna alla regia con Veloce come il vento, un lungometraggio che intreccia la passione per i motori a una storia di legami affettivi.
La protagonista è la giovane Giulia De Martino, cresciuta in una famiglia di campioni di corse automobilistiche.
A soli 17 anni la ragazza partecipa al campionato italiano Gran turismo (Gt), guidata dal padre Mario.
SENSO DELLA FAMIGLIA. Un evento tragico obbligherà Giulia ad affrontare il mondo da sola e la sua situazione sarà ancora più complicata a causa del ritorno di suo fratello Loris, un ex pilota tossicodipendente che ha un grande talento nel campo della guida.
Essere obbligati a lavorare insieme, però, porterà entrambi a una nuova consapevolezza personale e alla scoperta del senso di famiglia.
SEQUENZE AD ALTA VELOCITÀ. Veloce come il vento propone un insieme di adrenaliniche sequenze d'azione ad alta velocità, ambientate non solo sui circuiti delle gare, ma anche in centri abitati, e analisi emotiva dei protagonisti, mostrati con problemi privati e pubblici da superare mentre tutto sembra muoversi ad altissima velocità, dentro e fuori dall'abitacolo.
A sostenere la narrazione le interpretazioni di Stefano Accorsi e della giovane Matilda De Angelis che hanno saputo prepararsi al meglio per interpretare due personaggi ricchi di sfumature e hanno gettato le basi per un feeling percepibile anche sul grande schermo.
Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sul progetto diretto da Rovere.

Regia: Matteo Rovere; genere: drammatico (Italia, 2016); attori: Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Roberta Mattei, Paolo Graziosi, Lorenzo Gioielli.

1. Caccia alla protagonista: 500 provini prima di scegliere Matilda

Il regista Matteo Rovere ha fatto un provino a quasi 500 ragazze prima di scegliere la protagonista di Veloce come il vento.
UNA FOTO PER CASO. Matilda De Angelis, inoltre, è stata coinvolta nel progetto quasi per caso: un suo amico stava facendo l'aiuto casting per un film e ha mostrato la sua foto al filmmaker.
Inizialmente la giovane era convinta che l'audizione fosse per una parte minore e solo dopo tre incontri con la produzione che si sono svolti a Roma è stata scelta per il ruolo di Giulia.

2. Storia ispirata a quella vera di Carlo Capone: campione tormentato

Lo spunto di partenza alla base del film è nato dai racconti e dalle storie di piloti e meccanici, in particolare da quello fatto da Antonio Dentini, detto Tonino, su quanto accaduto al pilota di rally Carlo Capone, un campione degli Anni 80 dal carattere ribelle che è poi caduto nel tunnel della tossicodipendenza.
ALLENATORE DI UNA GIOVANE. Il regista ha spiegato che il meccanico ha svelato come Capone avesse iniziato ad allenare una giovane pilota dopo essersi ritirato, evento poi alla base del lungometraggio.

3. Film action in stile europeo: pochi effetti speciali

Matteo Rovere ha voluto girare Veloce come il vento limitando il più possibile gli effetti speciali, seguendo come esempio il modo europeo di girare film action.
L'ESEMPIO DI RONIN. Il regista, per la produzione, ha pensato ai lungometraggi che vedeva quando ero giovane, tra cui Ronin di cui ha apprezzato il modo in cui l'azione assume delle sfumature emotive.

4. Matilda e i motori, questi sconosciuti: non aveva la patente

Matilda De Angelis è abituata al mondo della musica, essendo un'apprezzata cantante, e prima delle riprese non conosceva molto ciò che riguarda le gare automobilistiche.
La giovane attrice ha ricordato che proprio mentre stava per essere scelta come protagonista di Veloce come il vento era impegnata con l'esame per prendere la patente.
PREPARAZIONE FISICA. Per Matilda è stata quindi una sfida riuscire a portare sul grande schermo in modo realistico una ragazza che pilota da quando aveva quattro anni e ha dovuto prepararsi anche dal punto di vista fisico.

5. Gli sportivi hanno partecipato: riprese durante il campionato Gt

La preparazione degli attori è iniziata in primavera, mentre le riprese si sono svolte a partire da agosto, in concomitanza con il campionato Gt, aspetto che ha permesso di girare le sequenze ambientate sulla pista.
ANDREUCCI CONSULENTE. I team impegnati nelle gare hanno sostenuto il progetto e tra i consulenti c'è anche il famoso pilota di rally Paolo Andreucci.

6. Usata un'auto unica: la Peugeot 205 Turbo 16

In alcune sequenze del lungometraggio è stata utilizzata la Peugeot 205 Turbo 16, un modello storico della casa automobilistica francese.
UN MITO TRA I PILOTI. Stefano Accorsi ha svelato che si tratta di una vettura diventata quasi un mito tra i piloti, dal valore inestimabile.
Sul set, durante le riprese della gara illegale, gli altri guidatori non hanno infatti nascosto di provare un po' di invidia nei confronti dell'attore che ha avuto l'opportunità unica di sedersi al volante.

7. Sonoro realistico: merito di oltre 40 ore di materiale audio

Per rendere realistici i suoni dei motori e del mondo che ruota interno alle gare automobilistiche, è stato necessario compiere delle registrazioni audio che hanno permesso di avere a disposizione oltre 40 ore di materiale sonoro.
CHIESE E AUTOVETTURE. Per realizzarlo sono stati necessari dei microfoni in grado di resistere a delle frequenze sonore molto alte. Altri espedienti originali utilizzati dal sound designer per il film sono stati per esempio inserire un canto da chiesa mescolato al tipico rumore del motore delle vetture o l'audio di suoni creati grazie a dei boiler industriali di metallo.

8. Riprese non prive di incidenti: sequenze elaborate e pericolose

Stefano e Matilda, durante le interviste realizzate per la promozione del film, hanno confermato che ci sono stati dei piccoli incidenti sul set e durante le lezioni di guida a cui si sono sottoposti.
SCENA COMPLICATA A IMOLA. Le sequenze ad alta velocità sono state infatti molto elaborate e, in particolare, l'inseguimento realizzato nel centro abitato di Imola è stato un momento molto complicato, prevedendo inoltre la presenza di due Harley Davidson.

9. Scelta cromatica molto particolare: la presenza del rosso

Matteo Rovere ha confermato che il film è caratterizzato dalla presenza del colore rosso, usato in alcuni elementi come il vestito da sera di Matilda, una camicia di Loris, una coperta e gli interni dell'abitazione.
LAVORO DI SATURAZIONE. Il regista ha inoltre lodato il lavoro del direttore della fotografia Michele D'Attanasio che ha lavorato ai livelli di saturazione dei colori, lasciandone emergere altri che erano quelli primari.

10. Dieta e poco sonno: la tecnica di Accorsi per sembrare sciupato

Stefano Accorsi ha dovuto prepararsi al ruolo di Loris dal punto di vista psicologico e fisico.
Oltre a perdere molti chili, per avere l'aspetto sciupato necessario al film, ha persino scelto volontariamente di dormire molto poco prima dei ciak.
STUDIARE DA TOSSICODIPENDENTE. L'attore ha poi incontrato persone che combattono con la tossicodipendenza, ha visto molti materiali forniti dai centri di recupero e gli sceneggiatori hanno sviluppato con molta cura e attenzione questi aspetti della storia.

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