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OPINIONE 10 Aprile Apr 2016 0900 10 aprile 2016

Panama? Si risolverà in un odioso «così fan tutti»

Usciranno tanti di quei vip, che colpevole sarà chi non può permettersi gabole. 

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Lo studio legale di Panama Mossack Fonseca è al centro del caso Panama papers.

Il successo dei Panama Papers sta in questo, che ognuno spera di vederci dentro qualcuno che non sopporta, che gli sta sulle balle per le ragioni più diverse: speculazione politica, antipatia personale, noia, invidia sociale, competizione artistica.
È un successo poco global, molto local: in ogni Paese quello che contano sono i vip nostrani, al limite un po' di fremito per i divi dello sport ma quelli sono in qualche modo messi in conto, se un Messi, già nei guai per evasione, ci ricasca, nessuno se la prende (anzi: è un must).
SCOPPIA IL TOTO-PANAMA. Altra cosa, il sogno di veder nelle peste il politico perbenista (o, meglio ancora, il solito cinico e disinvolto), il cantante barricadero, l'artista engagée, l'attore “de core”, il cuturier con la bocca a cul di gallina.
E allora si sta tutti sul chi va là, si scrutano le agenzie ogni cinque minuti, si sciolgono novene alla rovescia, tipo quella di Fantozzi e dei colleghi della megaditta per fare morire il megadirettore laterale.
Che siano di casa, però: di un Almodovar offshore (che mala educaciòn) qui a nessuno importa meno di niente. Scoppia il toto-Panama, circolano nomi pazzeschi e bisogna stare attenti a non raccoglierli, spesso sono bufale (non sempre però).
GIÙ LE MANI DA AMICI E PARENTI. Ma siccome vale sempre la regola della calunnia che è un venticello, sparlate sparlate, qualcosa resterà, allora tutti si scatenano: è lo sputtanamento, come cantavano Cochi e Renato.
Poi, è chiaro, dovesse capitarci sotto qualcuno “amico”, le ragioni a difesa si troveranno: è colpa del sistema, del commercialista, del destino cinico e baro, del Padreterno, siamo tutte delle gran bugiarde, diceva il grandissimo Paolo Poli, e anche, si potrebbe aggiungere, delle grandi mamme.
Lasciatelo stare, è mio figlio, perlomeno adottivo.
E la politica non manca mai, perché, come diceva Giovannino Guareschi, «al mondo il 99% delle cose purtroppo è politica».

Righiamo dritto perché non abbiamo i mezzi per marciare storto

L'attore e regista Carlo Verdone.

Pensa, è solo un fantaesempio, sia chiaro, pensa se dai Panama Papers emergesse, tra un Valentino e un Verdone, un Mr. X.
Pensa se venisse fuori, che so, pure un Fedez: sai che casino tra quelli che lo attaccano, «grillino fasullo e moralista», e gli altri che lo blindano, «è una vittima, tutta invidia, rosiconi, i veri paraculi sono altri» (sono sempre altri).
UN PAESE CHE CAMPA DI SCANDALI. Moltiplicate l'esempio per tre e quattordici, e otterrete la misura etica di un Paese che campa di scandali e di sputtanamenti. Gente che per fottere 10 euro di Iva si farebbe impalare, allergica allo scontrino - «Questo Stato farabutto non merita niente» - gente morale fino a che non ha occasione di diventare moralista, gente che riga dritto perché non ha i mezzi per marciare storto, paladini dell'indignazione, della legalità, dell'antagonismo virtuoso che lasciano la macchina in zona vietata, preferibilmente nel parcheggio disabili, perché aveva un'emergenza ma dopo sei ore è ancora lì, gente che, «con quello che pago», si ritiene padrona di leggi e decreti, e se qualche sbirro troppo zelante non lo capisce al volo, è pronta a fare un casino.
I LADRI SONO SEMPRE GLI ALTRI. Sono sempre gli altri i ladri, gli evasori, i tinti e mascarati dei “papers”, sono sempre gli altri e i loro amici a fare schifo; gli amici nostri, invece, e i nostri familiari, e noi in particolare abbiamo sempre una buona ragione per protestare, per schifarci, per minacciare le dimissioni da questo Paese di merda, che non ci merita, che ci offende.
Siamo tutte delle gran bugiarde, siamo tutte vicine alle donne: però se il Travaglio di turno scrive che la ministra si è fatta «trivellare dai pm», non c'è barba di femminista che si permetta di protestare. L'importante è stare dalla parte giusta, quella del conformismo moralistico.
NOI SIAMO SOLO VITTIME. Siamo tutte laiche, però pronte a difendere pretese e esigenze delle religioni importate, però se a Rovereto mandano la patetica “provocazione” di un Cristo preso a merda in faccia da bambini appositamente arruolati, si contrabbanda la codardia col laicismo e si sta zitti.
Siamo tutte delle gran puttane, e così gli scandali veri sono sempre quelli del partito degli altri, invece quelli del “nostro” partito o movimento o setta sono montature, macchine del fango, fabbriche dell'odio, ostacoli al cambiamento, gomblotti, manovre dei poteri forti.
LA DEMOCRAZIA DEL GOSSIP. Ma niente paura, una speranza c'è, anzi, quasi una certezza: che dai Panama Papers escano tali e tanti “vippi” da farlo scadere in un “così fan tutti”, tutti panamensi nessun panamense, con l'effetto che i veri colpevoli saranno gli sfigati, quelli che non possono permettersi nessuna gabola esotica.
Insomma soluzione all'italiana, la democrazia del gossip, chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori, ma chi è fuori rosica molto più di chi sta dentro.
Alla fine, Cochi e Renato avevano capito tutto: E lo sputtanamento/olè/E lo sputtanamento/Che cos'è/Forse è voglia di orinare/Senza mai farsi capire/Ma la scarpa è già bagnata/E la patta è disagiata/Già c'è fuori il pendolone/Fischia il vento nel calzone/Olè olè.

Twitter @MaxDelPapa

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