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QUERELLE 29 Aprile Apr 2016 1619 29 aprile 2016

Fedez lascia Siae per Soundreef: «Alternativa fresca e trasparente»

Il rapper se ne va sbattendo la porta: «Sostengo chi fa della meritocrazia un valore fondante».

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Fedez, rapper e giudice di X Factor.

Nel gergo del rap sarebbe un dissing in pieno stile. Fedez lascia la Siae per Soundreef e lo fa sbattendo la porta. «Non voglio demonizzarla», ha precisato l'artista in una conferenza stampa. Ma le sue parole sono state pesantissime.
«Voglio sostenere chi fa trasparenza e fa della meritrocazia un valore fondante». E queste qualità, secondo il rapper, appartengono a Soundreef, società specializzata nella gestione dei diritti musicali che il 18 marzo è stata riconosciuta ufficialmente in Inghilterra per effettuare la raccolta dei diritti di autore. Tutto merito della Commissione europea che ha spiegato l'amministratore delegato di Soundreef, Davide D'Atri, «ha stabilito che un autore si può iscrivere alla collecting che vuole».
«LA SIAE? CLIENTELISMO E POLITICA». Perché scegliere Soundreef allora? D'Atri ha spiegato che Soundreef, che in Italia ha il mandato di circa mille autori, «rendiconta le utilizzazioni entro 7 giorni dal concerto e paga le royalty entro 90 giorni dal concerto, sia per il nazionale che per l'internazionale. La nostra rendicontazione è analitica al 100%. Ciò che viene suonato viene pagato e gli utenti attraverso l'account online possono verificare in tempo reale come e quando hanno guadagnato». Ma Fedez è andato oltre: «Un'alternativa fresca» e «trasparente». Mica come la Siae, dove «quattro dipendenti su dieci sono legati da parentele politiche e clientelari».

«Serve una legge urgente contro il monopolio»

L'home page di Soundreef dà il benvenuto a Fedez.

Una denuncia chiara e netta, appena mitigata da altre parole che sono apparse di circostanza: «Non spero che da oggi tutti gli artisti lascino Siae, però spero che questa mia scelta possa accendere un riflettore su un argomento complesso. C’è una legge da fare in maniera tempestiva».
Mentre il rapper e il ceo di Soundreef illustravano l'operazione, alle loro spalle scorrevano vari tweet con l'hashtag #franceschiniripensaci: «c'è una fortissima corrente pro liberalizzazione da parte del Governo e del Pd, per questo sono rimasto sorpreso, ha detto D'Atri, quando Franceschini alla Camera ha detto che voleva continuare con il monopolio.
PRESSING SU FRANCESCHINI. La campagna online è partita dal basso, dagli autori, ma siamo fiduciosi: il Governo è pro liberalizzazione e spero che il ministro ascolti». Nei giorni scorsi trecento imprenditori hanno scritto al Presidente del Consiglio per chiedere il pieno recepimento della direttiva Barnier, la disposizione europea 26 del 2014 sulla gestione collettiva dei diritti d'autore e dei diritti connessi. E dal parlamento il M5s plaude al suo cantautore preferito e annuncia una proposta di legge.

La replica della Siae: «Fedez disinformato»

Il logo della Siae.

E se l'addio sarà ufficiale solo da primo gennaio 2017, la risposta della Siae è arrivata subito: «Abbiamo saputo e preso atto della scelta di Fedez e certamente ci dispiace perdere uno dei nostri 80.000 associati»
Come dire: «Ce ne faremo una ragione». Ma le accuse di Fedez hanno lasciato il segno: «Continuiamo a stimare e apprezzare Fedez come autore e come artista e tuttavia riteniamo che talune sue dichiarazioni siano frutto di una non corretta informazione».
La Siae si può consolare con «il boom di adesioni» registrato nell'ultimo anno: «Dal 1 gennaio 2015 a fine marzo 2016 circa 6.000 nuovi autori under 31 si sono iscritti».
Per la società presieduta da Filippo Sugar una conferma «che gli sforzi per migliorare i servizi per i propri associati - digitalizzando l'offerta, pubblicando online bilancio e relazione di trasparenza, azzerando la quota d'iscrizione per giovani e start up editoriali e abbassando la nostra provvigione, che oggi in media è sotto al 16% - stanno andando nella giusta direzione».
«IN TUTTO TUTELIAMO 45 MILIONI DI OPERE». Siae «tutela in tutto 45 milioni di opere in virtù di 270 accordi di rappresentanza con società di collecting estere. Realizziamo circa 1,2 milioni di licenze all'anno e serviamo oltre 500mila utilizzatori sul territorio, senza gravare in alcun modo sulle casse dello Stato e senza dover fare utili nell'intermediazione del diritto d'autore».
Insomma, l'addio di Fedez può essere assorbito. Sperando che non siano in tanti a seguirlo.

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