BENI CULTURALI 8 Maggio Mag 2016 1500 08 maggio 2016

Castello di Sammezzano, un gioiello dimenticato

A Sammezzano c'è un luogo magico. Location di film ed esemplare unico nel suo genere. Il prossimo 24 maggio va all'asta. E lo Stato non vuole comprarlo. Foto.

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Se Il Racconto dei racconti di Matteo Garrone è tornato a casa dalla cerimonia dei David di Donatello 2016 con sette premi, il merito è anche suo.
Quella statuetta per le migliori scenografie è sì di Dimitri Capuani e Alessia Anfuso, ma almeno un pezzettino spetta anche al Castello di Sammezzano (guarda le foto).
Tra i suoi corridoi e le sue sale, infatti, si è mossa Salma Hayek per girare l'episodio della regina che mangia il cuore di un drago per restare incinta. Lei, con Dolcenera e la troupe della mini serie L'Oriana, è stata una dei pochi fortunati che recentemente hanno potuto ammirare con i propri occhi la meraviglia di un luogo magico, unico in Italia, eppure semi sconosciuto e chiuso al pubblico.
ESEMPLARE UNICO. Gli stucchi colorati e le forme progettate e realizzate dal marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona tra il 1853 e il 1889, che rendono questo palazzo alle porte del Comune di Reggello (Firenze) un esemplare unico dell'orientalismo italiano, sono off-limits. Tra il 2012 e l'ottobre del 2015, il Comitato Fpxa 1813-2013 ha organizzato tre o quattro visite all'anno, a numero chiuso, per un totale di circa 800 persone. I posti venivano bruciati nel giro di un'ora, e migliaia di persone restavano all'asciutto. «In questi anni credo che circa 10 mila persone siano riuscite a vedere il Castello», ha raccontato a Lettera43.it Massimo Sottani, presidente del comitato, «ma sono molto più numerose quelle che avrebbero voluto vederlo e non hanno potuto. L'ultima volta abbiamo ricevuto 6.700 richieste in 47 secondi, oggi sarebbero ancora di più».
Per alcuni di loro, riprovarci sarà impossibile. Almeno se le cose non cambieranno velocemente. Il Castello è in costante degrado e nemmeno l'impegno della cittadinanza per portarci acqua e corrente elettrica può bastare. Gli intonaci al secondo piano si stanno staccando, lo dimostrano i calcinacci sul pavimento. Il parco, 65 ettari che vedono la più alta concentrazione di sequoie californiane in Italia, e la presenza di uno dei 150 alberi monumentali vantati dal Paese, è abbandonato a se stesso, ma è ancora accessibile.
ACQUISTATO NEL 1999 PER FARNE UN RESORT. Nel 1999 i terreni erano stati acquistati dalla Sammezzano Castle Srl, una società a responsabilità limitata partecipata da due imprese inglesi (Nishanco Holdings Limited col 53,66% ed Excalibur 2004 Limited col 17,71%), una svizzera (Finver S.a. col 23,54%) e una cipriota (Fairfax Investement Limited col 5,09%).
L'idea era quella di farci un resort di lusso, con campi da golf, piscina, spa. Il tutto rispettando il Castello, su cui c'è un vincolo come bene culturale, e il parco. Un progetto di recupero che si è arenato su problemi di liquidità ridotta e debiti con gli istituti bancari Monte dei paschi di Siena e Unicredit.
Così il lotto è finito all'asta. Una prima vendita è stata tentata il 20 ottobre 2015, per 22 milioni: fallita. Una seconda cinque giorni dopo, il 27 ottobre, per 20 milioni: fallita.
Il prossimo appuntamento è fissato per il 24 maggio 2016, e anche se il prezzo è sceso a 15 milioni, con un'offerta minima di 11 milioni e 250 mila euro, all'orizzonte non sembra intravedersi alcuna schiarita.

I cittadini provano a salvarlo

La coloratissima Sala dei Pavoni del Castello di Sammezzano.

«Non siamo ancora ottimisti», ha spiegato Francesco Esposito, fondatore del movimento Save Samezzano, a Lettera43.it, «abbiamo contattato tanti privati, qualche fondazione bancaria, ma il prezzo è alto». Anche perché, dopo l'acquisto, bisognerà accollarsi i costi di restauro. Si parla di 50 milioni solo per i tre piani del Castello, un centinaio in totale, considerando anche il parco e le 13 depandance.
Lo Stato italiano ha un diritto di prelazione e in qualsiasi momento può prendersi il Castello e farne un museo pareggiando l'offerta di chi se lo dovesse aggiudicare. Ma, interrogato in parlamento sulla questione, il ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini ha liquidato la questione affermando che la congiuntura economica non permette un esborso del genere. «Strano», ha commentato Bob Monroe, altro membro del movimento Save Sammezzano, inglese residente a Montevarchi innamoratosi del Castello con una foto vista sulla copertina di un magazine.
RENZI NON PERVENUTO. Il movimento Save Samezzano ha provato a contattare anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi, facendo leva sul suo sentimento fiorentino, ma l'unica risposta che hanno ottenuto è stata: «Lo conosco, ci hanno fatto il ricevimento del matrimonio i miei genitori». Poi nient'altro: «Eppure lui è di Rignano, a due passi da Reggello, vede quasi il Castello dalla finestra di casa sua», ha aggiunto Monroe, «speriamo di trovare l'appoggio della Regione Toscana». Intanto il movimento ha strappato un impegno perché dal Consiglio regionale si presenti una mozione firmata dai diversi partiti per garantire la fruibilità pubblica del Castello qualsiasi sia l'acquirente finale.
Perché Sammezzano, duramente colpito dalle intemperie e dagli atti vandalici, cerca disperatamente un proprietario. «La nostra priorità è che sia tutelato il Castello», ha spiegato Francesco Esposito, «se anche lo dovesse prendere uno sceicco per farne la sua abitazione privata, sarebbe un bene. Poi se lo si può rendere fruibile almeno in parte al pubblico è ancora meglio».
SU CHANGE.ORG 26 MILA FIRME. È per questo che hanno avviato su Change.org una petizione che ha già superato le 26 mila firme, compresa quella dell'ex ministro dei Beni culturali Massimo Bray: «Vogliamo chiedere al Comune di Reggello, alla Regione Toscana e al ministero dei Beni culturali e del turismo di intervenire con i poteri loro assegnati dal nostro ordinamento affinché siano adottate tutte le misure che garantiscano la destinazione museale del Castello di Sammezzano e l'apertura al pubblico del suo parco, in considerazione dell'elevato pregio storico artistico dell'immobile», si legge sulla piattaforma di petizioni online.
Il sogno è quello di poter replicare l'esperienza vincente della Rocchetta Mattei, piccola fortezza che si trova nel comune di Grizzana Morandi, in provincia di Bologna, rilevata nel 2005 dalla Fondazione Carisbo e trasformata in un museo che ha aperto al pubblico 10 anni dopo, mettendo insieme 30 mila visitatori da ottobre 2015.

La Alhambra di Toscana

Il parco del Castello di Sammezzano ospita numerose specie esotiche. Tra queste spicca la Sequoia Gemella, alta 50 metri, uno dei 150 alberi monumento d'Italia.

Costruito nel 1605 dagli Ximenes D'Aragona, su una tenuta appartenuta alle più importanti famiglie fiorentine (Medici compresi), e che secondo lo storico Davidsohn avrebbe visto passare sui suoi terreni Carlo Magno di ritorno da Roma dopo aver fatto battezzare il figlio dal papa, il Castello di Sammezzano è diventato ciò che è ora solo nel XIX secolo.
Quando l'ultimo degli Ximenes d'Aragona, Ferdinando, morì nel 1816, i sui beni passarono, col nome e lo stemma della famiglia, al primogenito di sua sorella Vittoria, moglie di Niccolò Panciatichi. Ferdinando Panciatichi divenne dunque Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona, e in 40 anni trasformò radicalmente il Castello.
AZULEJOS, MATTONI E STUCCHI. Ispirandosi allo stile eclettico moresco, portò in Toscana un po' di Andalusia, tra azulejos, mattoni e stucchi, trasformando il ruolo in un tempio della sua passione per l'orientalismo e sfidando i gusti estetici di una città come Firenze, sempre legata ai dogmi dell'architettura e dell'arte rinascimentale.
Snobbato dai fiorentini ma definito l'Alhambra toscana dall'architetto e storico dell'architettura Carlo Cresti, Sammezzano rimane un gioiello unico nel panorama artistico italiano.
Fino alla fine degli Anni 60, il castello è stato una residenza privata, poi è diventato un hotel di lusso con 17 camere ed enormi sale da pranzo e cerimonia.
All'inizio degli Anni 90 i costi di gestione si fecero insostenibili, l'hotel chiuse e da allora non è più stato accessibile al pubblico.
NEL PARCO UNA SEQUOIA ALTA 50 METRI. Il parco presenta una tale varietà e concentrazione di specie esotiche da risultare tra i giardini botanici più importanti d'Italia: tra araucaria, tuja, tassi, cipressi, pini, abeti, palme, yucca cedri dell'Atlante e del Libano, acacie e tigli, spiccano le 57 sequoie americane adulte, il numero più alto che possa vantare un singolo parco del nostro Paese, tutte alte più di 35 metri. Tra loro c'è anche la sequoia gemella, alta 50 metri e con un circonferenza di 8,4 metri, uno dei 150 alberi monumentali d'Italia.
Tutto questo, ora, è abbandonato. Se non fosse per un paio di gruppi di cittadini nessuno ne parlerebbe. Resterebbe una delle tante proprietà che si trovano sugli annunci di aste giudiziarie. Solo molto più cara e pregiata della media.
Save Sammezzano e il Comitato Fpxa 1813-2013 hanno uno scopo comune. «Far conoscere il Castello al maggior numero di persone possibile», racconta Francesco Esposito, «è l'unica possibilità che abbiamo per salvarlo. Quanta più gente dirà di volerlo vedere, tanto più sarà probabile trovare chi sia disposto a un investimento del genere immaginando di avere un ritorno economico».
PIÙ DI 86 MILA LIKE SU FACEBOOK. Su Facebook, il ritorno è già interessante. Il comitato conta 31 mila like, Save Sammezzano ha superato gli 86 mila. «La Reggia di Caserta ne conta 130 mila, ed è la Reggia di Caserta. Noi siamo attivi da sei sette mesi e abbiamo già numeri notevoli».
Chissà se saranno tali da convincere qualcuno a comprarsi il Castello il 24 maggio e presentare un progetto di restauro. O chissà che non possano cambiare qualcosa i fondi per la Cultura stanziati il 2 maggio dal governo.
Un decimo di quel miliardo potrebbe bastare per comprare Sammezzano, rimetterlo in sesto e farne un'eccellenza nazionale aperta al pubblico. Bello come quando ospitò il rinfresco per le nozze di papà e mamma Renzi.

Twitter @GabrieleLippi1

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