BENI CULTURALI 22 Maggio Mag 2016 1200 22 maggio 2016

Poveglia, l'ultima isola pubblica della Laguna Sud

Dal 1968 l'isola è abbandonata. Lo Stato vuole monetizzare. Ma un'associazione di veneziani lotta per salvarla. Sfidando un imprenditore diventato sindaco.

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Si racconta che tra gli alberi dell'isola di Poveglia, e per le rovine dei suoi edifici abbandonati, si aggirino i fantasmi dei marinai morti di peste. Ma a Poveglia, racconta Lorenzo Pesola a Lettera43.it, «l'unico fantasma è lo Stato».
7,25 ETTARI DI PARCO. L'associazione di cui è presidente, Poveglia per tutti, si batte per restituire l'isola ai veneziani e agli italiani.
Perché di vedere quei 7,25 ettari abbandonati a loro stessi, quel parco incurato, quei 15 mila metri cubi distribuiti in una dozzina di edifici di importanza storica ridotti a ruderi, proprietà di un Demanio incapace di trovare un concessionario adeguato, non ne può più.
Nel 2014, l'associazione ha provato ad aggiudicarsi una concessione del diritto di superficie dell'isola per 99 anni. Ha partecipato a un'asta, ma è stata battuta dall'offerta di Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia all'epoca dei fatti ancora semplice imprenditore e proprietario dell'agenzia interinale Umana.
DA BRUGNARO UN'OFFERTA NON CONGRUA. Brugnaro offrì 513 mila euro, Poveglia per tutti non rilanciò nella seconda fase dell'asta, pur avendo in cassa esattamente 1.000 euro in più. Fu una scelta strategica che portò i suoi frutti, perché la Commissione del Demanio ritenne incongrua l'offerta. Troppo pochi 513 mila euro per un'isola che, secondo le stime fatte dall'associazione Poveglia per tutti, varrebbe circa 12 milioni. Un rilancio avrebbe permesso a Brugnaro di alzare ulteriormente la posta, con una cifra che il Demanio avrebbe potuto ritenere congrua.
Non farlo era il modo migliore per evitare che l'isola finisse nelle mani dell'imprenditore, pronto a investire 40 milioni di euro per crearci un centro internazionale di cura dei disturbi alimentari che, secondo i suoi piani, avrebbe creato «almeno 200 posti di lavoro».
Un progetto che, forse, sarebbe valso anche un’offerta più pertinente per il diritto di superficie sull’isola. Brugnaro, di fronte al veto della Commissione del Demanio, ha prima presentato ricorso, poi l’ha ritirato.

Rapporti tesi con il sindaco

Luigi Brugnaro.

Poco dopo è diventato sindaco di Venezia, ma i rapporti con l’associazione Poveglia per tutti non sono migliorati.
«Continua a sentirsi in campagna elettorale», spiega Pesola, «per questo ci accusa di impedire lo sviluppo di un progetto imprenditoriale sull’isola. La verità è che lui non ha offerto abbastanza».
E si è tirato indietro. Loro invece no. Hanno continuato a provarci. Anche quando si sono visti rifiutare, nel 2015, una richiesta di concessione per sei anni a causa di altre manifestazioni d’interesse di «un signore 90enne che raccontava i suoi ricordi e una fantomatica geometra slava».
«VOGLIAMO CERCARE INVESTITORI». Così hanno fatto ricorso al Tar e presentato una nuova richiesta per una concessione più breve. Loro preferiscono chiamarla «offerta di concessione», perché sul piatto hanno messo un progetto di restauro da 400 mila euro, i soldi per realizzarlo, il lavoro volontario e le competenze dei soci.
«Si tratta di lavori preliminari, di fase zero, per aprire l’isola come parco in condizioni di sicurezza», prosegue Pesola, «ma soprattutto cerchiamo una titolarità con cui andare a cercare investitori e fare quello che lo Stato non è in grado di fare. Perché noi vogliamo cercare i soldi per l’isola, ma non abbiamo un titolo per farlo».
Il loro progetto per rendere appetibile Poveglia prevede il recupero del verde, ma anche di alcuni edifici, «un paio, perché per tutti ci vorrebbe una cifra tra i 15 e i 40 milioni di euro».
I TENTATIVI FALLITI DA TOURING CLUB E CTS. L’idea è quella di dare una prima sistemata all’isola per installarci delle attività che possano produrre fatturato: un ristorante, una rada di approdo per le barche, servizi di diporto, orti urbani, un ostello, un campeggio, scavi archeologici con le università straniere.
Per far uscire Poveglia da quella condizione di abbandono in cui vive dal 1968, quando fu dismesso l’ospedale geriatrico, senza che nessuno dei tentativi di vendere e concedere quei terreni andasse in porto. Ci hanno provato prima il Touring Club negli Anni 80, poi il Cts (Centro turistico studentesco e giovanile), che nel 1997 si propose di realizzarvi un ostello della gioventù, portando il ministero del Tesoro a escludere l’isola dai beni da vendere ai privati nel 1999 per riconsegnarla al Demanio. Che 17 anni dopo ne è ancora il titolare.

Il Demanio? «Un gigantesco carrozzone all'italiana»

L'isola di Poveglia.

Pesola non ha grande fiducia nella capacità dell’Agenzia statale, che per lui «potrebbe essere il più grande generatore di impresa italiano ma è solo un triste capitolo finanziario. Un gigantesco carrozzone all’italiana con una incapacità di assumersi rischi handicappante».
Con i 500 mila euro che l’associazione è stata capace di raccogliere, in 40 giorni, solo attraverso il crowdfunding, Poveglia potrebbe almeno respirare.
Quello che è considerato il parco della Laguna Sud potrebbe tornare pienamente accessibile e ritrovare una dignità storica sepolta sotto le leggende da fiction che ogni anno portano i turisti inglesi sull’isola per vedere resti umani inesistenti e i luoghi infestati dai fantasmi di un Lazzaretto che, in realtà, di morti ne ha ospitati pochissimi.
DA CENTRO FIORENTE A STAZIONE DI QUARANTENA. La storia di Poveglia è iniziata nel VI secolo, quando fu popolata dagli abitanti fuggita da Padova ed Este dopo l’invasione longobarda.
Attorno al castello si sviluppò un borgo che nei secoli successivi sarebbe diventato un importante centro commerciale. Fino alla guerra di Chioggia, nel XIV secolo, quando non bastò la costruzione dell’ottagono Poveglia (ancora presente davanti all’isola) per fermare l’invasione genovese, e la popolazione fu evacuata a Venezia.
Alla fine del XVIII secolo, l’isola sarebbe stata trasformata in avamposto sanitario e stazione di quarantena marittima, ospitando due equipaggi ammalati di peste e una giraffa diretta a Vienna alla corte di Francesco I.
ABBANDONATA DA MEZZO SECOLO. Per due secoli Poveglia è stato questo, fino al secondo Dopoguerra. Poi ha ospitato un ospedale geriatrico fino al 1968, quando gli edifici vennero abbandonati mentre i terreni furono assegnati a un agricoltore.
Dopo quasi mezzo secolo è ancora vuota, decadente, ultima isola rimasta accessibile - seppur solo in parte - in quella zona di Laguna dopo la progressiva ‘privatizzazione’ delle altre.
C’è chi sogna che rimanga di tutti, un patrimonio dei veneziani. Ed è pronta a pagare per farlo.

Twitter @GabrieleLippi1

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