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LA MODA CHE CAMBIA 29 Maggio Mag 2016 0800 29 maggio 2016

Lode a Kim Kardashian che riscatta i nostri lati B

Bassa, sproporzionata e poco istruita. Ma proprio per questo è rincorsa dalle griffe.

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Kim Kardashian.

La scorsa domenica, mentre guardavo la massa imponente del didietro (molti lo chiamano derrière, in francese fa meno impressione) di Kim Kardashian salire i pochi gradini che immettono alla platea del Teatro dell'Opera di Roma, avviluppato in un abito di crepe bianco che ne rendeva l'ampiezza surreale, mi domandavo se vent'anni fa una donna come lei avrebbe avuto un successo planetario simile al suo di oggi, e mi sono risposta di no.
BASSA, SPROPORZIONATA E POCO ISTRUITA. Intendiamoci, di ragazze che si sono fatte largo nella vita intentando cause ai distributori di filmetti porno di cui si erano rese protagoniste da ragazzine su suggerimento della madre avida di riflettori sono piene le cronache, e se negli Anni '80 Brooke Schields si è salvata da un destino simile a quello di Kim, cioè alla forzatura di un video pornografico per farsi notare in mancanza di altri talenti, è stato solo grazie alla sua strepitosa bellezza e all'ostinazione con cui ha voluto continuare a studiare, laureandosi con il massimo dei voti a Berkeley. Ma Kim bella non è, o non lo è secondo i canoni classici. In un mondo che negli ultimi trent'anni ha conquistato circa sei centimetri di altezza, è incredibilmente bassa. E credo abbia finito appena il liceo in uno di quegli istituti privati che, ovunque nel mondo e in questo caso a Los Angeles, diplomano asini.
FINITA L'ERA DELLE ELEGANTI PER NASCITA.Eppure, così sproporzionata da sembrare un centauro o uno di quegli esseri mitologici cantati dall'Ariosto, qualche sera fa a Roma ha eclissato decine di donne belle davvero, alte, sottili, colte e cosmopolite, provviste di quella naturale eleganza che è connaturata dalla nascita, nel linguaggio delle signorine snob di un tempo, da una 'certa' nascita. Una per tutte Keira Knightley, che se ne stava allampanata in un angolo, la bazza protesa per lo scontento, mentre la culona senza professione riconosciuta se non un serial sulla propria famiglia e qualche comparsata, attirava tutti gli sguardi.
La verità è che il tempo delle signorine snob è finito. Lo osserva acutamente anche la sua inventrice, Franca Valeri, nell'ultimo, delizioso memoir pubblicato per Einaudi, «La vacanza dei superstiti».

La salvezza della moda passa dall'idolatria della Kardashian


Di quella signorina tutta 'Picci', pucci, vezzi, svenevolezze e nascosta tenacia, feste e cacce, constata la progressiva scomparsa dell'universo di riferimento o, per meglio dire, della sua rilevanza a fini sociali e mondani. Il mondo che fa tendenza adesso, quello che detta le mode, e che continua a comprarle, non è più quelle delle Donelle e delle Domiziane, ma delle Kim e di centinaia di migliaia di donne come lei, arrembanti, prive di scrupoli, lontanissime dai canoni dell'armonia estetica, che alle Donelle permettono di continuare a mantenere i palazzi aviti affittandone i saloni per i loro pranzi di nozze, organizzati fra un tripudio di lustrini, smoking e mariti con gli stivali da cowboy sotto lo smoking. Per questo, gli stessi stilisti che solo vent'anni fa idolatravano Gwyneth Paltrow e Stella Tennant, bellissime e inarrivabili, flessuose come giunchi, la seconda di casa a Buckingham Palace fin dalla nascita, adesso fanno a gara per contenere le ineleganti forme di Kim in uno dei loro vestiti.
Il fatto è che Donelle si nasce, molto difficilmente si diventa, e che nessuna può innestarsi le gambe di Stella. Mentre milioni di donne sono fatte come Kim, anzi sono decisamente più belle e istruite di lei.
ESEMPIO DI SUCCESSO CON DOTI SCARSE. L'origine del suo successo risiede proprio in questo. Quasi chiunque può a buon diritto ritenersi più chic di Kim Kardashian: lei è la dimostrazione che si può arrivare al successo mondiale anche iniziando il proprio cammino con una dotazione molto scarsa, o fin troppo abbondante a seconda di come la si vuol vedere, e poi percorrerlo senza voltarsi mai. Per questo, è del tutto ovvio che i grandi stilisti continuino a volere le bellissime come amiche e come testimonial per i loro pranzi privati e per piccoli eventi scarsamente mediatici, ma che vogliano mostrare al mondo la contiguità con modelli molto più abbordabili.
Vivienne Westwood ha rivendicato quella meringa con orgoglio, e con ragione. Le ultime trimestrali delle multinazionali del fashion iniziano infatti a mostrare qui e là segni di cedimento. In un mondo dominato dalle grandi emigrazioni, dalle guerre, dall'allarme terrorismo, La moda inizia a fare sempre meno moda: per questo, le griffe insistono sugli eventi, per questo spostano sempre più fortemente l'asse sul glamour, sul cinema, sulla musica, e per questo cercano di accostarsi a figure che un tempo non avrebbe preso in considerazione. Anche dall'idolatria per le forme di Kim passa la loro salvezza.

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