LA CURIOSITÀ 16 Settembre Set 2016 1211 16 settembre 2016

Libri scolastici e gli scherzi nascosti nei testi

Battute e freddure nei testi adoperati negli istituti di tutto il mondo. Servono per evitare la noia e addolcire l'argomento. Anche le illustrazioni sono esilaranti.

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I libri di testo in dotazione a scuola di norma non sono la lettura più esaltante che un ragazzo possa fare.
Sono seri, nozionistici, oltre che pieni di diagrammi e di grafici, come è giusto che sia. Ma non ci si può stupire se gli studenti si distraggono (guarda le foto).
Proprio per catturare l'attenzione dei loro lettori, alcuni autori, americani e non, si sono inventati alcuni stratagemmi per tenere viva l'attenzione.
DISEGNI E BATTUTE PER NON ANNOIARE. Si passa da abbreviazioni e battute divertenti, fino a giochi di parole o strizzate d'occhio alla cultura giovanile. Anche le illustrazioni sono innovative: si passa dalla signora che dice 'bonjour' a una coppia appartata dietro a un cespuglio in un libro di francese, a una manina che saluta nascosta in un problema di fisica.
Senza dimenticare il disegno dell'uomo invisibile a spasso con il proprio cane oppure la foto di un procione a lato di un teorema di matematica, con tanto di didascalia che riporta: «Questo è un procione. Ma perchè si trova qui?».
RIMEDI 'CONTRO' LA MATEMATICA. Come spiegare l'importanza di una funzione matematica? Con una battuta: «Nel caso in cui in un vicolo oscuro, a tarda notte, incontri qualcuno che ti punta una pistola e ti dice: 'Voglio discutere sulla funzione di X elevato a X', devi essere preparato».
Ogni espediente è buono per tenere viva l'attenzione, anche un tenero panda rosso: «Sei ancora con me? Lo so, questa roba è abbastanza noiosa. Ecco perché ho aggiunto la figura 10-1. Non centra nulla con HTML5, ma ho pensato che potremmo prendere fiato prima di concentrarci sulle APIs».
STRAFALCIONE O COMICITÀ? Non mancano i casi di veri e propri errori, come l'Egitto collocato in Sud America in una cartina, ma la maggior parte delle frasi divertenti sono inserite deliberatamente e danno un tocco comico al testo: «Questo capitolo si sarebbe dovuto chiamare 'Introduzione', ma nessuno legge l'introduzione e noi vogliamo che tu legga questa. Noi ci sentiamo tranquilli nell'ammetterlo qui, in una nota a piè di pagina, perché nessuno legge le note a piè di pagina».
Volute o meno, tutte fanno ridere, soprattutto uno studente annoiato in classe.

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