Natale
24 Dicembre Dic 2016 1400 24 dicembre 2016

Natale, 15 cose che (forse) non sapete

Una ricorrenza cristiana con qualche radice pagana. Un santo secolarizzato per esigenze di marketing. Una canzone simbolo sottratta a un'altra festa. Il 25 dicembre in pillole.

  • ...

Per molti, grandi e bambini, è il giorno più atteso dell'anno. È quello dei cenoni e dei pranzi di famiglia, in cui si ritrovano anche i parenti che si erano persi di vista, quello dei pacchetti sotto l'albero, dei regali, dei baci sotto il vischio. Il Natale si celebra in tutto il mondo, per ricordare la nascita di Gesù Cristo. Si cantano canzoni imparate a memoria e si aspetta un signore barbuto vestito di rosso che arriva volando su una slitta carica di doni. Ma quanti conoscono le vere origini della festa e delle sue tradizioni? Ecco 15 cose che forse non sapete.

La Natività di Gesù del Caravaggio.

1. Non è il vero compleanno di Gesù

In tutto il mondo, il Natale si festeggia il 25 dicembre, ma sulla Bibbia non è riportata nessuna data per la nascita di Gesù. Secondo alcuni, il Cristo sarebbe nato in primavera, secondo altri in estate. Per quanto non vi sia certezza sulla datazione dell’evento, si può risalire all’origine della scelta del 25 dicembre effettuata nel IV secolo, dopo il Concilio di Nicea. La data scelta era la stessa di una importante festa pagana, quella del Sol Invictus, che celebrava il solstizio di inverno, in cui le giornate tornano ad allungarsi.

2. Gesù è nato in una caverna

Chiunque abbia fatto almeno una volta nella sua vita il presepe si è trovato davanti a un bivio: scegliere come location della Natività una capanna o una grotta? Stando al Vangelo secondo Luca, Gesù sarebbe nato in una caverna in cui Maria e Giuseppe si erano sistemati con l’aiuto dei pastori. La stessa chiesa della Natività di Betlemme, secondo la tradizione, sarebbe costruita sopra la grotta in cui è nato Gesù.

3. La tregua di Natale della Grande Guerra

Quando la Prima Guerra mondiale era iniziata da cinque mesi, le truppe sul fronte occidentale stabilirono una tregua per il Natale del 1914, e passarono la Vigilia a intonare canti attraverso il campo di battaglia. La mattina dopo, i soldati tedeschi uscirono dalle trincee per andare ad augurare Buon Natale, in inglese, ai soldati del fronte opposto. I nemici si trovarono e si strinsero la mano, qualcuno si scambiò anche sigarette e altri doni.

  • La Vera storia di Babbo Natale, film del 1985 diretto da Jeannot Szwarc.

4. Le origini di Babbo Natale

In principio era San Nicola, vescovo di Myra, nell'attuale Turchia, che portava doni ai bambini il 6 dicembre. A creare l’immagine odierna di Babbo Natale che vola su una slitta fu Washington Irving, autore del racconto horror gotico Il cavaliere senza testa. Nella sua serie di racconti brevi The sketch book of Geoffrey Crayon, lo scrittore newyorchese descrisse il sogno in cui San Nicola attraversava il cielo su una slitta senza peso.

5. Rosso come la Coca-Cola? Non proprio

Molti pensano che Babbo Natale sia stato vestito di rosso per essere trasformato in testimonial della Coca-Cola. In realtà, benché in precedenza fosse stato spesso rappresentato in verde e marrone, lo si era già visto anche con la divisa attuale. La Coca-Cola, però, ha un enorme importanza nella diffusione dell’immagine attualmente diffusa di Babbo Natale. Prima del 1931, infatti, veniva raffigurato in tanti modi diversi: come un uomo alto e magro, come un elfo, vestito da vescovo o di pelli di animali come un cacciatore norvegese. Ma nel 1931 la Coca-Cola scelse di farne il suo testimonial, mettendo il suo restyling nelle mani del disegnatore Haddon Sundblom, a cui fu richiesto di ritrarre un uomo bonario e rassicurante. Per farlo, Sundblom prese ispirazione dalla poesia di Clement Clark Moore, La visita di San Nicola (conosciuta anche come Twas the Night Before Christmas). E pensare che l’autore non riteneva il componimento degno del suo talento, e non avrebbe mai voluto pubblicarlo. Fu un suo amico a farlo pubblicare, di nascosto e anonimo, su un giornale.

6. Quasi alla velocità della luce

Ma come fa Babbo Natale a girare per tutto il mondo in una sola notte e lasciare doni a tutti i bambini buoni? A rispondere alla domanda ci ha pensato il “Fermilab” del dipartimento dell’Energia americano. Considerando il fuso orario, Babbo Natale ha a disposizione 34 ore di tempo, e ipotizzando che si fermi in 800 milioni di case sparse per il mondo, ha bisogno di viaggiare al 99,999999% della velocità della luce.

Babbo Natale, il personaggio di fantasia più ricco del mondo nel 2005 secondo Forbes.

7. Il più ricco del mondo

A guardarlo non lo direste mai, e magari ve lo immaginate a vivere la sua vita frugale tra I boschi di conifere della Lapponia, con le sue renne, i suoi aiutanti elfi, visitato ogni tanto dalla Befana. Eppure, udite udite, Babbo Natale è l’uomo più ricco del mondo. O almeno lo è stato nel 2005. A dirlo è nientemeno che Forbes, che ha stilato la lista dei più facoltosi personaggi di fantasia mai inventati. Il suo patrimonio netto è stimato in “infinito”. Tutto merito dell’attività di produzione e consegna di dolciumi e giocattoli che ha saputo mettere su nei secoli.

8. Un bacio dai poteri magici

Un’altra tradizione del Natale è quella che raccomanda il bacio sotto al vischio. Probabilmente l’avrete fatto spesso, senza mai andare oltre la banale idea che porti fortuna. Ma secondo le leggende celtiche e teutoniche, il vischio ha davvero poteri magici: cura le ferite, aumenta la fertilità, protegge dagli spiriti malvagi. La tradizione del bacio sotto il vischio è iniziata in epoca Vittoriana. Forse anche per reazione alla forte repressione della sessualità attuata durante quegli anni.

9. Un albero per illuminare i giorni bui d’inverno

Come il 25 dicembre, anche l’albero di Natale è un’usanza mutuata dalla tradizione pagana. In particolare da quella dei Germani, che usavano decorare dei sempreverdi per illuminare le buie giornate d’inverno. Il primo albero di Natale è apparso a Strasburgo nel XVII secolo.

10. Il presepe inventato da San Francesco

È invece cristianissimo il presepe. Cristianissimo e italianissimo. È stato infatti San Francesco d’Assisi, nel 1223, a rappresentare per la prima volta la Natività a Greccio, in provincia di Rieti, con l’autorizzazione di papa Onorio III. Diffuso in tutto il mondo, il presepe vede oggi la sua capitale in Napoli. Una cosa che forse non tutti sanno è che la parola presepe, letteralmente, significa stalla.

11. Ci si scambia regali per ricordare i Magi

L’usanza di scambiarsi doni per Natale è da attribuire alla volontà di replicare e ricordare il gesto compiuto dai Re Magi per omaggiare la nascita di Gesù. Ma l’origine, ancora una volta, potrebbe essere ancora più antica, e rimandare all’abitudine pagana di recare offerte agli dei. Quel che è certo è che i primi a ricevere i doni da Santa Claus sono stati i bambini olandesi, che il 6 dicembre ritrovavano i loro regali nelle scarpe lasciate all’esterno della casa.

12. In Olanda si lasciano carote per le renne

I piccoli lasciavano cibo e bevande per il Santo e, oggi, mettono nelle scarpe carote per le sue renne. Come facevano i norvegesi per i cavalli di Odino, invitando il dio a fermarsi davanti a casa loro.

  • Jingle Bells cantata da Frank Sinatra.

13. Jingle Bells, una canzone rubata al Ringraziamento

Jingle Bells è uno dei più celebri simboli del Natale. Eppure, quando fu scritta nel 1857 da James Pierpont, con il titolo One Horse Open Sleigh, era stata pensata per la Festa del Ringraziamento.

14. Mamma ho perso l'aereo campione d’incassi

Non c’è Natale senza film di Natale. Sapete qual è quello che ha incassato di più nella storia? Mamma ho perso l’aereo, con 285.761.243 dollari.

15. Rudolph, una grande idea di marketing

Avete presente Rudolph? Il capo delle renne di Babbo Natale? Quello col naso rosso che illumina il cielo notturno? Ecco, non sarebbe mai esistito non fosse stato per la catena di negozi Montgomery Ward, che ne fece la mascotte di una sua brochure natalizia da consegnare ai bambini. Quando Rudolph è diventato un brand natalizio, il suo inventore, Robert L. May, ha dovuto combattere per vedere riconosciuti i diritti d’autore, che erano interamente di proprietà di Montgomery Ward. E quando ha vinto la sua battaglia era già quasi finito sul lastrico per pagare le cure mediche delle moglie. Ah, in origine Rudolph non aveva il naso rosso, perché nel 1939, quando nacque, il naso rosso era un segno di riconoscimento degli ubriachi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso