De Filippi Conti
SPIRITO ASPRO
6 Gennaio Gen 2017 0900 06 gennaio 2017

Tra feti e Maria: cattivi auspici su Sanremo

Un promo con bambini che devono ancora nascere ma cantano canzoni di 50 anni fa. E le voci di una coconduzione Conti-De Filippi che sancirebbe un patto del Nazareno in tivù. È in arrivo un Festival apocalittico.

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Non bastavano la traslucenza nucale, l'esame dei villi coriali e l'amniocentesi: ai tanti esami cui si sottopongono le future mamme ora dobbiamo aggiungere anche l'ecografia sanremologica. Questo l'inquietante messaggio del discusso promo del Festival di Sanremo 2017, in cui i piccoli ospiti dei pancioni di un gruppo di gestanti in una sala d'aspetto (considerata la crisi demografica, in quella stanza sono riunite tutte le italiane under 40 rimaste incinte nella seconda parte del 2016) ballonzolano cantando Non ho l'età di Gigliola Cinquetti, anziché acchiapparsi i piedini o ciucciarsi il dito, come tutti i feti normali.

VECCHI PRIMA DI NASCERE. A quanto pare la sanremolatria nazionale, in combinazione letale con l'insenilimento, produce radiazioni in grado di produrre tremendi danni prenatali: creature non ancora nate cantano canzoni vecchie di 50 anni già nel ventre materno. Se tanto mi dà tanto, verranno al mondo già con i capelli pepe e sale come il premier Gentiloni, pretenderanno i pannoloni anziché i pannolini da bebè e sul culetto al posto della pasta di Fissan vorranno la crema antirughe all'acido ialuronico.

MA PRONTI PER L'ITALIA. Ma forse il promo sanremese è solo l'auspicio di un provvidenziale adattamento della specie all'ambiente: è chiaro che in Italia l'infanzia e la giovinezza sono sfavorite nella lotta per la vita, e il successo biologico (e politico, artistico, economico) arride a chi è vecchio, o pensa e parla come gli anziani: le nuove generazioni dovranno nascere già attrezzate culturalmente per competere con chi è nato negli anni Sessanta e non ha intenzione di mollare soldi, poltrone e poteri fino ai prossimi Sessanta.

  • Il promo di Sanremo 2017.

E c'è un'altra interpretazione, apocalittica, millenaristica, in stile «leggete i segni dei tempi»: i feti canterini, come le comete, le eclissi e le nascite di vitelli con due teste, annunciano un evento clamoroso, in questo caso legato al mondo della canzone. Anche se forse il vitello bicipite sarebbe stato più appropriato, visto che l'evento clamoroso è l'ormai quasi certa co-conduzione Conti-De Filippi per il Festival di Sanremo 2017, la Grosse Koalition Rai-Mediaset che si realizzerà sul palco dell'Ariston in nome della musica leggera. Come se Windows e MacIntosh progettassero un pc insieme, o un imam e papa Francesco portassero in due la croce nella Via Crucis.

PERCHÉ MARIA IN RAI? Ma gli aruspici non si fermano qui e si domandano quale sia il senso oscuro e profondo di questo imminente prodigio. Che Maria voglia sganciarsi da Mediaset per non finire in mano al vorace Bolloré? Oppure l'avvento della zarina di Amici e di Uomini e donne al vertice dalla kermesse più tradizionale e autocelebrativa della tivù di Stato è una delle clausole superstiti del defunto patto del Nazareno, forse la più importante (altro che riforme)?

MA LA DE FILIPPI È GIÀ DI CASA. Finché la notizia è ancora un «rumor», ancorché accreditato, con i verbi al condizionale, non è il caso di lanciarsi in interpretazioni premature quanto i feti del promo. Alla fin fine, fra ospitate e concorrenti provenienti dalla sua scuderia, è da un pezzo che il Festival è defilippizzato anche senza la materiale presenza della rauca regina dei talent. Ma se l'ipotesi Maria alla fine dovesse sfumare, dopo che il pubblico ha fatto la bocca a tanto nome, sarà difficile affiancare a Carlo Conti un personaggio femminile di pari levatura per autorevolezza, prestigio, credibilità. Pare comunque che la Rai stia già sondando un'eventuale disponibilità di Angela Merkel.

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