STORIE 27 Gennaio Gen 2017 1330 27 gennaio 2017

Makabi Warszawa, il club sportivo ebraico rinato dopo la Shoah

Calcio, ma anche boxe, hockey, basket, pallavolo, yoga e pure gli scacchi. La società ha riaperto nel 2014. Sopravvivendo così allo sterminio nazista che falcidiò i suoi 1.700 atleti nel 1939. Storia di un riscatto.

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La lezione di boxe del lunedì comincia alle 17.30 in un locale sotterraneo di pochi metri quadrati occupato per metà da un ring gialloblù. Lo sferragliare dei tram lungo via Wolska fa tremare il soffitto di tanto in tanto. La temperatura gelida rende visibile la condensa del proprio respiro. La palestra si trova in un sottopasso nel quartiere varsaviano di Wola ed è gestita da Sasha Sidorenko, una pugile ucraina. L’allenatore, Oleg, è anch'egli ucraino, viene dal Donbass ed è in Polonia da un mese appena. Fra i 10 pugili dilettanti - otto uomini e due donne - che iniziano il riscaldamento saltellando attorno al ring, la metà appartiene a un unico club: il Makabi Warszawa.

GRANDE VARIETÀ DI DISCIPLINE. Fondata nel 1915, la Ztgs Makabi Warszawa è una delle principali associazioni sportive attive nella capitale polacca prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Un club pensato per le esigenze ricreative di migliaia di varsaviani di origine ebraica. Una realtà che offre corsi in una miriade di discipline sportive: dal calcio all'hockey, dal basket alla pallavolo, dalla boxe all'atletica leggera, passando per il nuoto e lo sci.

Il gruppo delle ginnaste nel 1928.

Per un quarto di secolo le squadre e gli atleti del Makabi Warszawa parteciparono a campionati di ogni livello, vincendo titoli nazionali nel 1928 e nel '29 con i pugili Shlomo Finkelstein e Józef Wysocki. E Józef Klotz, il primo calciatore a segnare un gol per la nazionale polacca, indossò la casacca biancoblù del Makabi fra il 1925 e il '27.

NEL 1939 L'INIZIO DELLA FINE. Nel 1937, anno della sua massima espansione, la società ebraica di ginnastica e sport - questo il significato di "Ztgs" - Makabi Warszawa contava 1.700 membri. Un successo presto interrotto. Già il primo ottobre 1939, infatti, le truppe naziste entrarono a Varsavia concludendo l'invasione della Polonia. I nuovi occupanti della capitale non tardarono la repressione nei confronti dei suoi 360 mila abitanti di origine ebraica, in attesa di cominciare il loro sterminio.

STERMINATI I MEMBRI DEL CLUB. Fra le associazioni religiose e culturali subito bandite dai nazisti nella capitale vi fu anche la Ztgs Makabi Warszawa che chiuse nell'inverno del 1939. La stragrande maggioranza dei suoi membri morì tragicamente negli anni seguenti; incluso Klotz, scomparso nel Ghetto di Varsavia nel '41.

Oggi le persone iscritte ai corsi e alle attività del Makabi Warszawa sono circa 60 e comprese fra i 15 e i 60 anni

Il primo tentativo di fare ripartire l'associazione sportiva Makabi a Varsavia risale ai primi Anni 90 quando è stato creato un club di scherma con questo nome. Tuttavia l'esperimento è durato poco. Bisogna attendere il 2014 per la rinascita effettiva del Makabi varsaviano. Ai suoi nuovi albori l'associazione contava appena 5 membri e solo nell'agosto 2015 è stata ufficialmente riconosciuta. Oggi le persone iscritte ai corsi e alle attività sportive della nuova Ztgs Makabi Warszawa sono circa 60 e comprese fra i 15 e i 60 anni d'età.

POCHI DI ORIGINE EBRAICA. Il Makabi attuale, come quello di un tempo, è attivo in numerose discipline. Si va dalla squadra di calcio che da tre anni partecipa all'Etnoliga - un campionato misto e multiculturale di Varsavia - alla boxe, dalla corsa al badminton. Senza dimenticare attività più sedentarie per tenere fede al motto mens sana in corpore sano: yoga, scacchi e lingua ebraica. Nessun istruttore e pochi fra i partecipanti ai corsi sono di origine ebraica. I polacchi restano la maggioranza, ma due italiani, Fabio e Ivan, fanno parte del team calcistico. Mentre americani, britannici, israeliani, russi e tedeschi partecipano o hanno partecipato alle attività dell’associazione.

Calciatori con lo striscione del club.

La componente ebraica resta un valore importante per l'attuale Makabi. Lo dimostra la stretta collaborazione con il Jewish Community Center di Varsavia e il Polin, il museo della storia degli ebrei polacchi aperto nella capitale a fine 2014. Jakub Gruszczyński, membro di Ztgs Makabi Warszawa, ricorda: «Assieme al Polin abbiamo realizzato due progetti, un documentario sulla vita della comunità ebraica oggi a Varsavia e, nel 2015, una staffetta podistica per celebrare il centenario del nostro club». Fra i partecipanti all'evento c'erano tutti i rabbini di Varsavia compreso il rabbino capo di Polonia, Michael Schudrich, che è stato il primo frazionista.

NEL 2017 LE MACCABIADI. Nel 2017 alcuni atleti del Makabi Warszawa partecipano alle Maccabiadi, le Olimpiadi del mondo ebraico, in programma a luglio in Israele. Kamil, direttore finanziario in un'azienda che frequenta la sinagoga varsaviana di Ec Chaim e fra i pugili presenti nella palestra di Wola, è uno di loro. «Mi alleno sei volte alla settimana, ma poiché la boxe non è una disciplina di questi Giochi rappresento la Polonia negli scacchi, un'altra mia passione», afferma orgoglioso, ricordando come «ogni mercoledì, 15 minuti dopo la boxe, vado a giocare a scacchi assieme agli altri sei componenti del team Makabi Warszawa». Fra di loro Władysław Schinzel, uno scacchista di origine ebraica che è stato campione nazionale polacco negli Anni 80 e ha ripreso a competere solo di recente, dopo un lungo digiuno dalla scacchiera.

Il team del running.

Marlena, che di lavoro fa la social media manager nella capitale, si slaccia i guantoni al termine dell'allenamento e dice: «Ho cominciato 10 giorni fa e questa è stata la mia terza lezione. Non avevo mai fatto boxe prima, solo danza o balletto». Poi qualcosa è cambiato: «Il mio ragazzo mi ha fatto conoscere Makabi Warszawa, ma già prima studiavo 'Storia e cultura ebraica' all'Università di Varsavia e ne sono affascinata. Tant'è che mi sto convertendo al giudaismo». Marlena ci tiene tuttavia a precisare come «chi fa parte di Makabi Warszawa oggi può essere ebreo, cristiano o musulmano, senza discriminazioni, l'importante è che si opponga all'antisemitismo in ogni sua manifestazione».

«SIAMO APERTI A CHIUNQUE». Un concetto ribadito da Jakub Gruszczyński che evidenzia come «a differenza del vecchio Makabi, siamo aperti a chiunque condivida i nostri valori e desideri fare sport, non solo a persone di origine o fede ebraica. La cosa importante è partecipare ad allenamenti o lezioni regolarmente ed essere pronti a rappresentare la Ztgs Makabi Warszawa in eventi sportivi».

Studenti a lezione d'ebraico.

Il tutto senza dimenticare quali siano le radici storiche e culturali dell'associazione sportiva varsaviana. «Puntiamo a diffondere e a promuovere sport, cultura e tradizione sportiva nella comunità ebraica di Varsavia», assicura Gruszczyński prima di aggiungere: «Vogliamo stabilire una continuità con la tradizione del Makabi Warszawa d'anteguerra e purtroppo possiamo farlo solo attraverso vecchi articoli e fotografie visto che nessuno dei membri della vecchia Ztgs è ancora in vita».

OGGI SOLO 2 MILA EBREI A VARSAVIA. Una continuità rafforzata anche dalla collaborazione e dal supporto ricevuto da tante organizzazioni, ebraiche e non, nonché dalle lezioni di lingua ebraica organizzate dell'associazione «così da permettere ai giovani ebrei polacchi di rinnovare o ricostruire le radici con le proprie origini e la propria cultura», precisa Gruszczyński. Oggi la comunità ebraica di Varsavia conta circa 2 mila persone, pari allo 0,6% della popolazione di origine ebraica che viveva nella capitale polacca sino all'autunno del 1939.

UN MESSAGGIO DI TOLLERANZA. Anche per questo il numero di membri dell'attuale Makabi Warszawa non è paragonabile a quello dell'associazione sportiva della quale è erede e ideale prosecuzione. Tuttavia, il successo ottenuto dal club ad appena due anni dalla sua rinascita lancia un messaggio importante di tolleranza e multiculturalismo in Polonia. Un messaggio che arriva dal cuore di Varsavia, una città che si è vista privare con la forza di una componente essenziale della sua identità e ora sta riavviando con essa un dialogo troppo a lungo interrotto.

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