Sanremo 6

Sanremo 2017

Diletta Leotta Sanremo
8 Febbraio Feb 2017 1652 08 febbraio 2017

Da donna dico "grazie Diletta" per il messaggio, il sorriso e l'abito

Non perdoniamo la bellezza, viviamo di sessismo e pregiudizio. E allora viva la Leotta e il suo splendido spacco. È l'appello che conta: per quelle ragazze prese di mira che «non ce la fanno più a sopportare».

  • CRISTINA OBBER
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«Che confusione... #sanremo2017». Così ha twittato Diletta Leotta prima di entrare in scena sul palco dell’Ariston durante la prima serata del Festival di Sanremo. E spesso si fa confusione quando si parla di violenza. Nel suo breve intervento la giornalista di Sky Sport ha raccontato la vicenda della grave violazione di privacy che l'ha colpita: le sono state sottratte immagini private diffuse poi in Rete, infliggendole un sopruso che solo chi ne è vittima può capire quanto è grande.

VI RICORDATE CAROLINA? La showgirl Caterina Balivo però ha twittato: «Non puoi parlare della violazione della #privacy con quel vestito e con la mano che cerca di allargare lo spacco della gonna». Proprio il 7 febbraio era la giornata contro il cyberbullismo. Al mattino ero a un evento nell’aula magna del tribunale di Milano. Era presente anche Paolo Picchio, padre di Carolina, che nel 2013 si è tolta la vita perché oggetto di bullismo da parte dei suoi amici: un video girato a una festa e buttato online, 2.600 like, tanti insulti e Carolina non c’è più. Il padre ha raccontato che Carolina non era una ragazza fragile e introversa, non era complessata, era serena; l’hanno presa di mira perché era la più bella.

La bellezza non si perdona in un Paese dove si discute ancora sulla lunghezza di una minigonna per attenuare le responsabilità maschili nei casi di stupro. Quando Reeva Steenkamp è stata uccisa da Oscar Pistorius da noi le pagine dei giornali erano ossessivamente piene delle sue foto da modella, anche se ormai lei era un corpo straziato in un obitorio. Marilia Rodrigues Silva Martins, uccisa da Claudio Grigoletto, il suo titolare con il quale aveva una relazione e da cui aspettava un figlio, sui media ci è stata descritta per giorni come «la bella brasiliana».

NESSUNA VIOLENZA "SI MERITA". Cresciamo tutti immersi in questa cultura ed è perciò che a volte nel pregiudizio inciampano anche le donne. Non basta nascere femmina per avere consapevolezza di ciò che significa. Il sessismo investe tutti gli ambiti delle nostre vite, le abitazioni, i luoghi di lavoro, le scuole, l’arte, il cinema, la tivù, la pubblicità. Così l’essere oggettivizzate culturalmente fa sì che infilarsi dei tacchi, aprire una scollatura o uno spacco equivalga a farsi oggetto di desiderio e dunque divenire corresponsabili di quella violenza che in fondo ci si merita.

Carlo Conti e Diletta Leotta.

Questo è il pensiero ancora dominante, ma le polemiche sul tweet della Balivo ci dicono che siamo stanchi di una cultura che giudica le donne sempre e comunque. Ho fatto un giro su Google cliccando “Caterina Balivo immagini” e “Caterina Balivo hot” e mi auguro che mai alla signora Balivo possa capitare di subire violazioni della sua privacy o commenti sessisti per le sue pose in sottoveste e le sue trasparenze.

NON SMETTEREMO DI LOTTARE. Mi auguro invece che faccia tesoro delle polemiche seguite al suo tweet per approfondirne il significato; tutti possiamo sbagliare centrifugati ogni giorno in una caccia alle streghe che sembra non avere fine (ma l’avrà perché non smetteremo mai di lottare per questo dentro e fuori la rete) ma tutti abbiamo anche l'occasione di migliorare personalmente e professionalmente.

Della performance a Sanremo di Diletta Leotta preferirò ricordare le sue parole rivolte alle adolescenti che subiscono violenza, il suo esortarle a chiedere aiuto e a reagire denunciando. Perché biglietti di addio come quelli di Carolina Picchio - «Non ce la faccio più a sopportare» - non vogliamo leggerli più. Io, a Diletta Leotta, nel suo abito splendido quanto il suo sorriso, dico grazie.

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