Logan E Laura
5 Marzo Mar 2017 1600 05 marzo 2017

"Logan", 10 curiosità sul film di Wolverine

L'addio di Jackman e Stewart agli X-Men. Una nuova piccola e terribile mutante in odore di spinoff. Atmosfere tra il westerne e il road-movie. Ecco cosa c'è da sapere sul lungometraggio di James Mangold.

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L'universo degli X-Men diventa più realistico e cupo grazie all'ultimo capitolo della trilogia cinematografica con protagonista Wolverine, il personaggio interpretato da Hugh Jackman. Logan trasporta infatti gli spettatori nel 2029, in un mondo in cui i mutanti sono quasi del tutto scomparsi e Logan si è ritirato in una remota cittadina al confine con il Messico, dove lavora come autista e si occupa, con l'emarginato Calibano (Stephen Merchant), di un Professor X (Patrick Stewart) ormai malato e in preda a sempre più frequenti crisi epilettiche.

UNA RAGAZZINA DA PROTEGGERE. Il tentativo di rimanere distante dal resto del mondo finisce però quando una donna chiede a Logan di proteggere una ragazzina, Laura (Dafne Keen), dalle caratteristiche molto simili a lui, e di accompagnarla in un'area sicura, chiamata Eden. Sulle tracce del gruppo ci sarà il criminale Donald Pierce (Boyd Holbrook), alla guida del suo temibile esercito di cyborg, i Reavers, e pronto a tutto pur di riportare Laura dal Dottor Zander Rice (Richard E. Grant), un genetista che vuole creare una micidiale arma.

IL DOLORE AL CENTRO DEGLI EVENTI. La sceneggiatura scritta da Mangold insieme a Scott Frank e Michael Green si avvicina alle storie dei protagonisti dei fumetti con un approccio in cui non si evita di mettere al centro degli eventi il dolore e la sofferenza, creando così un contesto in cui la speranza sembra essere ormai sparita come accaduto con gli altri mutanti. Hugh Jackman è particolarmente bravo nel mostrare una versione di Wolverine logorata dal tempo trascorso e dalle ferite fisiche ed emotive, obbligando gli spettatori a capire come la sua esistenza lo abbia portato in una situazione in cui i comportamenti superano spesso il confine del consentito.

UN FILM CHE NON SI AUTOCENSURE. La scelta di non cercare un rating che permettesse la visione del film anche ai minorenni ha inoltre concesso a Logan di dare spazio alla natura più estrema degli scontri e a tematiche più mature, decisione che premia il film distanziandolo da progetti analoghi e dai capitoli precedenti, permettendo così a Wolverine di sfoderare gli artigli e alla narrazione di non offrire un ritratto superficiale della situazione dei mutanti, conducendo in modo naturale, seppur prevedibile, il percorso dei protagonisti verso un epilogo che soddisfa ed emoziona. Le performance di Patrick Stewart e Dafne Keen, infine, contribuiscono al buon risultato finale proponendo dei personaggi ricchi di sfumature e difetti, ancorando le storie dei personaggi a situazioni meno vicine al tradizionale mondo dei supereroi.

FINALMENTE UN FILM ACCURATO SU WOLVERINE. Logan, dopo molti anni, riesce a offrire una rappresentazione più accurata della storia dell'apprezzato mutante, cercando inoltre di legarla alla realtà della società contemporanea e di creare un film particolarmente umano nonostante la sua natura, senza nemmeno tralasciare una certa ironia nel ricordare la distinzione tra la dimensione reale e la finzione, elementi inseriti in un contesto ben gestito da Mangold che ha ideato il progetto come se fosse un road movie a tinte western. Andiamo alla scoperta di qualche curiosità sull'ultimo capitolo della storia di Wolverine.

  • Regia: James Mangold; genere: azione (Usa, 2017); attori: Hugh Jackman, Patrick Stewart, Richard E. Grant, Boyd Holbrook, Stephen Merchant, e Dafne Keen.

1. Jackman-Wolverine: una storia lunga nata per caso

Hugh Jackman ha deciso di dire addio al ruolo di Wolverine dopo aver interpretato il famoso personaggio dei fumetti ben nove volte. L'attore australiano è ormai legato indissolubilmente al mutante nonostante non fosse stata la prima scelta della produzione. Nel 2000 Jackman è stato infatti assunto per sostituire Dougray Scott, attore che ha dovuto rinunciare al primo film degli X-Men diretto da Bryan Singer a causa delle riprese di Mission: Impossible II.

REYNOLDS LO VUOLE IN UN FILM CON DEADPOOL. Ryan Reynolds, interprete di Deadpool, non ha comunque perso la speranza di veder coinvolto Jackman in un'avventura che veda protagonisti i due personaggi e da mesi scherza cercando di convincere l'amico e collega, ironizzando persino sul primo poster di Logan in cui appariva la mano della giovane Laura dichiarando via Twitter che si trattava in realtà di un'immagine che ritraeva insieme il famoso mercenario e Wolverine.

2. Un mutante formato western

Il regista James Mangold ha svelato che ha sempre considerato Logan quasi come un discendente degli eroi dei western, tra cui Josey Wales interpretato da Clint Eastwood o lo Shane di Alan Ladd. Lo sceneggiatore, per avvicinarsi a quegli iconici personaggi, ha deciso di far emergere alcune caratteristiche particolari come la sua vulnerabilità, mostrando Wolverine invecchiato, indebolito fisicamente e psicologicamente, e con una capacità di guarigione diminuita rispetto al passato.

3. Un possibile spinoff per Laura

Nel ruolo della giovane Laura c'è l'attrice Dafne Keen, al suo debutto cinematografico. Jackman ha spiegato di essere rimasto colpito in modo estremamente positivo dalla performance della ragazza che, a soli 11 anni, è riuscita a esprimere i conflitti interiori vissuti dal suo personaggio che, geneticamente, è simile a Wolverine. L'interprete della mutante, inoltre, ha una personalità completamente diversa: è particolarmente vivace, energica e frizzante, un fatto che ha reso ancora più complicato il processo di immedesimazione in X-23, contraddistinta da scatti di rabbia e di violenza. Mangold, inoltre, è stato talmente rapito e conquistato dall'interpretazione di Dafne che ha pensato alla realizzazione di un possibile spinoff totalmente dedicato al personaggio.

4. Un Wolverine finalmente senza freni

Per concludere la trilogia di film dedicati a Wolverine, Mangold e Jackman hanno deciso di non puntare a un film adatto a tutti ma di rientrare nel rating “R”, ovvero ottenere il divieto ai minori di 17 anni non accompagnati da un adulto. La produzione non era affatto convinta della scelta ma il regista e la star erano determinati a lasciarsi andare e mostrare un Logan più maturo in cui si potesse esplorare la fragilità umana, la mortalità e i complessi legami che uniscono i membri di una famiglia. Il rating, secondo Mangold, è infatti un riflesso delle tematiche affrontate e Hugh ha contribuito a far accettare la decisione alla 20th Century Fox grazie a una diminuzione del suo compenso.

5. Un road movie dai dettagli molto curati

Le riprese di Logan si sono svolte nell'estate del 2016, tra New Orleans e Nuovo Messico. A occuparsi delle scenografie è tornato Francois Auduoy, già nel team che ha lavorato a Wolverine – L'immortale. Per dare spazio all'atmosfera voluta dal filmmaker, il team dell'artista ha costruito ogni elemento degli imponenti set, tra cui la fonderia-nascondiglio e l’hotel-casinò di Oklahoma City. Il lavoro dello scenografo ha potuto contare anche sulla partecipazione di alcuni membri del cast che hanno condiviso i loro suggerimenti: Stephen Merchant, ad esempio, ha raccontato che idee aveva per quanto riguarda la vita casalinga di Calibano e questi elementi sono poi stati incorporati nei progetti della fonderia.

6. Auto di oggi trasformate in auto del futuro

In Logan il protagonista utilizza una vettura, realizzata sul modello della Chrysler 300, come fonte di reddito e per prendersi cura di Charles. L'auto viene poi usata per fuggire, diventando così un elemento chiave del film, quasi come se fosse un vero personaggio. Nick Pugh, che si è occupato delle automobili utilizzate sul set, ha rivelato che hanno dovuto progettare un veicolo come se fosse di un'epoca futura distante circa una decina di anni. Per le riprese sono quindi state usate tre limousine, due completamente funzionanti e una in scena solo per le sequenze d'azione che è in realtà, pur avendo lo stesso aspetto, una Baja da corsa in grado di fare salti, passare attraverso fossati e attraversare il deserto a circa 80 chilometri all'ora.

7. Da Walk the Line a Logan: omaggio a Johnny Cash

James Mangold ha diretto nel 2005 il film biografico Quando l'amore brucia l'anima - Walk the Line, dedicato alla vita di Johnny Cash e nel primo trailer di Logan è stata utilizzata proprio una canzone incisa dall'artista, Hurt. Il regista ha spiegato che la decisione di utilizzare il brano è stata presa per sottolineare come il progetto fosse diverso dagli altri film di supereroi e avesse delle caratteristiche più umane, oltre a introdurre la rappresentazione più anziana e sofferente del personaggio interpretato da Jackman. Alcune foto di scena diffuse online prima dell'arrivo del lungometraggio nelle sale e un promo sono poi in bianco e nero, scelta cromatica che ha affascinato i fan e lo stesso regista che sembra aver recentemente confermato via Twitter di essere al lavoro su una versione alternativa di Logan seguendo questo stile.

8. Jackman convinto dalle tematiche del film

Hugh Jackman ha raccontato, presentando il film alla stampa, di non aver mai avuto dubbi sull'idea di lavorare con James Mangold perché pensa riesca a raccontare in modo fantastico delle storie che mostrano il mondo in cui viviamo. Logan, secondo la star australiana, è la storia di una famiglia e porta a far riflettere sulla scelta di poter vivere da soli o in connessione con altri esseri viventi. Il filmmaker ha inoltre confermato che non si è cercato di rientrare in un genere specifico ma di parlare a un pubblico più ampio perché anche dei lungometraggi tratti dai fumetti possono aiutare a veicolare dei messaggi importanti.

9. Patrick Stewart dice addio a Charles Xavier

Dopo l'annuncio dell'addio di Hugh Jackman al ruolo di Wolverine, per mesi si sono susseguite le ipotesi su quali altre star degli X-Men avrebbero posto fine alla loro esperienza. Patrick Stewart inizialmente aveva detto di non sentirsi pronto a escludere eventuali apparizioni future nella parte di Charles Xavier, tuttavia ha cambiato idea mentre stava assistendo a una proiezione di Logan seduto vicino a Hugh Jackman e James Mangold. La reazione emotiva del pubblico e dell'attore australiano agli ultimi minuti del lungometraggio lo ha infatti fatto riflettere: «Mentre stavamo guardando il film ho pensato 'O mio dio questo è un epilogo-addio. Cosa potrei mai fare per superare questo momento?'. E ho continuato ad avere questa idea negli ultimi giorni. Sono quindi giunto alla conclusione: 'Sì, è assolutamente giusto che ora entrambi andiamo oltre'. Il franchise non morirà senza di noi».

10. Un film senza Magneto

Nel lungometraggio non c'è spazio per Magneto, il personaggio interpretato da Ian McKellen quasi sempre in scena accanto al Professor X. Patrick Stewart ha raccontato che ha lavorato per sei mesi a teatro con l'amico e collega, arrivando alla conclusione che fosse un po' deluso dall'essere stato escluso dalla storia portata sul grande schermo da Mangold. L'interprete di Xavier ha inoltre ammesso che sul set sentiva molto la mancanza di McKellen.

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